Dal Fato alla nemesi… un playoff che è già epica!
Sembra un racconto mitologico greco. L’eterna lotta con il destino. C’è l’Oriente del “karma”. Non vuoi forzare il recupero di un giocatore per conservarlo per le semifinali. Che invece vedrai solo in TV e che peraltro quel giocatore non avrebbe comunque giocato perché ha avuto la “bontà” di farsi espellere dalla panchina e rimediare 4 turni di squalifica. C’è la logica del detective. Un indizio è un indizio, due indizi sono due indizi… tre indizi fanno una prova. Potenza, Cerignola e Crotone! Pure Sherlock Holmes si sarebbe arreso di fronte a “cotanta evidenza” investigativa! Ci sono i versi di Pasquale Oda, “accesi” sull’arco di Via Arpi: “Temo che t’amo io solo… che resto per quel che ancora non accade”. Perché quel che “ancora non accade” è oscuro ma terribilmente eccitante.
Noi ci stiamo prendendo gusto a “decodificare” l’ozio o i vizi degli dei del calcio. Quelli che indirizzano gli episodi attraverso l’opulenza del fato. Il Cosenza è rimasto in B grazie a un gol segnato al 95° dopo che qualche minuto prima il Brescia (in vantaggio 1-0) avrebbe potuto – su azione da calcio d’angolo – sacramentare la sua permanenza in cadetteria. Lo Sheffield Wednesday, compagno dei satanelli nelle rimonte impossibili (ricordate il 5-1 al Peterborough dopo lo 0-4 dell’andata?), alla fine è tornato in Championship vincendo la finale playoff di League One inglese contro il Barnsley. Con una rete al 123°! Tanto per testare ulteriormente la resistenza cardiaca dei propri supporters!
Il playoff del Foggia è stato sinora quasi catartico perché scandito dai nomi della “nemesi”. Giovanni (come Stroppa!) Di Noia con il Potenza. Lui ha una balistica efficace. Però l’ha risolta con un mancino felpato, non proprio nelle sue corde. E poi Ivan (il nome dello Zar che riunificò tutte le Russie) Kontek con l’Audace. Un solo centro in tre stagioni italiane. Sino a quell’attimo che può cambiare la storia rossonera! Infine Giacomo (come Leopardi, il cantore di un pessimismo cosmico che pervade da sempre i cieli di Capitanata!) Beretta con il Crotone. Non aveva minuti nelle gambe. È entrato, ha segnato e si è fermato di nuovo. Lode al tuo coraggio Jack. Eroi silenziosi, come Giuseppe Nicolao nella notte di Avellino!
Ma il Foggia della post season ha anche il volto rioplatense del “Diez” Peralta. Lo abbiamo aspettato mentre si godeva la tranquillità marinara di Manfredonia. Ed è sbocciato. Sul più bello. Con carisma tecnico (più che caratteriale). La “Brujita” Verón, uno dei migliori centrocampisti mondiali a cavallo del nuovo millennio, disse di sé: “Io lo so dal primo tocco se quel giorno il pallone in campo è amico mio. Se lo è, posso fare qualsiasi cosa; ma se è nemico, posso anche alzare la mano e chiedere il cambio dopo 10 minuti”. Dieguito, senza improvvisare insolenti paragoni, è un po’ così. Con il Crotone, allo Zaccheria, gli dei di cui sopra erano con lui. E quella magia ha strappato le viscere a un pari che, forse, avrebbe governato in “malo modo” il match dello Scida. Ma il capitolo più banalmente intrigante l’ha scritto un “combattente” dalla faccia pulita. Umile, educato, rispettoso della sintassi italiana, allevato al culto di Ringhio e Ambro, svezzato nel “professionalissimo” mondo Milan: Marco (come Van Basten, il cigno di Utrecht) Frigerio. È entrato in punta di piedi. Oggi è un’istituzione per dinamismo e capacità di sottomettere il Destino! Che abbia pennellato un destro all’incrocio o “intruppato” casualmente la corsa di un innocuo pallone, il 21enne di Carate Brianza è l’anima pudica e orgogliosa di questo Foggia che continua a sognare.
La sfrontatezza del calendario porta ora in dote il Pescara. Sarà Zeman vs Rossi. A proposito: del mister non ci siamo dimenticati. Il coro a lui dedicato dalla squadra a Crotone è lo specchio di una presenza autorevole e non autoritaria. Il tecnico merita però un articolo a parte. Dopo. A bocce ferme. Intanto sfiderà il Maestro che sornione si aspetta “pietre” da chi lo ha tanto amato. È cominciata la battaglia comunicativa. Quella in campo ci sarà domenica sera e sarà tutta da vivere. In partenza era una “mission impossible”… ma si dice che giorni fa nella notte, nei pressi della Stazione, sia stato avvistato Tom Cruise. Notizia comunque tutta da verificare!
Intanto l’amico Pasquale è pronto a salire di nuovo le scale della Nord. Chissà, magari, per un qualche astruso motivo comincia a crederci veramente pure lui!