“E quindi uscimmo a riveder le stelle…”
Nell’articolo pre Foggia-Bari scrivevo: Come Virgilio nella Divina Commedia, il direttore Corda guida Marchionni verso il Paradiso” potrebbe essere questa la chiave di lettura di Foggia-Bari qualora le cose dovessero andare per il verso giusto…
Dante Alighieri nell’ultima parte dell’Inferno della sua Commedia conclude la narrazione con i versi “E quindi uscimmo a riveder le stelle“, divenuti poi popolari nell’immaginario collettivo.
Dopo aver faticosamente attraversato la natural burella che collega l’Inferno alla spiaggia dell’Antipurgatorio, il poeta con Virgilio al suo fianco, contempla il cielo stellato: presagio del nuovo cammino di luce e di speranza dopo le tenebre precedenti.
E così fu anche in quel di Foggia, certamente contesto leggermente variato rispetto al capolavoro dantesco, ma indubbiamente la vittoria sul Bari rappresenta il viatico per un nuovo percorso così come accadde per Dante e Virgilio.
Il Calcio Foggia torna a rivedere le stelle e la luce che queste propagano nel cielo, che sa ben colorare la città pugliese nella prima domenica novembrina. I rossoneri in campo difendono, attaccano, soffrono, si disperano, stringono i denti per più di novanta minuti e poi gioiscono al fischio del direttore di gara. Tre punti per spazzare le critiche, le polemiche societarie, il filotto negativo di quattro sconfitte consecutive e le varie situazioni che solo noi foggiani siamo abituati a vivere. Il Foggia risorge dopo un blackout (non solo metaforico), ci pensa Curcio a fare da mattatore con il supporto dei vari attori coprotagonisti quali l’highlander Fumagalli in porta, il buon Kalombo e il ritrovato Di Jenno, sul quale Marchionni dovrà puntare.
Si sa l’illusione può divenire vana ma a morire non sarà mai la speranza e soprattutto di fronte ad undici uomini che hanno onorato i colori rossoneri, il popolo foggiano dovrà per forza di cose applaudire e gioire. Il cammino è ancora lungo ma una vittoria nel derby fa ben sperare per quelli che saranno i prossimi impegni che vedranno i satanelli all’opera. Battere il Bari non ha significato solamente vincere un derby molto sentito, ma anche mettere in crisi una corazzata, conquistare tre punti da un valore inestimabile e risollevare morale ed autostima, fondamentali in questo periodo dell’anno.
Dante avrebbe riassunto il tutto con “Non può comprendere la passione chi non l’ha provata”…perché ad Y la vittoria non è mai cosa scontata!
1 commento
Questa è la riprova che quando coraggio e determinazione si sposano anche l’impossibile diventa possibile. Certo, non eravamo ciucci ieri e non siamo fenomeni oggi, ma il sintomo che il trend si possa invertire è giusto che venga riconosciuto.
Ora la palla passa a chi ha il dovere di non far spegnere questa fiammella che, dopo la vittoria di ieri, va alimentata con la consapevolezza che noi siamo il Foggia e che oltre all’obiettivo della salvezza tranquilla, c’è l’obbigo doveroso e morale di onorare sempre e continuativamente maglia maglia. Forza Foggia.