Un cancro da estirpare, ora o mai più
C’è un cancro da estirpare: si chiama malaffare, che non esita a placarsi e non si limita a colpire istituzioni e mondo produttivo ma tra i propri bersagli non manca il mondo dello sport, del calcio in particolare, ne abbiamo avuto riprova ai tempi della B (conosciamo tutti il triste epilogo di quella parentesi), ma se andiamo ancora più a ritroso ricordiamo altre tristi esperienze che hanno visto protagonisti pescicane senza scrupoli.
Il malaffare rappresenta il primo vero responsabile dell’arretratezza sociale, economica, culturale della città e della provincia. Trova terreno fertile se non ci sono forti anticorpi. Vero freno all’iniziativa imprenditoriale sana, produttiva, di ampio respiro, che tanto servirebbe alla terra di Capitanata.
L’ultima conferenza stampa del Presidente Canonico ci consegna uno scenario ancora più torbido di quanto già non lo fosse in precedenza, dove la zavorra del recente passato resta, non allenta la morsa, resta ingombrante sulla nobile volontà di dare una sterzata al futuro del calcio rossonero. Obiettivo ahimè che paradossalmente non vede tutta la piazza remare nella stessa direzione.
Serve uno scatto d’orgoglio, un cambio di passo, che non riguardi soltanto la dimensione sportiva, fotografia tuttavia di una società sofferente, ma tutto ciò che gravita attorno. Ma qui parliamo di calcio, qui parliamo del nostro glorioso Foggia.
Il doppio dei debiti acclarati rappresenterebbe forse il colpo di grazia per una qualsiasi nuova proprietà intenzionata a porre le basi per qualcosa di importante e duraturo, ma Nicola Canonico non sembra voler accontentare faccendieri e detrattori: vuole superare anche questo ulteriore “imprevisto” scoglio.
Ed è soltanto l’ultimo di una serie di spiacevoli sorprese, come non ricordare l’atto intimidatorio al vicepresidente Masi, al quale va tutta la solidarietà del sottoscritto, che consegna una realtà affetta da un cancro che, ora o mai più, va annientato.
Il malaffare, di casa o forestiero che sia, sembra non voler risparmiare anche quella che anni fa (ma che iniziano ad essere decenni fa) rappresentava l’isola felice di questa terra: il calcio.
Se in passato a Foggia il calcio ha rappresentato l’avanguardia dal punto di vista tecnico e tattico per le intuizioni dei suoi interpreti (che paradossalmente ancora oggi rivestono gli stessi ruoli di allora) oggi deve cogliere l’opportunità di fare altrettanto: estirpare il cancro, isolare i responsabili e ripartire più forti di prima.
Lo sport può dare il via ad una nuova stagione di rinascita, non va persa questa occasione, forse irripetibile, e non vanno scoraggiate personalità, imprenditoriali, sportive, che possono farsi carico di questa grande responsabilità.
8 Commenti
BUONGIORNO,
IL SUO COMMENTO NON FA UNA PIEGA, MA IL PROBLEMA A CUI SI DEVE FAR RIFERIMENTO NON E’ E NON DEVE ESSERE LEGATA AD UNA PASSATA GESTIONE, FATTA CON SUPERFICIALITA’ , DA PARTE DI CHI NON AVEVA UNA PROGRAMMAZIONE IN NESSUN SENSO.
LA MANCANZA DI PROGRAMMAZIONE HA ANCHE ABBRACCIATO, PERSONAGGI COME I SANNELLA (FOGGIANI DI NASCITA E NON SOLO).
PER QUANTO RIGUARDA CANONICO, POSSO DIRE (ALMENO QUESTO E’ IL MIO PENSIERO) CHE QUEST’ANNO SERVIRA’ PER AZZERARE I DEBITI E RASSENERARE L’AMBIENTE, CON UNA PROGRAMMAZIONE FUTURO CHE DOVRA’, PER FORZA DI COSE, PARTIRE DA UN CENTRO SPORTIVO, PER POTER PUNTARE DA UN VIVAIO CHE DOVRA’ ESSERE IL PUNTO DI FORZA DELLA SOCIETA’.
PER QUANTO RIGUARDA L’ATTO INTIMIDATORIO, BISOGNAREBBE CAPIRE SE LEGATO ALL’ATTIVITA’ LAVORATIVA/PERSONALE LEGATA A SARIO MASI, SOLO PER UN DISTINGUO A LIVELLO D’INDAGINE.
CERTO, A FOGGIA, SONO ANNI CHE DOBBIAMO CONVIVERE CON QUESTI PERSONAGGI DELINQUENZIALI, CON UN TESSUTO SOCIALE DEPRESSO ECONOMICAMENTE E NON SOLO CHE CI HA PORTATO AD ESSERE ALL’ULTIMO/PENULTIMO POSTO NEL SOLE 24 ORE E NON COME NEGLI ANNI 90 DOVE ERAMAMO AL 60° POSTO AI TEMPI DI CASILLO.
SE NON CRESCIAMO SOTTO OGNI PUNTO DI VISTA E SE NON IMPARIAMO A RISPETTARE LE PERSONE, NON POSSIAMO PRETENDERE DI SALIRE NEL CALCIO CHE CONTA E DOBBIAMO PRENDERE ATTO CHE IL CALCIO NON E’ ALTRO CHE LO SPECCHIO DELLA CITTA’.
Veramente una triste vicenda …
Onore a questa Società rappresentata da un grande uomo e professionista che si chiama Canonico.
Grazie.
Un imprenditore compra una società senza sapere il monte debitorio????
L’anno scorso a gennaio avevamo la stessa situazione. e non potevamo fare mercato.
Il presidente era diverso ma c’è il fattore “P” ogni riferimento è casuale.
inizierà nuovamente una telenovela
a suon di fax e comunicati?
PS. e non si venga a dire che la colpa è di Felleca.
Poiché Canonico, fino a prova contraria, avrebbe acquisito le quote dall’unico proprietario della maggioranza che in quel momento era la sig. Pintus.
Dall’altra parte, c’era una compagine (che conosceva la massa debitoria)
che avrebbe trattato anche con la Pintus quando Felleca era già fuori.
ma che è stata rifiutata.
E guarda caso, le cifre di investimento di cui parlavano, per la gestione del primo anno,
corrispondono esattamente alle cifre di debito che circolano in queste ore più la somma pagata per rilevare la maggioranza della famosa corporate.
Circa 3 milioni e mezzo.
Il mio ricordo di Foggia e del Foggia FC mi porta a tempi dove essere foggiano lo si diceva con orgoglio . Vivo lontano dalla mia città natale e mi sentivo un esule oggi c’è da ripensarci. Che peccato!
Sto capendo male o Canonico è stato truffato?
Si,ma da chi?Dalla Pintus che gli ha venduto le quote?Ma ha un’entourage che gli fa scudo o viene consigliato da Paperino visto le altre DIMENTICANZE?Che cosa c’entra l’attentato a Masi se neanche gli inquirenti sanno ancora se sia collegato alla figura professionale o direttiva del Foggia calcio?
Un pastrocchio per comunicare ai tifosi:
“Vorrebbe ma non può……”
Articolo scritto per difesa politica di un presidente che ha promesso tanto e che deve ancora dimostrare di amare Foggia.
Giusto tutto. Ma mi raccomando non diamo la.colpa a ZZ se non si va ai play off questa squadra come singoli e come è adesso può tentare solo di salvarsi.Ecco perché dico che ZZ sta veramente facendo un miracolo.