Un patrimonio da conservare nei tratti di un murale
Un murale come garanzia. “Vediamo quanto dura”, la stilettata del Maestro sospirata con un ghigno vagamente divertito. Un’immagine che deve restare come simbolo di una rinascita minata ancora una volta dai tumulti del Lunedì Santo. L’ennesimo attentato alla dignità di una città schiava di chi abusa della sua generosità, di chi regala appigli a giudici sempre pronti a condannare senza appello una comunità che cade e si rialza con mistico orgoglio. L’educazione, il garbo e la signorilità di Marchionni avevano riaperto la strada all’etica sportiva, al rispetto viscerale per lo spogliatoio e il tappeto verde. Poi è tornato Zeman… solo per Foggia, solo per i tifosi. “Senza tifosi non è calcio”, rispondeva il boemo a chi gli chiedeva perché fosse rimasto lontano dai campi durante la pandemia.
La cultura del lavoro e una rinnovata speranza di riscatto: questo è il patrimonio da non disperdere. Foggia e il Foggia non possono permetterselo. Non possono accettare che quel murale diventi banalmente meta di un pellegrinaggio “alla memoria”. Zeman è l’anima che si ribella al qualunquismo di un calcio senza regole. È sinonimo di onestà intellettuale, è il carisma di un sentimento muto ma esplosivo. Agli antipodi professionali di Zeman c’è Diego Simeone, che però è anch’egli spirito in purezza, è l’espressione del politicamente “scorretto” che unisce in un solo fiato l’anima colchonera di Madrid. Il Cholo è l’Atlético, l’Atlético è il Cholo. Così come Zeman è il Foggia e il Foggia è Zeman. Almeno in questo momento storico. Certo il Maestro non chiamerebbe mai a raccolta uno stadio intero per incendiare un match di Champions e non ingaggerebbe un duello dialettico rusticano con un collega più forbito come ha fatto l’argentino con Guardiola! Ma il tecnico di Praga sta alla gente di Foggia come il Cholo sta a quella colchonera.
C’è simbiosi, c’è empatia assoluta. Non tecnica (molti supporters rossoneri criticano legittimamente alcune scelte filosofiche dell’allenatore) ma morale. In una città commissariata, senza guida (se non – a volte – lo scoramento e la frustrazione!), Zeman è uno dei pochi scogli ai quali aggrapparsi. La sua missione è riportare il Foggia in serie B. Ma sarebbe limitativo relegarne i compiti al solo rettangolo di gioco. Il boemo è la coscienza critica di un popolo che nemmeno quattro anni fa attraversava l’Italia invadendo pacificamente e rumorosamente Ascoli,Parma, Cesena, Venezia, Chiavari, Novara… in una processione laica di ostentata superiorità emozionale! Ecco perché la notte con il Catanzaro va archiviata in fretta. Non c’è nulla di Foggia in quegli sprazzi di somma inciviltà, non c’è l’insegnamento del Maestro. Non c’è la profondità dei silenzi, il rigore della riflessione. Non c’è l’amore per il calcio. Piaccia o no, Zeman è qualcosa di più di un semplice treinador. È un messaggio da veicolare, una virtù da praticare. Anche grazie a un murale. “Vediamo quanto dura”, si è chiesto sorridendo il Maestro. Noi speriamo il più a lungo possibile…
Gianpaolo Limardi
9 Commenti
Aspettavo questo tuo articolo , con impazienza, ti sei preso un giorno in più per scrivere un altro capolavoro.
Io mi domando come possiamo noi foggiani,vicini e lontani, non aggrapparci ad uno scoglio sicuro come Zeman, come facciamo a dimenticarci spesso che averlo è un privilegio immenso che sembra immeritato se lasciamo prevalere quelli del : “minestra riscaldata”, “troppo vecchio”, “gioco non adatto alla serie C”. Mi vergogno a scrivere queste assurde offese, per questo le metto tra virgolette.
Grazie Gianpaolo e grazie a tutti quelli che come me tiferanno sempre Foggia ma ancora di più se c’è il Maestro
Bellissimo articolo e bellissimo il commento del signor Marcello che non conosco, ma ha scritto cose che molto belle che condivido in pieno… grazie ad entrambi
Complimenti. Zeman è un patrimonio che Foggia non può permettersi di perdere. Domani a Francavilla si vince, poi ci andremo a giocare i play off e vediamo cosa succede. Se si resta uniti e si rema tutti dalla stessa parte il prossimo anno ci divertiremo.
Finale playoff: Catanzaro – Foggia. I colori giallo-rosso ci hanno portato bene in un recente passato.
Articolo perfetto, il nostro “ Muto “ sinonimo di serietà e professionalità. Complimenti ??? sempre Forza Foggia ❤️?
Come al solito l’articolo perfetto e ben scritto che noi tutti foggiani dovremmo leggere, sottoscrivere e tenere a memoria futura per non far parlare sempre male di noi e della nostra città.
Zeman già negli anni 90 ci aveva insegnato che quando si gioca si può perdere e dovevamo accettare sportivamente la sconfitta, oggi quei tifosi hanno circa 60 anni (quelli siamo noi) e amiamo in maniera incondizionata il Maestro invece i giovani tifosi fanno fatica a comprendere.
Comunque vada ho avuto la fortuna di godermi Zeman e il suo gioco.
Sempre Forza Foggia e Buona Pasqua a tutti.
….semplicemente: Zeman è del Foggia e Foggia deve essere di Zeman
Ennesimo capolavoro: cultura e civiltà calcistica … e non solo. Grandissimo giornalista.
Speriamo di vincere con l’Avellino. Ci hanno rubato 8 punti.