Pazienza: “Sono molto fiducioso per la gara di domani, i tifosi devono darci una mano”

Pazienza: “Sono molto fiducioso per la gara di domani, i tifosi devono darci una mano”

A seguito della sconfitta contro il Team Altamura nel turno infrasettimanale grazie al gol dell’ex Curcio, il Foggia torna in campo contro il Potenza, in programma domani alle 17:30
In questa fase della stagione il Foggia non può permettersi ulteriori passi falsi. Con l’Altamura è arrivata l’ottava sconfitta consecutiva, segno di disorientamento totale e confusione all’interno della squadra.
Nella giornata odierna è tornato a parlare il mister Pazienza dopo la conferenza annullata nel prepartita contro la formazione barese.
L’avversario da affrontare ora sarà il Potenza, con il presidente Casillo che ha invogliato i propri tifosi ad occupare lo stadio per incitare i calciatori in questo momento complicato.
Lo score di 5 vittorie, 7 pareggi e 18 sconfitte per i satanelli deve suonare come campanello d’allarme in vista dei prossimi impegni, soprattutto dopo la notizia della scorsa settimana sul capitano Petermann che non farà più parte della rosa in quest’ultimo periodo a causa della rottura del crociato.

La conferenza inizia con il focus incentrato direttamente sulla sfida di domani, che potrebbe essere fondamentale, soprattutto davanti ai propri tifosi. Il mister smentisce così: “Non è unica sfida da affrontare e lo dobbiamo fare con il massimo della volontà per venire fuori della situazione. L’importante è concentrarsi sul match di domani pomeriggio”.

In questo periodo il Foggia sta affrontando una situazione critica, non solo per quanto riguarda la classifica, ma anche per quello che potrà succedere anche in futuro: “La difficolta è dal punto di vista mentale, questo stiamo vivendo. Veniamo da una serie negativa di 8 giornate, ma da un punto di vista tecnico tattico ci sono risultati positivi. Il Potenza è nei piani alti della classifica e da anni sta lavorando per costruire un progetto importante ed è in finale di coppa. È una squadra fisica, di gamba che unisce quelle fisiche alla forza davanti, ci sono giocatori di spessore. Nonostante le tante difficoltà dobbiamo approcciarla con l’atteggiamento giusto, i tifosi devono essere dalla nostra parte per darci una mano”.

Dal campo il discorso si sposta verso il campo, con la situazione legata agli infortuni: “Brosco è stato sottoposto agli esami strumentali, lesione 1° e 2° grado, con 25 giorni di stop. Per Petermann, come già sapete, la stagione è finita. Oliva verrà monitorato giorno per giorno, ci vogliono un paio di settimane, mentre Cangiano ha difficoltà ad allenarsi a causa della sintomatologia e dunque per la gara di domani non sarà a disposizione, forse la prossima. Buttaro ci sarà nella gara di domani, ma non ha svolto nessun allenamento. Dal punto di vista del ritmo ancora non ci siamo”.

A proposito degli infortunati, viene chiesto se verranno effettuate dei cambi soprattutto da un punto di vista tattico: “Dal punto di vista tattico non cambio, bisogna fare una valutazione sugli interpreti, ho qualche dubbio, opteremo per chi scenderà domani”.

Eyango è un nuovo giocatore del Foggia, preso a parametro zero dopo un anno di inattività. Per lui belle parole quelle espresse dal mister: “Eyango è un giocatore che si è presentato integro, ma ha bisogno di iniziare dal minimo, a partita in corso può darci una mano in corso in base alle esigenze e alla partita”.

Tornando sull’avversario da affrontare, il Potenza è una squadra ostica, che è piazzata in buona posizione in classifica e potrebbe raggiungere i playoff. A questo proposito, una considerazione di Pazienza sulla formazione della squadra lucana: “Per quanto riguarda le caratteristiche della squadra ho già risposto. È una squadra importante soprattutto nel reparto avanzato, Felippe è tra i mediani più forti della categoria. Schimmenti ha una qualità tecnica e velocità che può far male ai difensori. Murano è stato già qui e sappiamo le sue qualità. Dobbiamo mantenere il focus e avere un buon atteggiamento in partita”.

Il Foggia ha perso di misura contro l’Altamura nonostante l’approccio buono alla gara: “Dopo una sconfitta siamo sempre arrabbiati, la rabbia c’è sempre, con grande rammarico e dispiacere. Svolgiamo il nostro lavoro professionale e il momento che stiamo vivendo come staff, tifosi, proprietà e anche voi giornalisti credo che questa situazione porti rabbia/dispiacere”.

Riguardo ai portieri Perucchini e Borbei, l’allenatore risponde così: “Domani Perucchini sarà titolare. Prima della gara di Altamura dovevo fare turnover, avevo bisogno di dare la possibilità di alleggerirsi, ci sono state situazioni in cui non mi sono piaciute alcune cose, come la fascia di capitano. Si devono assumere responsabilità, lui deve avere personalità ma era già concordato. Volevo vedere Borbei all’opera contro l’Altamura”.

Nell’ultimo match c’è sicuramente tanto rammarico soprattutto da un punto di vista mentale e negli ultimi minuti si è visto un minimo di forza, ma i risultati non arrivano, e la somiglianza con l’allenatore non si nota: “Se non mi assomiglia è colpa mia, non ho trasmesso l’atteggiamento che avevo in campo, su questo ci stiamo lavorando. Nell’ultima gara il rammarico è per la non reazione oltre al risultato, ha generato rabbia e sconforto, perché nelle altre due gare era stata fatta una partita in maniera equa, la quadra ha avuto delle reazioni, ho avuto spunto per preparare la partita successiva. Dopo il gol preso siamo usciti dalla partita, adesso ho gli elementi rispetto alle due gare precedenti su cui confrontarci e preparare la partita per la gara di domani. Non c’è stata reazione dopo il gol e questo è più importante del risultato. In questi 2 allenamenti mi hanno dato l’atteggiamento giusto, sono molto fiducioso per la gara di domani”.

All’allenatore gli si chiede il vestito adatto per questa squadra per migliorare la formazione e soprattutto la situazione di classifica: “Questa squadra non ha un vestito ideale, dobbiamo avere l’atteggiamento giusto dal 1° al 90°, solo così possiamo ottenere un risultato importate”.

Questo Foggia sembra non avere anima in campo nonostante i vari infortuni, acquisti e imprevisti di tutto questo l’arco della stagione, nonostante il cambio di proprietà: “È una squadra che ha avuto troppi cambiamenti nella stagione, sono arrivato qui per lottare, lavorare, essere giudicato, per vedere quello che è stato o non fatto. Non c’è un giocatore che ha quel carisma che possa trascinare tutti gli altri, attraverso l’atteggiamento. Dobbiamo puntare sul collettivo, al gruppo non al singolo. Nei momenti difficili ho bisogno di avere appoggio, altrimenti ci si ottiene solo dal singolo”.

Per interrompere questo periodo negativo, il Foggia ha assolutamente bisogno della vittoria, soprattutto per sbloccarsi da un punto di vista mentale, ma alla provocazione sui pochi tiri in porta della squadra, Pazienza risponde in maniera dura: “Le due cose sono collegate, se non si interrompe la serie negativa anche con una partita brutta oggi non si farebbero i playout. Dobbiamo guardare in faccia la realtà, nel momento in cui riusciamo ad affrontare la serie negativa. La squadra non ha avuto la reazione dopo il vantaggio dell’Altamura, c’era un calcio di rigore nettissimo a nostro favore contro l’Altamura, Tommasini poteva far gol, quindi non sono d’accordo sul fatto che il Foggia non tiri in porta”.

Il paragone viene fatto con il Giugliano, che in classifica recentemente era in posizioni peggiori rispetto al Foggia, ma Pazienza differenzia le due situazioni: “La prima cosa è interrompere la serie negativa, per quanto riguarda il Giugliano è una situazione mentale completamente differente. Si può pensare di avere la forza per arrivare ai playout, ma dobbiamo prima raggiungere i risultati. Il prima o poi ci inganna perché non abbiamo più tempo”.

Le ultime domande all’allenatore fanno riferimento al problema vero del Foggia, che ancora non si riesce ad individuare e anche una notizia sul prossimo capitano, data l’indisponibilità di Brosco:
“Non c’è una risposta diretta e precisa a questa domanda, le sconfitte sono arrivate più o meno nella stessa direzione, si potrebbe trovare risposta spostando su livello di attenzione. Devo capire cosa c’è nella testa, perché i miei giocatori sono orientati a rinculare e non portare gli avversari a ridosso nella propria area di rigore. Ci sono tante cose su cui lavorare, tanti elementi da analizzare e non posso dare risposta precisa. Il capitano sarà Garofalo perché non è mai andato via dagli incarichi da capitano, ma è sempre stato uno dei candidati ad indossare la fascia e vista l’indisponibilità di Brosco sarà lui il capitano”.