Serve un’assunzione di responsabilità. Da parte di tutti!

Serve un’assunzione di responsabilità. Da parte di tutti!

Il turbinio di un “tranquillo pomeriggio di paura”. Il Monterisi come teatro di una “rappresentazione” dai contorni quasi surreali. Avvisaglie (quelle con il Monopoli!) non colte, la storia che soccombe al ragionamento eccessivamente didattico. L’equilibrio che rincorre sé stesso come in una folle corsa tra le via di Manhattan. In 90’ sono sembrate sgretolarsi le certezze di mesi di duro lavoro psicologico e tecnico. È tornata la fragilità perduta, quel senso angosciante d’improvvisazione e timidezza che aveva attanagliato la truppa rossonera all’alba della stagione. Sul banco degli imputati è salito inevitabilmente Mario Somma. Al quale – comunque – si deve rispetto. All’uomo (soprattutto) oltre che al professionista. C’è stata, invece, un’esondazione virulenta di frasi sull’allenatore del Foggia, tracimate dallo “scolatoio” senza argini dei «social». Lo diciamo con fermezza. La critica è legittima, l’offesa gratuita meno.

Premesso ciò, però, è ovvio che un’analisi compiuta non può prescindere dalla memoria. Che ci porta a ricordare un’affermazione che il mister pontino fece in conferenza stampa poco dopo il suo insediamento quando sottolineò che la cosa più importante da preservare era proprio l’equilibrio. Purtroppo non è stato fatto. Il banco è saltato, la “slot machine” ha ingoiato come monetine le sicurezze acquisite e ha restituito solo dubbi. Le contingenze, sotto forma d’infortuni e squalifiche, non hanno aiutato (sì perché un elemento come Schenetti – ad esempio – ha una capacità interpretativa più versatile rispetto a quella di Iacoponi o Peralta). Ma l’idea di compostezza tattica e atletica è svanita. Il senso di blocco monolitico è evaporato al cospetto di un Cerignola davvero… Audace e fantasioso nella sua proposta offensiva. C’è da rimboccarsi le maniche. Tutti. Il «faccia a faccia» tra società, staff e squadra dei giorni scorsi è stato importante, ma si rivelerà inutile come parole urlate al vento se ognuno non si assumerà le proprie responsabilità.

È l’ora di scoprire le carte. Somma è lì sulla graticola. Lui lo sa e resta al gioco, con la consapevolezza – figlia di un’onesta autocritica – che del domani non “v’è certezza!”. Attenzione però a delegittimare il tecnico (la cui esagerata spontaneità dialettica è già di suo un’arma a doppio taglio!) di fronte ad ambiente e soprattutto squadra. Sarebbe un autogol incredibile. Ci sono cinque partite prima dei playoff, a cominciare dall’abbordabile Monterosi. Cinque scontri per costruirsi il destino. Per scrivere una pagina di rinascita del Foggia, alla quale – comunque – devono mettere la firma in calce soprattutto i giocatori. Il presidente Canonico aveva detto che il merito della risalita in classifica era stato il loro più che di Gallo. Ecco, è arrivato il momento di dimostrarlo! Di Somma torneremo a dibattere, ma per entrare nell’autostrada del riscatto si deve passare per il casello del “carattere”. E quello – certamente – non dipende da moduli o allenamenti!