Il sogno rossonero si infrange ai rigori

Il sogno rossonero si infrange ai rigori

È difficile chiedere alla penna del cuore, che solitamente mi suggerisce le giuste parole, di raccontare quello che è il mio stato d’animo attuale, che immagino comune a molti di voi.
Tutti, grandi e piccoli, ci abbiamo creduto, abbiamo creduto che il sogno della Coppa Italia continuasse, abbiamo sperato di trionfare e di staccare il biglietto per quella finale tanto desiderata.
Ma, purtroppo, così non è andata…
È la Juventus Next Gen a strappare il pass: il nostro Foggia è battuto al termine della lotteria dei calci di rigore: decisivo l’errore dal dischetto di Di Noia.
C’è tanto rammarico, che cresce spietato al solo pensiero che eravamo riusciti anche a passare in vantaggio, ma, per ironia della sorte, questa cosa ci ha penalizzati perché, dopo il vantaggio, non abbiamo macinato più gioco e abbiamo concesso troppo, troppi metri, troppo campo.
La spiegazione è tutta qui: la gara è stata persa non ai rigori (che restano un terno al lotto) bensì in quei minuti in cui abbiamo rinunciato a giocare.
Ma non vorrei perdermi in analisi macchinose e inopportune sulla gara.
Né serve puntare il dito su questo o quel ragazzo, questo o quel presunto errore.
Il problema è uno: purtroppo paghiamo dazio per il fatto di avere una rosa striminzita, con pochi ricambi, per poter far rifiatare Costa, Garatttoni, Ognunseye, visibilmente affaticati.
I ragazzi erano spremuti, qualcuno stanco, al cospetto di una squadra tecnicamente superiore (e lo si è visto nella precisione nel tirare i rigori), oltre che completa.
Con rammarico accetto il verdetto sul campo.
Ha vinto la Juve, è vero.
Ma sugli spalti non c’ è stata gara, né rivale che tenga.
Sugli spalti abbiamo vinto noi.
Come sempre accade.
Meravigliosa ed emozionante l’onda festante, colorata, pacifica, che ha invaso Alessandria. I residenti al nord che mai hanno tagliato il cordone ombelicale con la Madre Patria in Puglia non si sono fatti pregare, così come i numerosi foggiani che hanno potuto vivere questa esperienza raggiungendo il Piemonte con ogni mezzo e con i consueti sacrifici di ogni tipo.
Perchè il Foggia è un amore troppo grande per arrendersi davanti a dei kilometri.
Dopo le prime battute di questo campionato che porta con sé tutte le possibili cicatrici sportive, nessuno avrebbe potuto ipotizzare di poter vivere comunque questa avventura.
L’onda colorata, festante corretta, ha invaso Alessandria e lo ha fatto come lo fa sempre ovunque e lo avrebbe fatto a prescindere dall’appello di mister Gallo.
Ma è stato bello e significativo che lui abbia chiamato a raccolta i tifosi, segno di una appartenenza che si cementa sempre più.
Fallo ancora mister, “convocaci” anche se sai che ci siamo lo stesso.
Non ci offendiamo, tutt’altro, apprezziamo ancora di più le tue qualità tecniche ed umane, di condottiero di una squadra, di una città, di un territorio.
Nonostante ci sia rammarico, ora dobbiamo girare pagina: il campionato ci vede in corsa per un buon piazzamento.
Con la speranza di raggiungere altri e alti palcoscenici che tutti ci meriteremmo per quanto amore c’è verso questi colori.

❤️🖤