Il Foggia tra sfide e prospettive

Il Foggia tra sfide e prospettive

Nelle prossime quattro giornate si potrà valutare se il Foggia sarà stato in grado di invertire il trend negativo, tornando a fare punti per concludere il girone di andata del campionato nel migliore dei modi. In un calendario di dicembre ricco di impegni, di cui due in trasferta e due in casa, l’obiettivo minimo sarà conquistare allo Zaccheria i sei punti disponibili contro Potenza e Monterosi, mentre nelle partite da giocare fuori casa a Caserta e Cerignola si prospettano sfide abbastanza impegnative dove anche pareggiare sarebbe oro colato. Poi toccherà alla società rinforzare l’attuale rosa con almeno tre calciatori di rilievo, per colmare le lacune evidenziate in alcuni ruoli. In particolare appare impellente la necessità di ingaggiare una mezzala d’inserimento, un esterno sinistro di centrocampo e soprattutto un centravanti.
Si è notato ampiamente che il Foggia attuale non può fare a meno di alcuni giocatori essenziali per l’economia del gioco e dei risultati. Facile individuare in Schenetti, Peralta, Tonin, Di Noia, Rizzo, Garattoni, Salines, Carillo e Riccardi i calciatori che dovrebbero giocare sempre dal primo minuto. Quando qualcuno di questi giocatori è costretto a non giocare, sia per problemi fisici che per squalifiche o scelte tecniche, il Foggia diventa una squadra molto mediocre.
Il tecnico dei rossoneri, Mirko Cudini,  è sembrato ancora alla ricerca del modulo giusto da schierare in campo e ultimamente è sembrato anche in confusione, complici anche le assenze che l’hanno costretto a sperimentare soluzioni alternative. Di certo alcune scelte, come lasciare in panchina giocatori di maggiore affidamento e alcune sostituzioni effettuate nel corso delle gare, non hanno convinto appieno, ma anche il basarsi su quale formazione sia da mandare in campo in base agli avversari non sembra una scelta che andrebbe fatta da una squadra che vuole imporre il proprio gioco.
C’è anche un problema portieri, considerando che Nobile per quanto sia abile tra i pali ha evidenziato notevoli lacune nelle uscite e nei rinvii con i piedi. Anche Dalmasso non ha convinto quando è stato utilizzato e Cucchietti è rimasto quasi sempre ai margini del progetto tecnico. Poi c’è anche il dubbio sulla permanenza di Frigerio al Foggia se resterà fino alla fine della stagione o se andrà via nel mercato di gennaio. In caso in cui lasciasse il Foggia a gennaio, la squadra si troverebbe nella necessità di ingaggiare almeno due mezzali per garantire un centrocampo competitivo, considerato che Di Noia è l’unico giocatore che offre ampie garanzie in questa zona del campo.
I giovani attualmente in rosa, infatti, sebbene promettenti, ci sembra che abbiano bisogno di ulteriore tempo per crescere e maturare, lusso che attualmente il Foggia non può permettersi di farli giocare da titolari a discapito dello schierare la migliore formazione.
Nel frattempo, la società mantiene un riserbo assoluto sulla situazione critica della squadra, con la speranza che stia lavorando dietro le quinte per rinforzare la squadra nel prossimo mercato di gennaio. Vorrei ricordare ai vertici della società che il Foggia, per i tifosi rossoneri, ha il dovere di lottare almeno per un ottimo piazzamento nei playoff, non ci si può accontentare di una stagione dignitosa, che vuol dire una tranquilla salvezza o uno striminzito piazzamento nella griglia dei playoff.
A fronte di questo periodo difficile, è opportuno, a mio modesto avviso, riconoscere e elogiare il lavoro eccellente svolto da Alessio Grieco e Valerio Palmieri nell’area comunicazione del club, dimostrando professionalità e dedizione nel gestire la comunicazione in un momento così delicato. La loro competenza e impegno meritano senza dubbio plausi e riconoscimenti.