Curcio, tre punti e i playoff nel grigiore dello Zaccheria
Chi si aspettava un minimo di reazione da questa squadra, dopo la piatta e anonima prestazione con la Paganese, probabilmente nel pomeriggio di ieri non è rimasto completamente deluso. Certo, diciamolo subito, non è stata una gara elettrizzante, emozionante, forse neanche particolarmente entusiasmante, ma ciò che conta è aver visto comunque un gruppo che ci ha provato fino alla fine portando a casa tre punti che brillano come un diamante prezioso in vista di quei playoff che, siamo sinceri, non vediamo l’ora di disputare non fosse altro per una certa soddisfazione personale e perché, da queste parti, siamo abituati a considerare il calcio come qualcosa di più di un semplice gioco o di una scontata passione. Nel pomeriggio dello Zaccheria va salvato soltanto l’episodio al minuto ’84 allorquando Alessio Curcio, un inchino sincero a lui, si è reso autore di una prodezza che conferma quanto talento ci sia in questo ragazzo che in più di una occasione, in questa stagione, ha contribuito a vittorie importanti nel percorso finora svolto.
Ma torniamo al match di ieri che ha vissuto una prima frazione di gioco che potremmo definire anonima dove la noia l’ha fatta da padrona. Quarantacinque minuti in cui, a parte quattro cartellini gialli, tre dei rossoneri, a dimostrazione del nervosismo esistente in campo, ed un tentativo di D’Andrea nei secondi finali, intercettato dalla difesa ospite, ha lasciato il taccuino dei cronisti piuttosto scarno. Nella ripresa solo un paio di occasioni prima del capolavoro di Curcio. Viteritti, per gli ospiti, in campo ad inizio ripresa, chiamava Fumagalli alla deviazione miracolosa sul diagonale destinato nell’angolo alla destra dell’estremo difensore rossonero. Di Jenno, per i rossoneri, dal limite ha concluso a rete con Taliento che si è rifugiato in angolo deviando sulla traversa un pallone velenoso che avrebbe meritato ben altra sorte. Poi la “perla” di Curcio che avrebbe fatto venire giù la curva se allo Zaccheria ci fosse stato pubblico sugli spalti.
Al termine di Foggia-Monopoli viene spontaneo pensare che i ragazzi di Marchionni non possono essere quelli visti in queste ultime tre gare e che probabilmente questo calo di condizione e questa poca lucidità siano figlie del lungo periodo di sosta dovuto al contagio da Covid-19 che non solo ha lasciato segni nelle gambe dei calciatori ma ha soprattutto frenato il cammino dei rossoneri in Campionato. L’augurio è che la condizione migliore si possa ritrovare in questo scorcio finale di stagione con le ultime due gare in calendario prima della fine della regular season, Juve Stabia e Catania, per poi presentarsi in grande stile e con lo smalto dei giorni migliori al tavolo dei playoff.
1 commento
Troppe partite perse 12 addirittura, sono davvero tante, se siamo nei playoff è solo merito del regolamento e della mediocrità del campionato, in altri tempi con 12 gare perse e molti pareggi già saremmo retrocessi o giocavi i playout… ma più che pensare ai playoff io penserei a programmare il prossimo campionato di serie c perché è certo che li saremo, quindi Pintus sveglia che la prossima stagione è vicina