Il futuro è “adesso”: scegliere filosofia e tecnico per gettare le basi del progetto Foggia

Il futuro è “adesso”: scegliere filosofia e tecnico per gettare le basi del progetto Foggia

It’s time! È il momento di scegliere. Il futuro è adesso. L’operatività sarà sviluppata nei prossimi mesi, ma le idee devono essere chiare sin da subito. Nessuna decisione di pancia: il campo sta parlando, va ascoltato ma non seguito pedissequamente secondo gli umori di un tempo indecifrabile tra campionati che si fermano e Superleghe sparti torta che “allappano” come cachi fuori stagione.

Un progetto valido ha bisogno di un “direttore dei lavori” che abbia autonomia e capacità. La sua filosofia gestionale e tecnica è il primo mattone per costruire una squadra vincente. Perché è questo l’obiettivo che Foggia si aspetta. Ed è questo il disegno della nuova proprietà rossonera. Forse non oggi, né domani… ma nel rispetto dei tempi necessari per un risultato che Maria Assunta Pintus ha comunque in mente di perseguire. Altrimenti la sua presenza fisica costante in Capitanata non avrebbe ragione di esistere.

Sino a qualche mese fa, il presidente della Roma era James Pallotta che nel corso degli anni il popolo giallorosso aveva identificato come “l’ologramma di Boston”, una visione quasi virtuale relegata nella città americana dove il patron risiedeva e da cui partiva ogni tanto alla volta della Città Eterna per dirimere questione per lui “lontane e incomprensibili”. La sua avventura a Roma si è chiusa forse anche per questo: non si possono capire le sensazioni, gli umori dei tifosi, le loro frustrazioni e le loro ambizioni stando lontani.

Il presidente Pintus ha capito immediatamente che Foggia è Foggia e che la sua gente è la linfa che produce l’ispirazione giusta per un futuro di riscatto. Ed è rimasta qui a lavorare, in silenzio… Per questo il progetto è “adesso”. Il direttore dei lavori prescelto sembra essere Marchionni, al quale è stato proposto il rinnovo del contratto: alla prima da head coach l’ex vice di Baldini ha sconfitto il naturale scetticismo riservato a una matricola, calandosi con garbo in una realtà “elettrica” e portando a casa la salvezza con vista sui playoff.

L’esibizione con la Paganese è stata mortificante, ma deve insegnare e non condizionare. Se sarà Marchionni – e il mister la riconferma se l’è guadagnata sul campo – che lo sia per una scelta ponderata e convinta, non mortificata da dubbi o incertezze di sorta. Una scelta d’entusiasmo! Perché altrimenti il Foggia rischierebbe di iscriversi a un circolo che quest’anno – malgrado la crisi economica acuita dalla pandemia – ha spopolato in Lega Pro, quello delle società che hanno cambiato allenatore: nella stagione in corso, infatti, ci sono stati sinora ben 47 cambi di panchina, l’ultimo quello di Carrera al Bari, con appena 25 formazioni ancora dirette dal tecnico di inizio torneo e 34 su 59 che hanno alternato il timoniere in corsa.

Il futuro è “adesso”, dunque, camminando insieme e dando la possibilità a Marchionni di partecipare direttamente alla valutazione dei giocatori più adatti per applicare i propri principi di gioco. Quali specifici calciatori non è importante, almeno per ora: in questo momento contano chiarezza di prospettive e comunione d’intenti. Solo così si potrà divenire un corpo unico, solo così si potrà riabbracciare il cuore pulsante del Satanello, i suoi tifosi, la sua gente. La gente che rende il Foggia un club emozionalmente speciale. Di quelli che nessuna Superlega riuscirà mai a “iscrivere a bilancio” …

1 commento

  • Da voci attendibili inizia a trapelare che la Pintus non sta pagando nessuno neanche spese fisse che riguardano il mantenimento dei calciatori, ecco spiegato perché non giocano più a pallone…

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