Chionna: “Foggia, un modello virtuoso nel rispetto del territorio e della legalità”
Un intervento lucido, misurato ma carico di significato, quello del prof. avv. Vincenzo Vito Chionna, amministratore giudiziario della Calcio Foggia 1920 s.r.l., nel corso della conferenza stampa ufficiale di inizio ritiro presso il Campo Sportivo Comunale di Trinitapoli.
Un discorso che ha tracciato il solco di un lavoro iniziato con rigore e trasparenza lo scorso 19 maggio, quando — in un momento delicatissimo per il club — tutte le componenti coinvolte hanno saputo fare squadra per ripartire nel segno della responsabilità.
“Avevo già sottolineato a Bari l’importanza del lavoro condiviso. Da allora, il percorso è stato virtuoso sotto ogni aspetto: gestionale, tecnico e istituzionale. L’esperienza che stiamo vivendo è fondata sul rispetto profondo per il territorio e le sue esigenze”.
Chionna ha poi spiegato il motivo della scelta di Trinitapoli come sede del ritiro e degli allenamenti settimanali: “Siamo qui perché questa struttura è perfettamente adeguata alle necessità della squadra. Abbiamo anche a cuore la tutela del manto erboso dello Zaccheria, e la decisione è stata presa di concerto con la direzione tecnica. Inoltre, con grande cordialità, l’Amministrazione Comunale non ha potuto metterci a disposizione il campo di Croci Nord, quindi abbiamo dovuto virare su un’altra soluzione. È stata una scelta necessaria, ma condivisa”.
Non manca un pensiero alla logistica della comunicazione con la piazza foggiana: “Ci sarebbe piaciuto tenere la conferenza stampa nella sala dello Zaccheria, ma l’organizzazione del ritiro ha reso difficile conciliare i tempi. Ringraziamo l’Heraclea per la disponibilità e siamo lieti che il Comune abbia comunque consentito l’utilizzo dello stadio per le partite ufficiali”.
Uno dei temi più caldi toccati da Chionna riguarda la possibile penalizzazione per il club, a causa di inadempienze economiche collegate a eventi esterni: “In queste ore ho depositato una relazione al Tribunale, dopo il rinvio al 31 luglio, per spiegare che l’impossibilità di adempiere ai pagamenti in quei quattro mesi è stata direttamente connessa all’intimidazione subita. Il documento rafforza il nesso di causalità e la sussistenza della forza maggiore. Non abbiamo certezze sull’esito, ma posso garantire che è stato fatto il massimo per tutelare il club”.
In chiusura, un’affermazione potente, che dà la misura dell’impegno assunto: “Continuerò a seguire da vicino il lavoro con serietà e presenza. Mi auguro che questo percorso possa rappresentare una scuola per la Giurisprudenza sportiva, un esempio di come si possano affrontare situazioni complesse nel rispetto della legalità e del territorio”.