Foggia così non va
Il più brutto Foggia di questa stagione cede le armi ad un Avellino che ha dimostrato di essere sicuramente più squadra e che ha sotterrato i rossoneri sotto un poker di gol che alla fine potevano essere anche di più se non fosse stato per un paio di interventi prodigiosi di un Di Stasio che, seppur in serata negativa, ha limitato i danni.
Le reti. Al minuto undici Maniero colpisce di testa la parte alta della traversa dando l’impressione del gol, palla rinviata da Del Prete e conclusione dal limite di Carriero che serve Fella, ben appostato, che da due passi infila Di Stasio. Sette minuti più tardi è Maniero a scorgere Di Stasio fuori dai pali e lo beffa con un pallonetto sul quale il portierino in maniera goffa spinge la sfera in fondo al sacco. Il tris in apertura di ripresa. E’ ancora Fella, indisturbato, a trafiggere Di Stasio con un preciso colpo di testa. Il poker è servito al minuto 73’ con un preciso fendente di Di Francesco che si spegne nell’angolo alla sinistra di Di Stasio.
Ma non è solo la pesante sconfitta a preoccupare il popolo rossonero quanto il modo in cui è maturata con i ragazzi di Marchionni che non sono mai scesi in campo e che hanno dato l’impressione, per lunghi tratti, di essere sottotono, scarichi, svogliati e che si sono concessi all’avversario sin dalle prime battute del match. No, così non va. La seconda sconfitta consecutiva deve far pensare e non poco. Se con il Catanzaro erano stati due episodi a punire Gavazzi e soci, dopo una prestazione sicuramente positiva, questa sera il Foggia cade malamente senza aver mai creato un’azione di gioco degna di tal nome e con un approccio al match da vittima sacrificale.
Ma anche il tecnico Marchionni questa sera ha le sue belle responsabilità e non ce ne voglia il mister se non condividiamo alcune scelte nell’undici iniziale. Di Stasio, per esempio, che in passato aveva mostrato di avere numeri importanti tra i pali, nella serata del Partenio ha probabilmente pagato oltre misura l’assenza dai campi di gioco di mesi dopo l’intervento alla spalla subìto ad inizio stagione e che andava tutelato magari mandando tra i pali quel Jorio acquistato a Gennaio e che aveva già giocato con il Catanzaro dopo l’espulsione di Fumagalli.
Ma non vogliamo gettare la croce solo sul portierino rossonero perché questa sera in Irpinia tutto il gruppo non è mai sceso in campo. Curcio su tutti, Del Prete non in perfette condizioni fisiche, Vitale mai determinante, Galeotafiore lontano parente del calciatore migliore in campo contro il Catanzaro sabato scorso, Salvi inesistente, Dell’Agnello irritante. Non c’è nulla da salvare nella serata gelida del Partenio ma se dovessimo scegliere un calciatore in maglia rossonera a cui riconoscere la palma del migliore nel marasma generale crediamo di individuarlo nella generosità di Di Jenno.
Foggia che non può essere questo, ci rifiutiamo di credere che i rossoneri siano diventati brocchi improvvisamente. Piuttosto ciò che preoccupa è l’abbandono in cui versa questo gruppo ed il suo staff tecnico abbandonato al suo destino da una Società assente già da due partite. No, così non va.