C’era una volta un re…
“Cedere o non cedere, questo è il dilemma… “ avrebbe sentenziato William Shakespeare.
Senza scomodare però un mostro sacro della letteratura internazionale, oggi, con totale umiltà, vorrei raccontarvi una storia non tanto lontana dalla realtà!
Se il vecchio e caro Shakespeare faceva pronunciare la celeberrima frase “Essere, o non essere,è questo il dilemma” (to be, or not to be, that is the question) al principe Amleto all’inizio del soliloquio nella prima scena del terzo atto dell’omonima tragedia, io traslerò tale espressione sulla bocca di un re non tanto abbiente ma non per questo poco tracotante.
C’era una volta in un paese del Sud un re che chiamerò Roberto, il quale era circondato da altri tre uomini di palazzo. Il primo era il suo fidato compagno Direttore, il secondo era l’Avvocato che non nominerò e infine vi era la sua consorte: tanto amata, quanto odiata dal re.
Il re era arrivato da un’isola l’anno prima e lì aveva fondato il suo regno, nel paese del Sud, che con non poche difficoltà riuscì ad essere selezionato tra i migliori della zona e per questo fu promosso in quelli d’élite. Per la nuova annata, il re decise di valutare possibili contributi esterni, i quali secondo il Direttore sarebbero dovuti arrivare esclusivamente da principi e non da operai… Al palazzo si avvicendarono però due soli forestieri: un faccendiere e un buon operaio. Il trafficante illuse i popolani, cercò di trovare sostegno nel Sindaco, ma poco dopo fuggì senza cavallo e con le sole illusioni che aveva provato a propinare al volgo! L’operario di Bisceglie presentò garanzie e una bozza di idee al re in un incontro a Trani alla luce del sole e con la presenza del Sindaco, ma Roberto ritenne il mandato poco chiaro andando in vari salotti a manifestare senza mezzi termini il proprio dissenso. Nel frattempo, la coniuge litigava con il re e l’Avvocato mandava un’epistola, indovinate a chi? Sì, proprio all’operaio di Bisceglie.
La storia continua anche perché, all’interno, il palazzo va gestito e non può pensare solo a questi movimenti!
In campo di battaglia, gli uomini di questo paese del Sud vengono umiliati per quattro volte su cinque da corazzate ben più attrezzate. Il giovane esercito del Direttore è allo sbando! Per la guida della truppa viene scelto un condottiero privo d’esperienza, chiamato a dover dare giustificazioni e spiegazioni di fronte ad un contesto ormai alla deriva e del tutto privo di positività.
Il dilemma non è ancora risolto, quindi aspettiamoci novità nella trama del racconto.
Il re ha anche detto che il cammino dei suoi soldati inizierà dopo il canto del gallo, noi tutti ci auguriamo però che questo non accada e che i nostri uomini possano espugnare la prossima battaglia con virtù e senso d’appartenenza ad un popolo, che non merita un degrado simile e un’irresponsabilità da parte di coloro che dovrebbero garantire sicurezza.
“Cedere o non cedere, questo è il dilemma… “.