Ragionamenti in ordine sparso tirando qualche… Somma!
Il giudice è sempre il campo. Questo è lapalissiano. E il terreno verde ha detto che Mario Somma ha ottenuto una media di 2.25 punti a partita in quattro incontri. Un bottino eccellente se si considerano le congiunture negative di un gruppo disorientato e incerottato e i limiti di un mercato “pensato” in ottica playoff. L’esperienza del tecnico di Latina è stata sinora positiva. È innegabile. Spunti di riflessione però ce ne sono. E arrivano così… in ordine sparso. Si continua (e questa è una costante sin dall’epoca Gallo) a gigioneggiare un po’ nei primi tempi. È vero che con il Monopoli, in un contesto d’incontro dai contenuti qualitativi modesti ma dallo spirito di sacrificio enorme, il Foggia è andato all’intervallo già in vantaggio, ma la prima frazione è stata davvero povera. Solo l’inappropriata lettura biancoverde di diverse ripartenze, l’imperizia nell’ultimo passaggio e alcuni interventi da prestigiatore dello scippo di Alberto Rizzo (a proposito, il ragazzo è stato gratificato con l’allungamento del contratto sino a giugno 2024) hanno limitato i danni. La ripresa, pur di sofferenza (soprattutto nel finale), ha visto un maggiore equilibrio. Ma al di là del match con il Gabbiano, qualcosa scatta sempre alla pausa. Era già accaduto nella precedente gestione, poi con l’Andria e soprattutto con l’Avellino.
Le vicende che circondano quei 15 minuti nello spogliatoio sono uno dei segreti più intimi del football. Le strade che i tecnici percorrono per cambiare la rotta di una gara sono diverse. Ruud Gullit ha raccontato che, quando allenava il Chelsea, i suoi andarono al riposo sotto di due reti con il Liverpool in un match di 4° turno di FA Cup. “Avevamo giocato da dilettanti”, la sua analisi impietosa. I calciatori erano tutti a testa bassa in attesa della sfuriata del manager. Il quale, invece, prese un giornale e si mise a leggere in silenzio. Quando suonò la campanella che annunciava il rientro in campo, fece appena un paio di aggiustamenti. I Blues segnarono 4 gol (con doppietta di Vialli e rete di Zola), eliminarono i Reds e poi vinsero quell’edizione (‘96/97) di Coppa d’Inghilterra. “I giocatori li devi sorprendere”, spiegò in seguito l’ex «10» del Milan.
I numeri dicono che il Foggia è 9° in classifica al 45’, è invece 3° al 90’ con 11 punti di differenza (41 contro 52). Una nota caratteriale di merito. Ma regalare un tempo agli avversari è abitudine da perdere. E pure in fretta… Altra questione, più tattica e tutta “sommiana”, è quella dell’inserimento di un doppio trequartista. Idea suggestiva che al Partenio ha pagato (forse per inerzia “da recupero del risultato”) ma che con il Monopoli è costata – a nostro avviso – il predominio assoluto degli ospiti in mediana (Frigerio e Petermann venivano spesso tagliati fuori dai movimenti del Monopoli), almeno sino all’entrata in campo di Vacca e al ripristino del più consolidato 3-5-2. Antonio è stata la nota più lieta nella gelida (o quasi!) notte dello Zaccheria. Nulla di clamoroso, sia chiaro. Ma quel sombrero appena accennato in mezzo al campo ha rappresentato la luce nell’oscurità tecnica di un confronto anonimo e noioso (eppure si affrontavano due compagini da playoff!). La sfera controllata con l’eleganza di un finisseur, la calma olimpica nella gestione della pressione: schizzi di classe consegnati a una storia che ricomincia. Il tempio ha ritrovato la sua Vestale. Il dubbio strutturale però resta: questa squadra può sopportare un centrocampo a due? Ai posteri l’ardua sentenza! All’orizzonte intanto c’è l’Audace Cerignola, un derby “cartolina” per la provincia. Sarà la 5ª di Somma. Il giudizio su di lui è necessariamente sospeso e il suo destino si definirà comunque a fine torneo. L’allenatore pontino ha dimostrato sinora educazione, un forbito eloquio, una conoscenza didascalica dei giocatori e… un pizzico di buona sorte, quella che “schifano” (per usare un’espressione cara agli scugnizzi del film “Io speriamo che me la cavo”) solo gli arroganti! Il resto lo hanno scritto i tabellini. Media punti: 2,25 a partita. E la matematica non è un’opinione. Almeno su questo siamo tutti d’accordo…