Foggia promosso a pieni voti

Foggia promosso a pieni voti

“Mo ce ripigliamm’ tutt’ chell che è ‘ o nuost” (Ora ci riprendiamo tutto quello che è nostro) – diceva Pietro Savastano all’inizio della seconda stagione di Gomorra quando annunciò ai suoi fedelissimi la riconquista di Napoli.
Ecco: credo che questa frase ben si addica alla roboante vittoria di oggi in terra abruzzese.
Quanti di noi, oggi, desideravano una vittoria che cancellasse, con un colpo di spugna, l’onta subìta solo 3 mesi fa?
Eh già… perché in tanti, credo, non avevamo dimenticato la pesante sconfitta dell’andata, che poi portò all’esonero (Dio ti ringrazio!) dell’ex tecnico Boscaglia.
(Come si dice, non tutti i mali vengono per nuocere…).
Oggi era d’obbligo riscattare proprio quella sonora sconfitta che ancora bruciava come fuoco vivo: e il nostro Foggia ci è riuscito alla grande, restituendo pan per focaccia alla squadra allenata da Colombo.
I Satanelli scendono in campo decisi a far bene. E dopo i primi 5 minuti di assestamento, gli uomini di Gallo si trasformano in una portentosa macchina da guerra, sfoderando grinta, tenacia, tecnica e fisicità.
Prestazione praticamente impeccabile, sontuosa e imponente, dove nulla si è concesso all’avversario, neanche mezza occasione da gol.
Ed ecco restituite le 4 sberle dell’andata. Il karma esiste…
E per chi sa attendere, la vendetta è un piatto che si serve freddo.
Partita da annoverare tra quelle “perfette” anche considerando le situazioni complessive. Concentrati, tonici nella tenuta atletica (plauso al preparatore), schemi applicati con una facilità condita anche dall’inventiva. Dove eventualmente manca il talento è subentrato il cuore.
Partita storica, tra l’altro, dato che, esattamente dopo 30 anni, si torna a vincere in quel di Pescara: una partita da far vedere didatticamente per insegnare, a chiunque indossi la Maglia della propria squadra, come si fa.
Certo… perché chi manda avanti il cuore, alla fine vince sempre!
Oggi tutti monumentali, nessuno escluso: Di Pasquale insostituibile, Ogunseye sempre più bravo a far salire la squadra e puntare l’ area, Petermann stellare, il solito Frigerio, tutto cuore e corsa, uno Schenetti ritrovato e decisivo.
Ma il più grosso inchino va al timoniere di questa squadra, a colui che ha saputo trasmettere a questi ragazzi la giusta tenacia e determinazione, gratificandoli quando è stato necessario.
E la gratificazione,si sa, è un elemento essenziale per gli uomini. Io, nel mio lavoro, la uso dove è necessaria, per far rafforzare quell’elemento indispensabile che è l’autostima. Nel mondo del calcio non cambia questo: e sono certa che Gallo abbia saputo caricare i ragazzi col giusto appiglio, ricordando loro quanto sia importante essere qui, in questo ambiente così passionale che vive il calcio a 360 gradi.
La vittoria di oggi è merito dei ragazzi e del Mister insieme
Amici rossoneri, abbiamo un trainer che è all’altezza di quelli del passato che da Foggia, “Università del calcio”, così definita da Sacchi, poi hanno spiccato il volo.
Io vorrei che la fortuna di questo attuale allenatore, fortuna che coinciderebbe con la nostra, cominci da qui, da noi passionali e innamorati e che se possibile, duri tanto.
Chi può fare qualcosa, la faccia.
Perché Foggia sa amare chi lo merita.
E poi non lo dimentica mai più.
Date uomini giusti a questo Uomo e vi solleverà dalla C.