Si torna al lavoro per preparare l’impegno playoff. A Catania gara da dentro o fuori

Si torna al lavoro per preparare l’impegno playoff. A Catania gara da dentro o fuori

In questa stagione regolare, appena conclusa, abbiamo commentato le gare del Foggia, ci auguriamo sempre in modo equilibrato, provando a giustificare e trovare delle scusanti anche al termine di quelle gare che hanno lasciato l’amaro in bocca al popolo rossonero. Ma all’indomani di Foggia-Catania di domenica sera, andato in scena allo Zaccheria, facciamo alquanto fatica. Soprattutto dopo aver visto Salvi e compagni sciorinare una prestazione che ha rasentato la perfezione nei primi trentacinque minuti che, a nostro avviso, sono stati i più belli ed intensi di tutto il Campionato. Il Catania di Baldini annichilito in velocità ed efficacia sotto rete con due gol di pregevole fattura di Curcio, l’ex di turno, e D’Andrea, che avevano illuso i pochi presenti allo stadio che pregustavano una vittoria che avrebbe permesso di rivedere i rossoneri in campo domenica prossima ancora allo Zaccheria nel primo turno playoff. Al triplice fischio del Signor Arace di Lugo di Romagna la delusione era stampata sui volti dei presenti e di noi addetti ai lavori che abbiamo assistito alla rimonta siciliana che ha fatto scivolare il Foggia al nono posto e che vedrà i ragazzi di Marchionni giocarsi le ambizioni di passaggio del turno playoff, davvero poche, lontano dallo stadio amico. Dall’illusione alla delusione il passo è davvero breve anche se poi tutto sommato rimane la soddisfazione di aver raggiunto comunque un obiettivo che non rientrava nei piani della Società che era partita, ad inizio stagione, con l’intento di conservare la categoria. Una stagione nata in maniera rocambolesca, con un gruppo assemblato in maniera approssimativa, senza grossi investimenti e sul quale probabilmente nessuno avrebbe scommesso un solo euro. Merito sicuramente a chi, tra mille difficoltà, è riuscito a pescare calciatori che si sono ben comportati in questa categoria sotto la guida di Marchionni anche lui alla prima esperienza da allenatore. Ma rimane l’amaro in bocca perché domenica sera tutti speravamo nel miracolo di battere gli etnei e blindare quel settimo posto che il Foggia meritava. Probabilmente nella ripresa si doveva e si poteva fare di più e magari difendere con le unghie e con i denti quel vantaggio iniziale.

Domenica prossima si giocherà a campi invertiti al “Massimino” dove nella gara di andata il Foggia uscì sconfitto ma non meritò di perdere. La speranza che si possano recuperare uomini determinanti come Fumagalli, non ce ne voglia il giovane Di Stasio che anche contro i rossoblù ci ha messo del suo nell’occasione delle due segnature oltre a tante indecisioni tra i pali, Del Prete e Gavazzi, nelle migliori condizioni, per ridare equilibrio ed esperienza al reparto difensivo. Che torni l’entusiasmo a Michele Rocca, apparso sottotono, e magari puntare su uomini del calibro di Morrone per dare più tecnica al centrocampo che potrebbe supportare meglio Curcio e D’Andrea che hanno dimostrato di poter continuare a segnare. Bisognerà ritrovare la grinta e la determinazione dei giorni migliori per essere anche più forti della pandemia oltre che dell’avversario. Il popolo rossonero non chiede altro e vuole chiudere in bellezza la stagione, ma soprattutto questo scorcio di stagione, magari con la propria squadra capace di scendere in campo provando ad essere la mina vagante di questo mini torneo parafrasando le dichiarazioni di Marchionni a fine gara. Questa volta con i fatti perché le chiacchiere servono solo per fare titoli sui giornali.

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