Pazienza: “Cavese non ultima chiamata. Bisogna fare qualcosa in più”

Pazienza: “Cavese non ultima chiamata. Bisogna fare qualcosa in più”

Il momento di voltare completamente pagina sembra non arrivare, ma contro la Cavese il mister Pazienza spera ancora nella svolta

Dopo la sconfitta rimediata nel match allo stadio ‘Vigorito’ contro il Benevento di misura, il Foggia si avvicina alla trasferta in programma domani nel ‘lunch match’ delle 12:30 da disputarsi a Cava contro la Cavese del mister Fabio Prosperi, e nella giornata odierna dopo alcuni silenzi stampa, Michele Pazienza ha parlato ai microfoni nel corso della conferenza stampa pre partita.

La conferenza stampa inizia parlando della situazione dei rossoneri, oramai sotto gli occhi di tutti, ma l’allenatore ci crede ancora:

“Contro la Cavese non sarà l’ultima chiamata, ma è fondamentale la sfida di domani per ottenere punti importanti per venire fuori da situazione difficile in cui noi stessi ci siamo ritrovati, bisogna fare qualcosa in più rispetto a quanto fatto finora”.

Il discorso passa direttamente al campo, guardando soprattutto l’ultimo match contro il Benevento con un buon atteggiamento dei giocatori rispetto alle scorse sfide. Di seguito il parere di Pazienza:

“L’atteggiamento dimostrato in campo è stato sicuramente positivo, anche se i risultati non ci danno ragione. Bisogna fare quello che hanno fatto di buono, continuare ciò che si può migliorare.

C’era di fronte una squadra che ha messo in difficoltà le altre (Benevento).

La strada che bisogna percorrere è quella, l’atteggiamento va coltivato, vanno migliorate le cose che non hanno avuto beneficio, perché l’atteggiamento avuto nell’arco dei 95 è stato positivo”.

La Cavese sarà un avversario tosto da affrontare, soprattutto in questo periodo della stagione, e Pazienza esprime la sua, analizzando l’avversario:

“Sarà una partita in cui ci saranno due squadre con lo stesso obiettivo, la Cavese presa singolarmente nei valori ha qualcosa in meno rispetto agli avversari finora incontrati. La squadra interpreta molto bene la categoria, dobbiamo avere determinazione che è mancata, rubare questa cosa da loro. Dobbiamo entrare con la stessa loro cattiveria”.

In settimana i tifosi non hanno preso bene l’episodio che ha coinvolto l’attaccante Bevilacqua, che a tu per tu contro il portiere non è riuscito a concludere sotto porta e Pazienza esprime la vicinanza al numero 9:

“Bevilacqua sta bene, l’errore che ha commesso ci sta, poteva anche capitargli a qualche suo compagno, ha speso tante energie nell’arco della gara, in una situazione in cui il primo a essere sorpreso era lui, ma con poca lucidità ha fatto fatica per andare a concludere, ragazzo disponibile ed è un giocatore importante per noi”.

In questi momenti tanto delicati, un discorso motivazionale ai giocatori potrebbe essere la chiave per sbloccare la situazione, ma Pazienza ha altre idee in testa:

“Più che discorso sono abituato a condividere un pensiero, non c’è mai un qualcosa di preparato, questo dovrebbe essere spontaneo, chiaramente riferito al collettivo, un qualcosa che nel nostro lavoro si vive nel quotidiano perché è uno sport di squadra e c’è bisogno dell’apporto di ogni singolo giocatore. Se si va ad analizzare singolarmente, abbiamo il dovere di far bene nel collettivo, la Cavese è una squadra che conosce la categoria, per questo bisogna lottare per ogni centimetro, dalla prima all’ultima giornata e questo è il nostro concetto”.

La formazione rossonera ha diversi problemi e uno tra i tanti è l’aspetto offensivo, con pochi gol e soprattutto cattiveria sotto porta che manca da diverse partite:

“La Cavese ad esempio entra con alcune situazioni, è compatta con gli 11 effettivi, ma interpreta la categoria che interpreta la gara per costruire le situazioni anche con fallo laterale tramite rimesse lunghe, e anche con quelle situazioni loro ci arrivano con fame, cattiveria. L’ultimo step che ci manca è arrivare negli ultimi 20 metri, per cambiare gli episodi anche attraverso un piazzato, questi sono episodi che cambiano le partite”.

Dal campo si passa alla situazione infermeria, con diversi giocatori da valutare per il finale di questa stagione. Il mister fa subito chiarezza e va dritto al punto, oltre alla situazione riguardante Petermann che tutti conosciamo:

“Oltre Petermann non ci sarà Valietti a causa di una lesione basso grado, e starà fuori per almeno 15 giorni, Oliva ha iniziato a fare lavoro sul campo, l’infortunio credo sia alle spalle, Cangiano non ha lavorato con la squadra, ma ha disponibilità e sarà con noi a Cava. Brosco non rientra, anche se in fase di guarigione, con un stop di una settimana”.

Dopo diversi match di difficoltà, ma con un minimo di rinascita contro il Benevento, c’è bisogno di cambiare registro, e il mister si aspetta qualcosa in più dai suoi “allievi”:

“Mi aspetto qualcosa di più, è normale, perché tutto quello fatto finora non è bastato, dobbiamo guardare in faccia i numeri, bisogna prendere consapevolezza di ciò che è stato fatto di buono, migliorarlo e credere in quello che si fa. Conta sempre come si reagisce all’errore commesso e come ci si rialza, fa parte del nostro corso di crescita, ma abbiamo il dovere di presentarci con una grande prestazione per portare punti”.

Nell’ultima sfida si è visto qualcosa di positivo, e c’è il dovere di fare di più:

“I segnali positivi li ho avuti contro il Potenza, il giudizio è figlio del risultato. Il risultato aldilà della prestazione contro il Benevento è lo stesso. Dobbiamo andare alla ricerca del risultato, se accompagnato dalla prestazione è tanto di guadagnato. Solo dopo il gol contro l’Altamura li ho visti con atteggiamento remissivo. Per il resto li ho visti con la voglia di reagire e uscire dalla situazione difficile”.

Come ultima domanda, si fa riferimento alle penalizzazioni inflitte alle altre squadre, che hanno portato paradossalmente il Foggia a soli 2 punti dalla zona playout, ma questo aspetto dovrebbe essere uno stimolo in più per i calciatori:

“Credo che sia arrivato il momento di lasciar perdere la giustizia sportiva, aldilà che paradossalmente che questo ci abbia data dei vantaggi, dobbiamo concentrarci su noi stessi. Abbiamo bisogno di fare, nel momento in cui iniziamo a fare noi, c’è il momento in cui possiamo guardarci anche intorno”.