Bari-Foggia in cifre
Con trentotto partite complessive, termina la stagione 2020/2021 del Calcio Foggia fermato al secondo turno dei playoff di Lega Pro, dal Bari di Auteri che vince il derby e passa il turno. Sbancare il “San Nicola” non è mai impresa facile: su 26 incontri in terra biancorossa solo sei volte il Foggia è riuscito a spuntarla. Il tabellino dice 3-1 per i “galletti” che hanno tenuto meglio il campo e più la palla (57% di possesso contro il 43% dei rossoneri) nei complessivi 96 minuti giocati con buona intensità da ambo le formazioni.
Contro il collaudato 3-4-3 del tecnico barese, non è bastato a Marchionni rettificare il modulo con un 3-5-1-1, per avere un attacco più prolifico: quattro i tiri nello specchio della porta e due finiti direttamente in curva. Per carità, non che il Bari abbia fatto sfracelli, tirando complessivamente dieci volte e centrando lo specchio della porta per una mezza dozzina: la differenza l’ha fatta la percentuale dei tiri finiti in fondo al sacco: un cinquanta per cento secco per il Bari che, complice la difesa ballerina del Foggia, ha potuto tesaurizzare la metà di quanto prodotto in attacco.
Ancora una volta, occorre sottolinearlo, la maggiore esperienza degli avversari in campo ha avuto un peso specifico rilevante: l’età media degli undici titolari iniziali per il Bari è stata di 32,43 anni e per i rossoneri di 26,63 anni, ben sette/undicesimi del Foggia schierati nel primo tempo hanno meno di trent’anni. Certo, si dirà, si può tentare di colmare il gap con l’agonismo e la corsa ma se durante la gara fallisci il doppio dei passaggi rispetto agli avversari collezionando quasi il sessanta per cento di errori a centrocampo, è facile intuire che anche se sei un mezzofondista non puoi andare lontano (coi risultati). E non ti salvi nemmeno se hai Fumagalli (quasi tremila minuti giocati quest’anno), per la verità al “San Nicola” meno brillante che in altre occasioni, che per due volte ci mette una pezza.
Perdere un derby è sempre sconsolante ma, è utile sottolinearlo, è stata un’annata tutt’altro che deludente. Si riparte, per la prossima stagione, con in “tasca” un allenatore capace, una società “presente” ed una squadra da migliorare con a disposizione tre mesi per pensare.