Il buon momento di Michele Rocca
Era il 16 ottobre quando il Foggia annunciava Michele Rocca, centrocampista milanese classe 1996 cresciuto nell’Inter e con un passato nella Sampdoria. Fu quello il primo e vero squillo di mister Marchionni, il quale da buon ex centrocampista, capì bene – dopo la sconfitta in casa contro il Bisceglie– che al suo Foggia serviva un play dai piedi buoni. E quindi ecco che alla porta del direttore Corda, su invito del tecnico laziale, bussa Rocca, rimasto svincolato dopo l’esperienza in B con il Livorno. Il classe 96 sceglie la maglia numero 33 e si guadagna da subito il posto di pedina fondamentale nello scacchiere tattico di Marchionni, seppur a detta dell’ex collaboratore tecnico della Carrarese, qui a Foggia non esistono calciatori inamovibili; in sostanza il posto va sudato e guadagnato in allenamento. Michele arriva proprio nel periodo di maggiore necessità dove il Foggia imbocca la cupa strada delle sconfitte, tunnel dal quale non sembra essere più capace di uscire. Il 33 rossonero debutta due giorni dopo il suo approdo in Capitanata quando al minuto 73 della sfida persa contro il Catanzaro, entra in campo sostituendo Curcio. Assente nelle sconfitte contro l’Avellino e la Ternana, Rocca fa di fatto la prima apparizione da titolare con la maglia rossonera in una surreale gara dentro o fuori; nientedimeno il derby d’Apulia contro il Bari dove i Satanelli sono chiamati a vincere, considerata anche la contestazione dei tifosi. I rossoneri vincono e sembrano non fermarsi più parimenti Rocca, che inizia da quel momento la sua ascesa nei cuori dei tifosi. Novanta minuti da titolare contro la Casertana all’Alberto Pinto e primo gol (su rigore ndr) stagionale, nonostante una forma atletica non ancora delle migliori… Il 33 le giocherà praticamente tutte, rispondendo presente all’appello anche per quanto concerne le gare contro Turris, Cavese e Teramo.
Il profilo dell’ex Samp si delinea come quello di un calciatore di spessore, ma fino a novembre la scena gli viene “rubata” (si fa per dire) dal compagno di squadra Curcio, insaziabile dal punto di vista realizzativo e che permette al Foggia di tornare così nella zona medio alta della classifica. Rocca inizia a diventare predominante per la squadra di Marchionni nelle partite successive, a partire dal gol contro la Virtus Francavilla nel pareggio interno. L’ultima prodezza arriva proprio nel 2-0 (inaspettato per molti) contro il Palermo di Boscaglia: il centrocampista milanese ribadisce a rete da un ottimo invito di Vitale. La migliore partita di Rocca, fino a questo momento, è però quella disputata contro la Viterbese, quando nel secondo tempo MR33 sale in cattedra e indirizza la partita così come vuole. Numeri alla mano, le statistiche del 24enne parlano chiaro: ha giocato 744 minuti ovvero il 67% da titolare (10 partite) con il 30% di partecipazione ai gol dei rossoneri. Attualmente rappresenta l’emblema di questa squadra: tanta corsa, buona preparazione atletica (quando c’è a disposizione la settimana tipo per preparare una partita) e tanto spirito di sacrificio. Questo calciatore ha però ancora ampi margini di miglioramento, basti pensare a quei palloni (non tanti a dire la verità) che alle volte perde in zone pericolose del campo, nel tentativo di eccedere nella giocata… Rocca ha dimostrato tanta umiltà nell’accettare una situazione oggettivamente non facile, scendendo di categoria e sposando il progetto di una piazza importante del calcio italiano. Noi tutti auguriamo a Michele le migliori fortune, nella speranza che possa continuare di questo passo per tutto il corso del campionato, dove sarà chiamato più volte a spiccare per doti e qualità tecniche in una categoria che forse non gli appartiene. Sarà il campo però a dirlo e ad esprimere il proprio giudizio, giusto o sbagliato che sia.. nel mentre ci godiamo le giocate del numero 33 e (si spera) i suoi prossimi gol!