Michele Pazienza: “Non c’è il massimo entusiasmo, ma i ragazzi sono pronti a reagire”

Michele Pazienza: “Non c’è il massimo entusiasmo, ma i ragazzi sono pronti a reagire”

Dopo il ko contro l’Atalanta U23, il Calcio Foggia 1920 si prepara a tornare in campo domenica 22 febbraio alle ore 17:30 allo stadio Stadio Ezio Scida contro il FC Crotone.
Una sfida delicatissima, non solo per la classifica ma anche per il valore simbolico: in panchina siederà per la prima volta Michele Pazienza, ex centrocampista rossonero, tornato a Foggia dopo 23 anni con il compito di guidare i “satanelli” fuori da una situazione complicata.

🔴 Una squadra da ritrovare, tra realismo e responsabilità
La conferenza si apre con il ringraziamento alla proprietà e con una fotografia lucida del momento: “Ringrazio la proprietà per l’occasione. Ho trovato una squadra fisicamente allenata. Ci sono alcune defezioni e dobbiamo valutare gli ultimi minuti a disposizione. Non ho trovato il massimo entusiasmo, ma è normale vista la situazione”.
Parole schiette, senza alibi. Pazienza non nasconde le difficoltà ma sottolinea un aspetto fondamentale: “All’interno della squadra ci sono giocatori pronti a dare il massimo per venire fuori da questa situazione”.

⚙️ Lavoro, dettagli e riaggressione: il primo intervento tecnico
Il nuovo tecnico entra nel merito degli aspetti tattici. Non si limita ai numeri, ma individua un problema strutturale: “C’è un dato evidente che ci ha portato a vivere questa situazione. Non è solo una questione di possesso o fase difensiva, ma di squadra nel suo complesso. Non abbiamo lavorato abbastanza bene sulla riaggressione dopo la palla persa. Dobbiamo entrare nello specifico e migliorare subito”.
Un segnale chiaro: meno analisi superficiali, più attenzione ai dettagli che fanno la differenza.

🧠 Il nodo dell’autostima
Ultimo posto in classifica e morale fragile: il tema dell’autostima diventa centrale: “È l’aspetto più difficile. Per migliorarla servono risultati. Bisogna attuare un tipo di calcio più sporco, con determinate caratteristiche. Credere in quello che si fa è fondamentale”.
Pazienza allarga il discorso al lavoro della società e al mercato: “La squadra è stata costruita in maniera definita, con innesti funzionali al progetto iniziale. L’esperienza serve a trasmettere serenità in momenti non semplici”.

🔁 Un ritorno carico di significato
Dopo oltre due decenni, Pazienza ritrova Foggia da allenatore: “Negli ultimi giorni ho rivisto l’entusiasmo che conoscevo da bambino. La situazione è difficile, ma l’intenzione è riportare il Foggia dove merita. Ho voluto un contratto fino a giugno: mi sento responsabile e vivo questa opportunità come una sfida”.
Nessuna promessa, solo senso di appartenenza e responsabilità: “Ho paura? Sì. Ma fa parte del percorso. L’importante è mantenere alta l’attenzione”.

🚑 Indisponibili e valutazioni
Sul fronte infermeria: Buttaro sarà fuori per un paio di settimane. Liguori resta in dubbio, si farà di tutto per recuperarlo: “Le risposte sono incoraggianti, ma le valutazioni devono essere al 100%”.

👥 Leader e responsabilità
Nei primi giorni di lavoro il tecnico ha già individuato figure di riferimento nello spogliatoio: “Ho trovato una squadra non con il massimo dell’entusiasmo, ma pronta a dare una mano. Questo mi permette di lavorare su chi può trascinare gli altri”.
E aggiunge un concetto chiave: “Sono il quarto allenatore. Questo può togliere alibi. Ognuno deve dare il massimo”.

🧵 Costruire l’abito giusto
Metafora chiara quella utilizzata dal mister: “Per creare un vestito ad hoc serve tempo. Sono arrivato con un’idea, ma l’allenatore deve saper aggiustare le cose in base alle caratteristiche dei giocatori. Ho visto una squadra che a volte non si riconosce. Sono qui per mettere tutti nelle condizioni di esprimersi al meglio”.

🔄 Possibile innesto dal mercato
C’è la possibilità di tesserare uno svincolato: “Dal punto di vista regolamentare possiamo fare un solo innesto. Dobbiamo pensarci bene. Biasiol potrebbe arrivare, ma stiamo valutando”.

⚔️ L’analisi del Crotone
Pazienza conosce bene l’ambiente calabrese e l’allenatore avversario: “È una squadra che crea pericoli soprattutto in ripartenza. L’allenatore ha cambiato modo di preparare le partite, è più attento alle caratteristiche degli avversari”.
Servirà dunque attenzione massima, soprattutto nelle transizioni.

❤️ L’appello ai tifosi
Chiusura dedicata al popolo rossonero: “Mi aspetto che i tifosi ci diano una mano. So che sono stanchi dei proclami. Parlare di promesse ora è inutile. Dobbiamo rimboccarci le maniche e restare uniti”.
Niente slogan, niente illusioni. Solo lavoro, responsabilità e coraggio.

Domenica allo “Scida” inizia una nuova fase. Non sarà una partita come le altre: per classifica, per orgoglio, per identità. Il Foggia prova a ripartire dal suo passato per riscrivere il presente.