Poco più di tre settimane fa, il difensore Francesco Viscomi salutava ufficialmente Foggia e i suoi tifosi tramite un post sul proprio profilo instagram (@fra22visco). Da quel momento le strade si sono divise, lasciando però l’amaro in bocca al popolo rossonero che perde uno dei principali punti di riferimento della passata stagione in D. Viscomi aveva infatti collezionato 22 presenze nell’ultima annata; arrivato dal Cesena si era fin da subito adattato al clima foggiano, divenendo in poco tempo beniamino della tifoseria rossonera. Lo scorso 18 agosto, è arrivata l’ufficialità del suo passaggio a Varese, città natale del difensore, dove aveva militato nel biennio 2015-2017 tra Eccellenza e Serie D con all’attivo 56 presenze condite da 8 gol.
Il forte difensore classe 1991 ha deciso di rispondere in esclusiva alle nostre domande per chiarire ulteriormente le scelte fatte e per salutare la città di Foggia.
Ciao Francesco. Partiamo dalle tue parole tratte dal messaggio social con il quale ti sei congedato con il popolo rossonero. Hai scritto: “E’ arrivato il momento dei saluti, da qualche giorno mi è stato comunicato che per svariati motivi qualora salissimo in C non farei parte della rosa nella prossima stagione Naturalmente tutti sanno Quale fosse la mia totale volontà senza se e senza ma, dopo aver atteso mesi oggi devo pensare a tutelare la mia famiglia senza rischiare nulla.” Puoi spiegarci per bene come è andata con il Foggia?
“Ad agosto, mi era stato comunicato dalla società che in caso di Serie C non sarei rientrato nel progetto tecnico; di conseguenza, avendo diverse proposte, insieme al mio procuratore (Angelo Rea ndr) abbiamo colto al volo la possibilità offertami dal Varese e così mi sono anche avvicinato anche a casa”.
Adesso come ti senti e che progetto è quello che hai deciso di sposare con il Varese?
“Sono molto contento della scelta che ho fatto ovvero quella di riabbracciare il Varese Calcio. Loro mi hanno cercato tanto e mi hanno accontentato, sono felice di essere tornato nella squadra della mia città e per di più da capitano. Sono sicuro che è un progetto serio e che questa società vuole fare le cose per bene”.
Tornando alla lettera d’addio “E’ stata un’esperienza meravigliosa la mia prima al sud …mi avete veramente fatto sentire a casa …ogni singola persona che ho avuto la fortuna di conoscere in questo percorso.” Quanto ti mancherà la tifoseria rossonera?
“Per quanto riguarda la tifoseria rossonera, mi mancherà tanto! Quando indossi quella maglia, il calore dei sostenitori ti fa sentire come un santo e devo dire di aver legato tanto con i tifosi, forte del fatto di aver fatto parlare sempre il campo! La tifoseria ha apprezzato il mio impegno, la mia dedizione, la determinazione e la mia euforia per ogni gol e per ogni vittoria. Ogni rete, anche quelle segnate dai miei compagni, erano un momento speciale e per me era come se avessi segnato io… Vivo le partite da tifoso e devo ammettere di essermi lasciato andare anche ad esultanze poco pacate! A Foggia, ho conosciuto persone eccezionali che oramai fanno parte della mia vita privata. Non posso che essere grato a questa maglia, a questa città dove ho vissuto sia dentro e che fuori dal campo, una realtà certamente di categoria superiore alla serie D. Il popolo foggiano è sparso un po’ per tutta l’Italia e prova un amore viscerale per la squadra di calcio; questo si percepisce e viene trasmesso a noi calciatori. Foggia è entrata nel mio cuore e me la porterò per sempre”.
Con la quasi certezza della Serie C, secondo te a cosa potrà ambire la società rossonera in questa categoria?
“Mi auguro che arrivi al più presto l’ufficialità della serie C, in modo tale che la società possa fare le scelte più appropriate, rinforzando le squadra per affrontare il girone C dove c’è una forte concorrenza. Il Foggia deve ambire a fare un primo anno tranquillo con una salvezza che possa mettere le basi ad un futuro importante, cercando di portare questa piazza al più presto in serie B. È un processo che va fatto con scelte giuste e mirate ma sono convinto che la società lavorerà bene!”.
Puoi parlarci del rapporto all’interno dello spogliatoio e di che clima si respirava la scorsa stagione?
“Tutti noi sapevamo che sulle spalle avevamo la responsabilità di riportare Foggia nelle categorie che merita, è normale che giocare in realtà del genere è diverso. C’è una grande pressione, ma noi eravamo consapevoli e non abbiamo mai preso sotto gamba alcuna partita. Il mister ci ha aiutato a trasformare questa pressione in adrenalina e in campo abbiamo onorato la maglia in ogni circostanza!”.
Concludi la lettera con: “tu amico mio che ora proteggi da lassù la tua famiglia e lo Zac mi raccomando fa che vada tutto alla grande . Un bacio a te Anto’”. Ti andrebbe di ricordarlo anche in questa intervista.
“Antonio era una persona fondamentale per noi e per tutto il Calcio Foggia. Avevo con lui un ottimo rapporto e ho un ricordo indelebile dei suoi bimbi e di sua moglie. Antonio ha fatto tanto per me e mi ha aiutato in diverse occasioni. Il legame che si era creato è stato speciale, ho anche fatto un tatuaggio in sua memoria. Era parte integrante della squadra, persona eccezionale e ottimo papà. Era grande e grosso ma con un cuore enorme, una persona che viveva tutti i momenti dello spogliatoio e lo ricorderò per sempre”.
Senza entrare nella tua vita privata, puoi dirci quanto è importante la figura di tua figlia a livello umano e nella tua professione.
“Mia figlia Rebecca è tutta la mia vita. Ho avuto la fortuna di portarla dentro al campo e si era quasi spaventata quando ha visto la curva. L’esperienza di Foggia è stata bella ma con tanti sacrifici: ero da solo senza la mia famiglia, senza la mia compagna e senza mia figlia. Erano tutti a Varese e venivano due/tre giorni al mese. La lontananza non è stata facile ma l’opportunità di giocare a Foggia era irrinunciabile, Rebecca sa che per me il calcio è lavoro e devo ringraziare la mia famiglia che ha dovuto sostenere sacrifici per colmare la mia assenza a casa. Tra le tante proposte che ho ricevuto ho scelto proprio Varese per poter tornare a “vivere” mia figlia dopo due anni lontano da lei”.
Viscomi con sua figlia Rebecca allo Zaccheria.
Con diversi anni di esperienza alle spalle e avendo giocato in diverse piazze, puoi dirci in che categoria ti senti competitivo e quali sono le tue ambizioni da qui a fine carriera?
“Sono una persona molto ambiziosa, determinata e il sogno che ho da quando sono bambino è quello di arrivare a giocare tra i professionisti. Non guardo l’età, sono determinato e la fame che avevo quando ho iniziato a giocare a pallone è la stessa di adesso e la metto ad ogni allenamento. Non mi accontento mai e sono qui a Varese con l’obiettivo di voler far bene e raggiungere il traguardo che ci siamo prefissati”.
Grazie per il tempo che ci hai dedicato e ti auguriamo il meglio per la stagione che si appresta a cominciare!
“Grazie a voi per questa intervista, un saluto alla redazione di Foggia Gol e a tutti i tifosi foggiani. Poi nella vita non si sa mai, chissà un domani se ci sarà la possibilità… Certamente da casa tiferò Foggia!”.
1 commento
Domenico Bruno dice:
7 Settembre 2020 alle 21:13
Ciao ho appena letto la tua intervista e mi ha fatto enormemente piacere perché le tue parole sembrano molto sincere. Sono un tifoso del Foggia dal lontano 1958. Sono anche 50anni che vivo in Valsusa è avendo sposato una valsusina torno a Foggia ogni volta che posso per salutare i miei familiari e venire a tifare il Foggia. In serie A e B ho sempre seguito il Foggia in tutto il centro/nord. Auguri per il futuro di entrambi. Un abbraccio Mimmo
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1 commento
Ciao ho appena letto la tua intervista e mi ha fatto enormemente piacere perché le tue parole sembrano molto sincere. Sono un tifoso del Foggia dal lontano 1958. Sono anche 50anni che vivo in Valsusa è avendo sposato una valsusina torno a Foggia ogni volta che posso per salutare i miei familiari e venire a tifare il Foggia. In serie A e B ho sempre seguito il Foggia in tutto il centro/nord. Auguri per il futuro di entrambi. Un abbraccio Mimmo