Foggia, il logo finisce all’asta
Tra il potenziale arrivo di Follieri, il bilancio da approvare e il nuovo assetto societario da varare entro breve per il ripescaggio in C, il Foggia rischia di vedersi sfilarsi dal petto i mitici Satanelli, il simbolo più bello d’Italia secondo un’indagine condotta tra gli sportivi italiani su Facebook non più tardi di un mese fa. La minaccia era comunque nell’aria, quello scudetto fu solo ceduto in comodato gratuito un anno fa dalla vecchia propietà del Foggia calcio ai nuovi dirigenti del neonato Calcio Foggia e fu un gesto che senz’altro contribuì a rendere meno indigesta la pillola della discesa agli inferi della D per molti tifosi rossoneri. Sta di fatto però che il fallimento del vecchio Foggia calcio nel frattempo è andato avanti, i mitici Diavoletti erano e restano parte integrante del patrimonio della decorsa società che dovrà essere messo all’asta, venduto dalla curatela fallimentare del Tribunale di Foggia per soddisfare i creditori.
NODO DA SCIOGLIERE. La questione è dunque prettamente giudiziaria, quel che è certo al momento è che i rossoneri nel prossimo campionato, stando così le cose, potrebbero non avere sulle maglie il magnifico simbolo anche se la società si starebbe già muovendo per sventare il pericolo. «Siamo in contatto con il team che cura il fallimento», conferma infatti a stretto giro l’amministratore delegato del club Davide Pelusi. Non ci sono al momento altre informazioni al riguardo, ma se il Foggia vorrà ritornare a fregiarsi sulle sue maglie del simbolo più emblematico della sua storia, probabilmente dovrà mettere mano al portafogli per riscattarlo dalla curatela fallimentare. E’ già successo nell’estate 2015 quando la neonata società rilevata dai fratelli Sannella acquistò il marchio per 25mila euro dalla curatela fallimentare della vecchia Unione sportiva di Pasquale Casillo. Inutile dire che la maglia del Foggia senza quel simbolo sarebbe ormai irriconoscibile, tanto è forte la simbiosi tra la casacca rossonera e i suoi diavoletti stilizzati dalla sapiente matita del grafico foggiano Savino Russo, scomparso qualche anno fa ed a cui si deve l’intuizione del celebre disegno. Un marchio peraltro porta-fortuna, la cui comparsa coincise con la trionfale ascesa del Foggia di Zeman e Casillo di metà anni Ottanta e che non ha più lasciato la divisa rossonera fino appunto al 2012, quando il club fu travolto dal terzo fallimento della sua storia.
SIMBOLO DELLA CITTA’. Va anche detto che il Foggia quest’anno uno stemma sulle maglie comunque lo avrà, è quello con le Tre fiammelle simbolo della città e coniato per l’occasione del centenario. Uno stemma comunque occasionale, che da regolamento e per consuetudine campeggia sulle maglie per un solo campionato e comunque non sovrapponibile allo stemma originario tanto è vero che nelle intenzioni della società c’è l’idea di schierarsi in campo con due stemmi. Ma ora si tratta di recuperare i Satanelli, impossibile lasciarli andare proprio nell’anno del centenario.
Walter Carbone – Corriere dello Sport