Una serie tv sul Foggia?
Ho da poco concluso “Sunderland ‘Til I Die“, la serie TV Netflix, che ripercorre – nella prima stagione – la retrocessione in League One (la nostra serie C) della gloriosa squadra biancorossa durante l’annata 2017-18. Se amate il calcio passionale e gli stadi inglesi, questa è la serie che fa per voi e il mio consiglio è di recuperarla al più presto per godere di uno spettacolo unico, che solo il calcio britannico sa regalare. Quattordici episodi (otto nella prima stagione e sei nella seconda) intrinseci di tutti quei sentimenti che i tifosi vivono durante un campionato alle prese con la seconda retrocessione consecutiva della propria squadra del cuore. Ma non solo calcio, ciò che esce bene dal racconto cinematografico è anche l’attaccamento dei tanti dipendenti del club, i quali lavorano dietro le quinte ogni giorno per portare avanti le proprie famiglie, oltre che per il bene del Sunderland. Terminata la visione, con molta adrenalina ancora in corpo, mi sono precipitato sul web a cercare aneddoti e curiosità relativi ai protagonisti del fallimento dei Black Cats e ho notato non poche analogie con quanto successo dalle nostre parti qualche anno fa; come dimenticare il biennio in B e la tragicomica retrocessione con annesso fallimento nei dilettanti. Che Sunderland e Foggia siano due realtà molto diverse tra loro non è un mistero, ma molte volte, le situazioni si ripetono fedelmente anche in contesti privi di punti di contatto apparenti e sono capaci di regalare scenari inimmaginabili. “Infatuato” da questi pensieri, arrivo alla conclusione che anche la centenaria storia rossonera meriti un racconto degno del grande pubblico, magari prodotto da una multinazionale come Netflix o Amazon Prime (mi accontenterei anche di un buon prodotto targato RaiPlay, non lo nego)… Sì, sto sognando, ne sono consapevole, ma lasciatemi ipotizzare tutto ciò e in questo articolo vi spiegherò anche i motivi per cui vale la pena dar vita a questa ipotetica serie TV.

Foggia e il Foggia sono una sceneggiatura già scritta ed è proprio la passionalità di questa gente che mi fa ben sperare per la produzione di tale progetto, che susciterebbe sicuramente molto interesse, rispetto a tanti esperimenti tra calcio e tv, abbozzati e malriusciti negli ultimi anni in Italia. Di per sé la squadra pugliese vanta un grande seguito anche fuori dai confini provinciali, ciò è conseguenza del calcio spettacolo di Zemanlandia che seppe regalare all’Italia pallonara degli anni Novanta tanta spensieratezza e divertimento, in un rigoroso momento storico dal punto di vista calcistico. Anche i più giovani conoscono il trio “Signori–Rambaudi–Baiano”, un tridente divenuto di “culto popolare” e ciò avvalora ovviamente la mia testi, poiché realizzare una serie del genere porterebbe alla ri-scoperta del club rossonero anche da parte del pubblico under 30.
Lo scopo di questa mia idea sarebbe quella di attirare attenzione relativamente al microcosmo Foggia, in modo tale da portare in Capitanata importanti imprenditori (anche stranieri, perché no), al fine di costruire un progetto avvincente per il futuro. E poco importa in quale categoria giochino i Satanelli; guardare una serie Tv di una squadra calcistica che fa tremare i gradoni del proprio stadio, non ha eguali! Questo potrebbe essere un altro punto a favore per tutti quei presidenti con portafoglio pieno e cuore forte. I foggiani, come si sa, non farebbero mancare il proprio apporto alla squadra in qualunque circostanza e chissà che una serie tv non possa riportare – covid permettendo – il tutto esaurito allo “Zac”, come ai tempi delle finali playoff.
La stabilità societaria deve essere indubbiamente un punto di partenza per incanalarsi in discorsi del genere, che possono diventare prioritari; ma che vanno coltivati comunque in maniera secondaria, rispetto agli impegni che il calcio giocato impone. Sto parlando puramente di miei desideri e sogni, pur conscio che queste mie idee, per quanto folli e irrealizzabili, sono condivise da gran parte del credo foggiano.
Scene come il “bagno nella fontana del Sele” post promozione in cadetteria o le esilaranti parole del grande Emilio Cavelli sarebbero abbastanza iconiche ed evocative di per sé, e meriterebbero una storia a sé stante nella narrazione dei fatti. Un racconto nel racconto degno di nota sarebbe anche Nonno Ciccio e la sua passione da ultrà pacifista, che non conosce limiti e barriere.
Credo che Foggia meriti un opportunità del genere e con questo mio umile scritto, mi rivolgo a coloro che possono, seppur in minima parte, far arrivare questa mia scellerata proposta a chi di dovere; per sognare insieme qualcosa di strepitoso a tinte rossonere.
E dato che con la fantasia non mi faccio mancare niente, ho realizzato anche delle ipotetiche divise del Calcio Foggia 1920 stile Sunderland firmate da un grande brand (Adidas), come si usa in Inghilterra.



Concludo con questo pensiero: “la passione per una maglia non la si può comprendere, se non raccontandola con la stessa passione”.
PS: Qualora il progetto andasse in porto, non dimenticatevi di me. La serie avrebbe bisogno di autori e sarei disposto a lavorarci gratis…quindi cari Netflix e Amazon, pensateci bene e sono sicuro che anche gli amici di Sunderland sarebbero pronti a dare vita ad un gemellaggio, che avrebbe un valore simbolico straordinario.
3 Commenti
Splendida idea, bravissimo !
Complimenti per l’ottimo articolo .
Anche lo Zac è uno stadio britannico e non dimentichiamo che nel 2016 ci fu la richiesta di 60mila biglietti per la finale playoff e nel 2017 la promozione in B vide festeggiare in piazza Cavour almeno 50mila persone per la propria squadra Forza Foggia SEMPRE
Ma se neanche Federico Buffa si è degnato di fare una puntata sul Foggia dei miracoli !