Esonerato Barilari: il Foggia volta pagina, Cangelosi nuovo allenatore

Esonerato Barilari: il Foggia volta pagina, Cangelosi nuovo allenatore

È arrivata la decisione tanto attesa quanto drastica: Enrico Barilari è stato esonerato. La sconfitta di Caserta ha rappresentato il punto di non ritorno per la società rossonera, che ha scelto di intervenire con un ribaltone tecnico nel momento più delicato della stagione.

Il Calcio Foggia 1920 ha deciso di affidare la panchina a Vincenzo Cangelosi, tecnico di esperienza e uomo legato alla scuola di Zdeněk Zeman. Al suo fianco ci sarà Giovanni Bucaro, nominato vice allenatore, mentre l’area sportiva sarà completamente ridisegnata con l’ingresso di Peppino Pavone nel ruolo di direttore sportivo.

La scelta è maturata nella serata di ieri, al termine di un lungo confronto tra il presidente Gennaro Casillo e Giuseppe De Vitto, durante il quale è stata definita una nuova linea tecnica e gestionale, con l’obiettivo dichiarato di dare una scossa immediata all’ambiente.

Già oggi il primo allenamento sotto la guida del nuovo staff, chiamato a un compito difficile ma chiaro: salvare il Foggia e restituire identità e convinzione a una squadra in evidente difficoltà.

Una scelta dura ma inevitabile
L’esonero di Enrico Barilari non è una sorpresa, ma resta comunque una ferita. Perché dietro ogni cambio in panchina c’è sempre un fallimento collettivo, mai solo il nome di un allenatore. E a Caserta, più che una sconfitta, si è consumata la rottura definitiva tra il Foggia e la sua guida tecnica.
Barilari paga i risultati, certo. Ma soprattutto paga l’assenza di segnali. Nelle ultime settimane la squadra non ha mostrato crescita, identità, reazione. Nemmeno nei momenti di difficoltà, nemmeno quando serviva compattezza e carattere. Il campo ha restituito l’immagine di un gruppo fragile, spesso disordinato, incapace di cambiare inerzia durante le partite. In Serie C, questo equivale a condannarsi.
La società ha scelto di intervenire ora, assumendosi un rischio enorme. Perché cambiare allenatore a questo punto della stagione significa giocarsi tutto in poche settimane, senza alibi. Ma non farlo avrebbe significato accettare una lenta agonia sportiva, lasciando scorrere il tempo senza provare a invertire la rotta.
Non è un processo a Barilari. È la constatazione che il suo ciclo si era esaurito. Le idee non arrivavano più alla squadra, il messaggio non passava, la fiducia sembrava smarrita. Quando accade questo, la panchina diventa inevitabilmente il primo punto di rottura, giusto o sbagliato che sia.
E come se non bastasse, piove sul bagnato. Dal fronte infermeria arrivano notizie che aggravano ulteriormente il quadro: per Liguori la stagione potrebbe essere già finita. L’attaccante ha riportato una lussazione alla spalla, un infortunio serio che rischia di privare il Foggia di una pedina offensiva importante nel momento in cui ogni scelta, ogni uomo, può fare la differenza.
Ora il Foggia guarda avanti, richiamando volti ed esperienze legate a una precisa identità calcistica. Non è nostalgia, ma un tentativo di recuperare principi, ordine mentale e coraggio. Perché la salvezza, prima ancora che tattica, è una questione di testa.
Il tempo delle analisi, però, è già finito. Il nuovo corso avrà poco spazio per incidere e zero margine d’errore. Ma una cosa è certa: il Foggia ha scelto di non restare fermo. E in questo momento, forse, era l’unica scelta possibile.