Solo salvezza? Perchè accontentarsi?
Dopo aver trovato finalmente a livello societario un assestamento, che spero dia, dopo le vicissitudini dell’era “Felleca”, un pò di tranquillità a tutto l’ambiente e dopo aver ottenuto un’importante vittoria in trasferta in quel di Torre del Greco che di fatto sanciva la fine del filone delle partite negative incominciate con la partita di Catanzaro fino al pareggio interno “incolore” contro la Vibonese , i Rossoneri di Marchionni, orfani ancora una volta per infortunio dell’esperto difensore centrale Del Prete, si apprestano ad incontrare allo Zaccheria il fanalino di coda di questo girone C di lega-pro, la Cavese di mister Campilongo, quest’ultimo una vecchia conoscenza del calcio foggiano.
Squadra non priva di guai quella bianco-blu che oltre a patire problemi ormai atavici di classifica, praticamente ultima a cinque punti dalla penultima ed a ben undici punti dalla zona franca del campionato che le consentirebbe la matematica salvezza, ultimamente è perseguitata anche dalla pandemia che l’ha costretta a rinviare ben due partite a causa dell’alto numero di positivi al Covid all’interno della propria rosa.
Un organico giovane, quello dei cavesi, allestito anch’esso, come d’altronde quello del Foggia, con poca disponibilità economica dal “nostro” Peppino Pavone, che fa dell’entusiasmo agonistico il punto di forza, ma che non è bastato ad evitare ai ragazzi campani il deplorevole posto in classifica attualmente occupato e che ben si comportò al “Simonetta Lamberti” di Cava nel girone di andata soccombendo soltanto su rigore segnato dal solito Curcio, oramai indiscusso goleador della squadra rossonera.
Satanelli, quindi, che arrivano all’antivigilia di questo match con le potenzialità per fare bene, per dare più di un senso a questo campionato in modo che vada al di là della salvezza preventivata ad inizio stagione e che si estrinsicherebbe in un consolidamento della posizione playoff già raggiunta da tempo come buon auspicio per l’operato presente e soprattutto futuro della nuova e sicuramente più organizzata era “Pintus”.