Ricambio e motivazioni, il ritiro di Zeman comincia da qui!

Ricambio e motivazioni, il ritiro di Zeman comincia da qui!

Il tempo delle chiacchiere è finito, l’orizzonte si tinge di fatica. Si va in ritiro! Parte lo Zeman quater, the last dance forse… l’ultimo ballo, come quello dei Bulls allo strappo finale dell’era Michael Jordan. Lui, il maestro boemo, se lo gioca come sempre, senza fare sconti alle sue granitiche certezze. Una su tutte: il ricambio. Quando i padri fondatori della prima repubblica di Zemanlandia si erano “imborghesiti”, lui fomentò la rivoluzione, spalleggiato da Peppino Pavone (e da Casillo, non indifferente al risvolto economico che tale virata avrebbe comportato) che portò in Capitanata gli “Sciacca boys”. “Foggia ha bisogno di ricambio”. Fu così che disse al suo presidente? Chissà… queste sono in realtà le parole che il tecnico rossonero ha pronunciato martedì scorso in conferenza stampa, riferendosi ai giocatori della passata stagione. “Penso che se ne potrebbero tenere tre o quattro”, ha sottolineato, spiegando però che la sua non era una valutazione di merito sul valore dei singoli quanto una questione appunto di “ricambio” e di “(…) altre motivazioni”. Ecco dunque il secondo articolo della costituzione zemaniana: le motivazioni (“che secondo me qui mancavano” ha aggiunto, rendendo pubblica una constatazione maturata dopo aver assistito ad alcune partite dei satanelli di Marchionni). La fame, la voglia di riscatto. Per questo ha chiesto Alexis Ferrante, che proprio con lui rischiò di esordire in maglia Roma il 16 gennaio 2013 nei quarti di Coppa Italia a Firenze: l’italo argentino ha dato, infatti, un contributo limitato alla promozione della Ternana scaldando più panchine che muscoli. Zeman si aspetta la bava alla bocca da Merkaj e Martino, abituati a sgomitare nei campi infernali della serie D, e cerca il furore agonistico da Petermann, ceduto dal Cesena senza rimpianti; vuole rivedere l’ambizione in Alastra, abituatosi sin troppo al ruolo di 2° portiere. Senza dimenticare l’ultimo aggregato, il giovane Merola, enfant prodige ex Inter traghettato dall’Empoli a Grosseto e Arezzo: uno dei “saranno famosi” che però se fosse già “famoso” non sarebbe finito nel radar del boemo. A Chatillon si suderà. Questo è scritto. Del resto nessun campione si afferma senza fatica. Si racconta che all’epoca in cui Cristiano Ronaldo faceva la spola tra la Prima squadra e l’U17 dello Sporting Lisbona, l’allenatore Boloni e il tecnico dell’U17 Couto avessero concordato un piano di allenamenti per il suo potenziamento muscolare: ebbene, lui a volte andava in Prima squadra e mentiva dicendo a Boloni di aver saltato la sessione con l’U17 per poterla rifare; stesso stratagemma utilizzava con Couto, ottenendo di ripetere la seduta atletica con i suoi coetanei. Raddoppiava così il suo sforzo fisico! Soprattutto per questo il ragazzino di Madeira è diventato CR7. Impegno e sofferenza, ecco la chiave. Il Foggia ricomincia da qui. Dal lavoro. Lo ha detto lo stesso Zeman: “Sono qui per il campo”. Il resto sono solo chiacchere e… distintivo!

6 Commenti

  • Forza vecchio leone provaci ancora e facci rivivere una seconda gioventù

  • Uno Zeman con qualche anno in più,ma non è cambiato di una virgola.Un Maestro che parte dalla motivazione:cosa vuoi essere da grande?Sai veramente chi sei e dove vuoi arrivare?Prima di essere un Giocatore dovrai essere un Atleta.Quando questo binomio si sarà equilibrato,il campo ti darà il responso.
    Non prima.Solo dopo potrai cominciare a
    volare e a dimostrare chi sei veramente.
    Un esempio per tutti.Kolivanov.Quasi mai in campo,qualche volta in Tribuna,spessissimo in Panchina.Nel suo Paese,la Russia,era un Nazionale inamovibile,segnava tanti Gol,ma nel Foggia non trovava spazio perché non si metteva al servizio della Squadra,giocava per se stesso,rallentava il gioco,un egoista nel tenere il pallone.Quando è maturato è diventato il Kolivanov incontenibile che tutta l’Italia sportiva ha conosciuto.

  • Per piacere,lasciateli lavorare in santa pace.
    Senza inutili preconcetti ; aspettate prima di sputare sentenze quando qualche partita andra’ storta .Capitera’ ed anche subito .
    Perche’ , cari foggiani , le vostre critiche inutili sono della stessa intensita’ del vostro tifo allo Zaccheria e cioe’ : ” eccezionali ” .
    State calmi se potete .
    Augurissimi in un girone di ferro , squilibrato rispetto agli altri due .

  • Per me i ricordi del passato in tutti i campi della vita, sopratutto quelli belli ritornano in mente sempre, si fa un esame di coscienza forse si poteva migliorare comportandoci in un modo diverso, Ritornando a Zeman e al foggia la mente ricorda quei bei momenti di calcio vero spesso brillante con una cornice di pubblico e di tifo spettacolari e non solo per A ma anche in B e C. Foggia città e anche il calcio può cambiare e migliorare fare un passo avanti per poi due indietro
    non c’è lo possiamo più permettere perché dopo essere ultimi in graduatoria nazionale c’è il terzo mondo. Italia campioni d Europa siamo tutti felici ma in Europa le velocità del progresso sono ben diverse.

  • Sarà un cantiere aperto .. vero ..!! ma già si sente il profumo di Zemalandia …
    Forza Foggia

  • Tranquilli tifosi foggiani. Da romanista zemaniano da sempre vi dico che ancora una volta il Boemo sapra’ approntare una squadra giovane, divertente, sicuramente con qualche potenziale campione che diverra’ famoso e capace di produrre un ottimo calcio.
    Arrivera’ pure qualche goleada a sfavore del Foggia, ma del resto e’ il prezzo da pagare per avere il miglior allenatore della fase offensiva d’Europa probabilmente degli ultimi 30 anni.
    Pensate che a noi lupacchioti e’ toccato quel bollito di Mourino, detto anche “sola one”.

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