Foggia, fine della deroga per Coletti. Cosa fare adesso per invertire la rotta?

Foggia, fine della deroga per Coletti. Cosa fare adesso per invertire la rotta?

Serve una svolta decisa per salvare la stagione. La gara persa allo Zaccheria contro l’Avellino ha messo in luce i difetti di una squadra costruita malissima in estate, puntando su un gruppo di giovani che non si sono rivelati ancora maturi per la categoria e su alcuni giocatori della scorsa stagione che non hanno reso come ci si aspettava. Troppi errori di valutazione nell’allestimento di una squadra che ha sofferto sin dall’inizio l’assenza di attaccanti col vizio del gol. Sia Tounkara che Beretta sono stati praticamente due fantasmi, con il solo Tonin che ha reso al massimo delle sue possibilità, ma che da solo di certo non ha potuto fare di più.
Ma anche il centrocampo è sembrato un reparto male assortito, dove sia Marino che Martini, i due giocatori più utilizzati, quasi mai hanno saputo dare un’impronta di squadra competitiva per le zone alte della classifica.
Se poi si aggiunge anche un pizzico di sfortuna, come l’infortunio di Marzupio, ma anche le tante variazioni di modulo del tecnico Cudini che ad un certo punto della stagione hanno mandato in confusione i giocatori, si capisce perchè il Foggia si trova adesso ad un passo dalla zona playout.
Con la sconfitta subìta ieri con l’Avellino è giunta al termine anche la deroga per il tecnico Coletti, pertanto si dovrà decidere in fretta chi dovrà guidare la squadra già dalla prossima gara in programma venerdì 26 gennaio a Francavilla. Ho grande stima di Tommaso Coletti, ma forse la sua idea di gioco non era nelle corde della squadra. Troppo poco il tempo per abituare i giocatori al nuovo modulo, ma anche poco adatto al momento e alle caratteristiche di alcuni giocatori chiave del Foggia. Partendo dalla difesa, sia Carillo che Riccardi non sembrano adatti alla difesa a 4, ma più a loro agio nella difesa a 3 con l’aggiunta di un mediano bravo anche nella copertura. Anche il centrocampo ha bisogno di fare intensità e allo stesso tempo creare gioco e opportunità offensive per le punte, quindi il 3-5-2 o 3-4-1-2 è nel DNA di questi giocatori. L’idea dei 3 trequartisti alle spalle della punta avanzata sinceramente era buona, ma non realizzabile se poi a centrocampo e in difesa si lasciano troppi spazi agli avversari e si commettono tanti errori nei passaggi.
Cosa dovrebbe fare la società adesso per dare una svolta decisa alla stagione?
A mio parere ingaggiare un tecnico di esperienza e andare sul sicuro, chiamando Giuseppe Raffaele o Pasquale Padalino. Richiamare Cudini sarebbe un suicidio, considerando che la squadra stessa aveva chiesto di allontanarlo per autogestirsi con Vacca.
E poi intervenire energicamente sul mercato, alla ricerca prima di tutto di un difensore centrale forte, un’altra mezzala, perchè Tascone e Di Noia non bastano, un paio di esterni come alternative a Rizzo e Salines e un altro centravanti.
Se il Foggia si deve salvare e magari finire la stagione piazzandosi per uno degli ultimi posti playoff, questa è la ricetta. Sarebbe totalmente inutile dare spazio ad altre idee e soluzioni azzardate!