Tanto rumore per nulla
Saranno i titoli di coda di una stagione di Lega Pro che resterà negli annali per le tante “discutibili” scelte adottate dai vertici?
A partire dai criteri di iscrizione al campionato che hanno concesso a società (seppur blasonate ma non è questo il punto) indebitate da anni fino al collo (dunque non soltanto per conseguenze dell’evento pandemico che ha senz’altro per tutti indistintamente causato danni economici di grandissima entità) di parteciparvi.
Ma il circo è proseguito con quei punti sottratti ai rossoneri che inevitabilmente hanno condizionato il corso del torneo, e che, alla luce degli ultimi avvenimenti, pare sia stata una decisione azzardata o, se vogliamo, fuori luogo. Un meno 4 in classifica condiziona una rosa, alimenta polemiche, esaspera gli animi dentro e fuori lo spogliatoio, dentro e fuori gli uffici dirigenziali. Per concludere si è deciso di raschiare il fondo con la decisione dei vertici dell’esclusione a tre partite dal termine del Catania, decisione che ha letteralmente stravolto la classifica.
Ma questo è stato, questa è la gestione dilettantistica di un campionato che vuole dirsi professionistico, dove nessuno paga le conseguenze delle proprie azioni.
La stagione “regolare”, un aggettivo mai come oggi inappropriato, volge al termine, e consegna, al netto dell’ultimo turno, una posizione di classifica più consona per quanto prodotto dal Foggia di Zeman; non mi meraviglierei se prima dei playoff si assistesse a qualche altra “trovata” dei vertici della Lega Pro, e mi chiedo se una personalità di così alto profilo, celebrata con uno stupendo murale in quel di Vico La Porta, meriti di essere ancora parte integrante dello “spettacolo” indegno dell’attuale serie C.
Una cosa è certa: i vertici della categoria stanno facendo di tutto per perdere anche quel valore aggiunto dal punto di vista dell’immagine oltre che della preparazione tecnica e della professionalità che Zdenek Zeman da Praga rappresenta ancora oggi. Con la speranza che il suo amore per la piazza foggiana sia più forte di ogni bruttura del calcio moderno nella sua scelta di restare in Capitanata anche per la prossima stagione, prepariamoci a vivere gli ultimi atti di una stagione da dimenticare.