A tu per tu con Maria Assunta Pintus

A tu per tu con Maria Assunta Pintus

A volte si dice che stare in silenzio è molto meglio che parlare senza nessun contenuto oppure senza avere nulla da dire, ma potrebbe anche essere deleterio restare troppo tempo in silenzio senza poter spiegare le proprie ragioni e il proprio pensiero. È quello che ho detto personalmente alla Dott.ssa Pintus nel momento in cui le ho chiesto di rispondere ad alcune mie domande e che era ora di farsi sentire visto che il silenzio è d’oro, ma parlare con cognizione di causa e con fatti circonstanziati è di platino. 

Dott.ssa Pintus con la sua proverbiale saggezza di donna prima ancora che di imprenditrice e con la sincerità che ha sempre dimostrato in questi anni trascorsi a Foggia, le chiedo di rispondermi applicando un principio inderogabile, dire la verità.  Ha iniziato la nuova avventura con Canonico tra lo scetticismo generale, perché molti pensavano sarebbe stato un altro fallimento come con il suo vecchio socio, cosa può dirmi in proposito?

“Questo era il suo terzo tentativo di rilevare il Foggia, quindi il suo interesse per il Club era evidente. Inoltre, il fatto che Canonico conoscesse molto bene (quasi meglio di me) la situazione della società, e che potesse rappresentare un importante rinforzo per il progetto sia sotto il profilo economico, che per la sua conoscenza del territorio e della materia calcistica, è stato rilevante per la mia decisione. Inoltre la sua proposta di acquisto non prevedeva alcuna possibilità di revisione del prezzo di vendita insieme ad una comoda dilazione di pagamento per lui che grazie alla conclusione immediata della trattativa si è potuto occupare sin da subito, in prima persona dell’allestimento della squadra, con la garanzia che avrebbe messo a disposizione tutte le risorse necessarie per la conclusione dell’esercizio in corso e per tutta la stagione 2021/2022”. 

Perché Canonico e non Di Silvio? 

“Con Di Silvio è partita male, anche per via di una scadente e difettosa comunicazione, che ha deformato i contorni delle cose e non ha consentito di definire accordi.  Per questo ho scelto poi di esercitare il diritto di prelazione sull’offerta di acquisto che aveva formulato al mio ex socio. Subito dopo aver assunto il controllo del CLUB, sono iniziate ad arrivare alcune interessanti offerte che puntavano ad acquisire tutto o parte del pacchetto azionario di mia proprietà. Alcune di queste offerte erano molto serie e concrete, come quella successivamente articolata dal dott. Di Silvio, ma, per le ragioni appena dette, ho accettato la proposta di acquisto del dr. Canonico”. 

Se metaforicamente dovesse lanciarsi dal Burj Khalifa, il più alto grattacielo del mondo che si trova a Dubai, saprebbe dove atterrare e avrebbe bene in mente il suo obiettivo? 

“Calcisticamente, ora più che mai, mi soffermerei e vigilerei sullo Zaccheria per assistere in silenzio più che mai alla grande rinascita che il Foggia sta vivendo con Zeman e Pavone, due grandi e indiscussi maestri del Calcio che occorrerebbe lasciar lavorare in pace. Certamente dopo, atterrerei in Sardegna, la terra in cui voglio continuare a vivere e lavorare nel settore di cui mi occupo con passione e buoni risultati da diversi anni”. 

Daniel Kahneman, il più grande Economista al mondo e premio Nobel, disse una frase storica: “PER FARE SOLDI DEVI SPENDERE I SOLDI”. In che misura siete disposti Lei e Canonico ad aprire, oltre a quello che avete già fatto, i vostri portafogli per l’azienda Calcio Foggia 1920? 

“Io posso parlare per me e dico che da luglio 2019 ad oggi sono stata la persona che ha parlato meno, ha fatto meno comparse mediatiche, ha interferito meno in generale, ma anche quella che ha tirato fuori più SOLDI rispetto a tutti, compreso Canonico. E, avendo speso molti soldi, come farebbe qualsiasi imprenditore, cerco anche di recuperarli guadagnando il giusto evitando anche di regalare quote e soldi dal primo che arriva. Ho sempre detto che in questa impresa calcistica mi ci son trovata per caso, accettando una partecipazione che mi veniva proposta. In ogni caso ci ho creduto e ho scelto di sostenere le varie fasi economiche del Club, anche in periodi difficili per via della pandemia, sino alla coraggiosa scelta di acquisire l’intero pacchetto della società che controllava l’80% del Calcio Foggia 1920 S.r.l. L’ho fatto anche per evitare di dover continuare a fungere da bancomat sborsando denari senza conoscerne la destinazione, e che non sempre andavano a vantaggio del Foggia. Ho assunto la Presidenza nel bel mezzo di un campionato non facile, puntando a riportare un clima sereno che consentisse alla squadra e a tutti i collaboratori di concludere la stagione nel migliore dei modi. E questo mi pare sia avvenuto. Contemporaneamente il mio impegno è stato anche quello di garantire la continuità e la stabilità economica, nonostante i problemi che mi son trovata ad affrontare e risolvere relativi a vicende più o meno note. Ma come si dice… hai voluto la bicicletta? Pedala”. 

Cosa risponde a chi le sottolinea il fatto che il suo doveva essere un programma triennale e invece è durato solo qualche mese? 

“In effetti le linee programmatiche di qualsiasi progetto talvolta e quasi sempre vanno ben oltre la scadenza di un incarico o del ruolo ricoperto. Voglio dire che alle volte anche chi ha rivestito solo per qualche mese una carica, può gettare basi solide per il futuro, molto di più rispetto a chi si ostina a mantenere la propria posizione sino a farsi venire i capelli bianchi, senza riuscire a lasciare alcun segno del proprio passaggio”. 

Lei nella prima intervista, dopo aver acquisito interamente le quote societarie del Foggia, parlò di un progetto denominato CASA FOGGIA, è ancora nei vostri programmi? 

“Sì, perché sono convinta che la costruzione di un centro sportivo in questa città sia una cosa importante. Un luogo fisico in cui collocare quanto oggi già in gran parte esiste e rischia di disperdersi. Una sede in cui sono presenti le strutture sportive per la prima squadra e per il settore giovanile, ma anche il luogo in cui viene creato il campus per il soggiorno dei giovani che provenendo da altre regioni italiane ed estere scelgono di trasferirsi a Foggia per imparare a far calcio. Ho presentato il mio progetto a Canonico così come l’importanza di riportare a casa entro questo campionato il logo dei Satanelli per ciò che storicamente rappresentano e gli ho parlato anche della politica che avrei attuato sui prezzi di abbonamenti e biglietti per favorire la presenza di un maggior numero di tifosi allo stadio passando dal coinvolgimento di più donne che, sono sicura, avrebbero incoraggiato la presenza di numerose  famiglie allo stadio e con loro le persone anziane e i bambini. Ma è normale che non la si pensi allo stesso modo. Adesso è lui a decidere”. 

Dopo metà stagione agonistica in una scala da 0 a 100 che percentuale darebbe alla squadra di ottenere un risultato ottimale in questo campionato? 

“Ancora presto per dare voti alla squadra, dico solo che ho molta fiducia in mister Zeman e nel DS Pavone e non solo per i risultati finora conseguiti. Apprezzo e condivido i valori di cui sono portatori, in primis il rispetto delle persone”. 

Mi interessa sapere cosa pensa dei tifosi del Foggia, soprattutto di quelli che la criticano con pregiudizio, ma anche di quelli che si sono resi protagonisti del gesto di Catanzaro? 

“Ho avuto modo di conoscere i rappresentanti delle tifoserie organizzate e devo dire che nonostante i confronti, anche aspri talvolta, ho percepito rispetto. Ed ho anche apprezzato l’assenza di pregiudizi nei confronti della prima donna, una tra le poche    al vertice di una società calcistica, la prima a Foggia. Voglio dire che le loro contestazioni non facevano distinzione di genere, anche se molto dirette e non certo tenere. Per questo non mi ha stupito il grande gesto compiuto da loro a Catanzaro. Ho apprezzato di quel loro gesto l’aver messo in primo piano la Persona e non il ruolo che ricopriva in quel contesto. Queste sono azioni che qualificano gli Uomini e i Tifosi Foggiani e di cui vogliamo tutti sentir parlare. E mi hanno raccontato a Foggia che per gli Ultras questo nobile gesto non è certo l’unico nella storia”. 

E i giornalisti? Alcuni l’hanno attaccata e la continuano ad attaccare senza sapere a volte come stanno veramente le cose. 

“Come per i tifosi, posso affermare che il confronto con i giornalisti durante la mia Presidenza è stato più che cordiale. Diciamo che alcuni episodi riguardano singole persone e periodi precedenti in cui ho preferito restare in silenzio in attesa che si attenuasse l’eccessivo rumore di fondo creato ad arte solo per spostare l’attenzione della piazza da altre questioni. A questa situazione qualche giornalista, forse per noia o per assenza di argomentazioni di calcio giocato causa Covid, si è prestato per lunghi mesi talvolta anche oltrepassando i limiti del buon senso, divertendosi a prendere di mira le persone che sceglievano proprio per questo di continuare a stare in silenzio. In quei momenti ho pensato che d’altronde la battaglia contro i pregiudizi è ancora dura da compiere e non la si può certo risolvere a Foggia nell’arco di un campionato. E poi perché sono convinta che quando il discorso scade a bassi livelli, a controbattere a volte ci si perde anche. Il “microfono” è uno strumento di comunicazione da porgere al servizio della corretta informazione da offrire alla gente e i giornalisti sono i professionisti della comunicazione e hanno grandi responsabilità soprattutto in piazze così importanti e passionali. Ciò nonostante non mi è mai venuto in mente di negare a nessuno l’accredito allo stadio. Se non altro per evitare di creare martiri e poi perché sono convinta che il Foggia sia patrimonio di tutti e non di chi detiene le quote. Lo stesso concetto del microfono insomma. Possedere quote non consente di diventare proprietario di una passione e di una storia centenaria. Così come essere giornalisti non significa diventare proprietari dell’informazione e avere più diritti di noi comuni cittadini”. 

Come sono oggi i suoi rapporti con il Presidente Nicola Canonico? 

“Sapevo che sarebbe stato difficile lavorare con il dr. Canonico, perché abbiamo caratteri diversi. Io privilegio il lavoro di squadra perché sono convinta che tutte le idee anche se diverse tra loro apportino valore a qualsiasi impresa. Così come credo che in qualsiasi ambito le persone e i ruoli sociali e professionali vadano sempre rispettati. A Foggia per esempio abbiamo adesso la fortuna di avere un DS e un MISTER che l’Italia ci invidia, lasciamoli lavorare e teniamoceli stretti, rispettando il ruolo che gli abbiamo conferito”. 

Abbiamo anche dovuto fare i conti con la giustizia sportiva e con le Sue severe norme. 

“I punti di penalizzazione? Avrei dovuto vigilare e a volte si fa l’errore di dare tutto per scontato e di fidarsi dell’altrui competenza”.  

In conclusione, se tornasse indietro cosa non rifarebbe e cosa invece farebbe che non ha potuto fare? 

“Difficile dirlo. Certamente la fiducia che ho riposto in alcune persone avrei dovuto dosarla meglio. E forse avrei dovuto interrompere ogni tanto i miei silenzi, confidando troppo nella misura che alcune persone avrebbero dovuto avere prima di esagerare. Certamente avrei potuto rispondere alle provocazioni con gli stessi toni che mi venivano rivolti. Con soci, giornalisti e finti tifosi che ancora oggi, più o meno telecomandati, si divertono a continuare a gettare fango sui social anche attraverso falsi profili come molto spesso avvenuto. Ma resto convinta di aver fatto bene a far sempre prevalere l’interesse del Foggia in diverse occasioni. Certo si sono sprecate molte energie, sprecate in un periodo in cui non dimentichiamo di aver dovuto affrontare il dramma legato alla pandemia, sia dal punto di vista sanitario che economico. Altro che fare soldi! Ma poiché tutto questo ha comunque portato la squadra esattamente dove siamo oggi, va bene cosi e guardiamo avanti. Ogni persona si qualifica per le azioni di cui si è resa capace, con le parole che ha pronunciato e talvolta con i silenzi. E sarà la storia a giudicare”. 

Mi congedo dalla Vice Presidente Maria Assunta Pintus raccogliendo volentieri gli Auguri di buon anno che Ella manda a tutta la Città di Foggia e a tutte le componenti che sono impegnate in questo loro progetto del Calcio Foggia 1920 appena iniziato. Il sottoscritto e tutta la redazione di FoggiaGol e Foggia Tv ricambiano con l’affetto più sincero, le facciamo un grosso in bocca al lupo e si ricordi che ci sono molte più persone di quanto immagina che a Foggia la stimano e le vogliono bene.

7 Commenti

  • Un intervista fatta con la coda tra le gambe, si sarebbero dovute fare domande più concrete, collegandole con le dichiarazioni fatte da Canonico.

  • Aspettavo, così come promesso, tanto RUMORE ed invece ho visto la pia donna, così la definì Canonico, con la coda fra le gambe. Ho avuto l’impressione che nella sua testa stia girando la convinzione di essere caduta dalla padella alle ………

  • Quindi? Non ho capito se, dopo le dichiarazioni di Canonico in conferenza stampa la settimana scorsa la Pintus continuerà o no ad essere socia del club, in altre parole sboeserà il denaro. Una domanda più “concreta” no? troppi giri di parole Bruno…

  • ” POSSEDERE QUOTE NON CONSENTE DI DIVENTARE PROPRIETARIO DI UNA PASSIONE E DI UNA STORIA CENTENARIA” (Pintus). Per la prima volta sento parole che spero, oggi e in futuro, vengano scolpite nella pietra e che diventino un monito per qualsiasi dirigenza calcistica che andrà ad avvicendarsi negli anni. Questo rappresenta il più alto senso di rispetto verso i tifosi e che dovrebbe avere carattere di reciprocità, cosa che spesso non avviene da una parte e dall’altra. Però noi sappiamo che il calcio è un’attività imprenditoriale e che i soci fanno anche affidamento sulla distribuzione degli utili ed è legittimo per chi fa degli investimenti. A Canonico e alla Pintus, se credono in quelle parole, chiediamo più trasparenza pubblica anche nella conduzione della società sul piano finanziario. Per es. Canonico dice che ha trovato una società con 2,7 milioni di debiti, ma la Pintus non dice una parola. Qual’è la verità????.

  • Se a questo racconto surreale cambiassimo i nomi, sostituendo la parola “Canonico” con Felleca e la parola “Zeman Pavone” con Marchionni e Corda, potremmo benissimo pensare che sia il copia e incolla dei fax e i comunicati circa un anno fa nello stesso periodo.
    La mia impressione è che a questa persona non gliene freghi assolutamente niente della storia rossonera e delle ambizioni dei tifosi.
    Leggendo fra le righe comprendo che come l’anno scorso tiri a campare bloccando di fatto il mercato rossonero. ( Vuole recuperare i soldi che ha tirato fuori) si vede che di calcio e di bilanci calcistici di serie C non capisce un tubo.
    Le squadre di serie C vanno tutte a debito specialmente se tentano di salire e non riescono.
    Stiamo freschi allora.
    Quindi chi comanda nel Foggia?
    iniziamo a cercare già l’allenatore per l’anno prossimo.
    Ora capisco le rubriche prima, seconda e terza puntata.
    Si riferiscono alla seconda serie della alla fiction ( Sono l’unica donna che fa calcio )

  • ” nel momento in cui gli ho chiesto” Arcano è femmina la Pintus quindi è nel momento in cui LE ho chiesto, neanche le basi della lingua italiana

  • Da questa intervista si capisce chiaramente che non vi è armonia in società e che la stessa si scioglierà, con conseguenze tutt ‘altro che positive per la nostra squadra.

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