Più vittorie esterne, azzerato il fattore campo

Più vittorie esterne, azzerato il fattore campo

Le normative anticovid hanno impedito alle società calcistiche di contare sul calore del proprio pubblico, sui cori dei propri ultras, e, aspetto non secondario, sugli introiti dei botteghini.
Dopo la breve parentesi dei 1000 paganti consentiti in un momento in cui la morsa del dannato virus si era sensibilmente allentata, ecco di nuovo la stretta.
Spalti desolatamente vuoti, le uniche urla che ascoltiamo nel corso delle dirette televisive provengono dagli allenatori, da qualche giocatore o dai pochi addetti ai lavori in tribuna.
E se qualcuno aveva dubbi sulla reale incidenza del cosiddetto dodicesimo uomo in campo, non può che fugarli leggendo i numeri.
Ebbene, in questa prima frazione di campionato, ecco che le vittorie esterne superano le vittorie casalinghe.
46 vittorie tra le mura amiche contro le 47 in trasferta. Neutralizzato così il fattore campo.
Hanno collezionato più punti in trasferta Bari, Foggia, Catania, Avellino, Turris, Monopoli, Casertana, Paganese, Cavese, ma il caso più eclatante è la Viterbese con un solo punto conquistato in terra laziale contro i 10 raccolti fuori dalle mura amiche.
Focalizziamoci ora sui satanelli.
L’undici di mister Marchionni ha affrontato allo Zac Potenza, Bisceglie, Avellino, Bari, Turris, Francavilla e Palermo, collezionando tre vittorie, due pareggi e due sconfitte.
Cosa sarebbe successo se gli spalti dello Zaccheria fossero stati riempiti dal calore, dagli striscioni, dai cori, ma anche, in alcuni casi e non sarebbe un dramma, da fischi o contestazioni?
Forse il dodicesimo uomo in campo avrebbe sostenuto l’undici rossonero per ribaltare il risultato nello scontro diretto contro i nerazzurristellati del Bisceglie, o forse la squadra di Marchionni avrebbe percepito maggiormente la reale importanza del match contro l’Avellino, non certo un incontro come un altro in Capitanata.
Ma se è seppur vero che il supporto del pubblico è elemento fondamentale in una piazza calda come Foggia, l’altra faccia della medaglia è la veemenza con cui la Foggia Ultras esprime il suo dissenso.
E non possiamo non riferirci alle contestazioni, fuori dallo Zac, causa forza maggiore, nei confronti dell’attuale società, un amore mai sbocciato, nonostante in questa fase i risultati parlino a favore del presidente Felleca.
E allora l’altra faccia della stessa medaglia è la pressione psicologica da una parte, la più rumorosa, dello Zac, in rotta di collisione col patron sardo, che avrebbe potuto condizionare i giovani atleti rossoneri.
Una cosa tuttavia è certa, il pubblico foggiano ed i ragazzi di Marchionni, hanno dovuto rinunciare da una parte alle giocate di Curcio e Rocca, e dall’altra alle coreografie per il derby, al calore ed alla passione che quegli spalti riescono a trasmettere agli undici in campo, e che tutta l’Italia pallonara ci invidia.

2 Commenti

  • Egregio Alessandro questi tifosi definiti Ultras hanno osteggiato questa proprietà dal primo giorno e non si sono chiesti i foggiani dove stanno ? Vorrei sapere il tuo parere su quanto di
    spregevole è stato schritto sul prato dello Zaccheria nell’ante partita Foggia Bari e nessuno
    dei cosiddetti competenti ne ha mai parlato tranne la Gazzetta del mezzogiorno e Corriere dello
    sport.

  • Buongiorno Francesco, non sono assolutamente d’accordo col gesto pre Foggia Bari. Come non condivido gli eccessi in generale, pro o contro questa o quella società. Cordiali saluti

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