Da Pescara a Pescara, il mondo alla rovescia…

Da Pescara a Pescara, il mondo alla rovescia…

La notte dell’incubo. Della contestazione. E ancora di più della rassegnazione! Da Pescara a Pescara. Da casello a casello… Quella sera, era il 24 settembre, si celebrò il macabro rituale dell’umiliazione sportiva. Era il tramonto di un progetto importante solo in potenza. L’apogeo di un approccio probabilmente superficiale a una realtà che fa cultura dell’inimitabile. Per allenare il Foggia, va capita Foggia. Che destina amore e fibrillazioni anche a un’inutile amichevole di luglio. Boscaglia si è mantenuto “apolide”. Senza cittadinanza emotiva. Non ha forgiato il gruppo e in campo si è distinto per errori grossolani e scelte dettate dall’ansia. O almeno questo è parso a chi – come noi – è stato chiamato a giudicarle… Un tecnico che a Foggia semplicemente ha fallito.

Da Pescara a Pescara. Il mondo è cambiato. Con fatica, sofferenza. Con alti e bassi. Con schizofrenici picchi e crolli d’ambizione. Ma tant’è… a noi in fondo Foggia piace così! Gallo è arrivato. Come un generale romano. Ha imposto le sue regole assorbendo però la cultura della città. Ha condiviso con la sua tifoseria le frustrazioni di una sconfitta e le gioie di una vittoria. È stato pragmatico quando la tormenta investiva ancora il suo albero senza radici; si è rivelato ortodosso nella ricerca di una complicata rinascita; ha vestito i panni del “capitano coraggioso” quando ha strambato in maniera decisa conducendo in mare aperto la sua barca finalmente veleggiante.

Da Pescara a Pescara. Un gruppo alla deriva che ha ritrovato orgoglio. Poi equilibrio e vigore. Infine ambizione. Mica poco ripensando a quella triste serata d’inizio autunno quando Lescano e soci passeggiarono sui resti di un vessillo stracciato… “L’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare”, si diceva prendendo in prestito una memorabile battuta di Gino Bartali. E invece si è dimostrato che c’era molto di buono, che i presunti “fantasmi” non deambulavano più, che – pur concepita ideologicamente per un altro football – questa squadra poteva sviluppare il suo talento. Un processo di ricondizionamento mentale che ha investito l’intera rosa, frenata in alcuni elementi dalla paura di essere protagonisti. L’ultimo caso è stato quello di Iacoponi: una lunga fase di assordante silenzio, qualche sgassata impertinente, nulla di più. Ora lo scatto decisivo e la promozione a titolare. La griffe del “ragazzino” sul 3-0 al Potenza. Per inciso, la miglior prestazione stagionale del Foggia! Anche superiore – per continuità d’espressione – a quelle con Crotone e Catanzaro (al netto di una cifra qualitativa evidentemente differente).

Da Pescara a Pescara. Si sono alternati tre direttori sportivi diversi: da Belviso a Lauriola per finire a Sapio. Eccoci dunque al mercato. C’è chi se n’è andato e chi è arrivato. Una formazione in pieno “restyling”. Per i bilanci finali, occorre aspettare. Un saluto particolare – però – vogliamo farlo. A Giuseppe Nicolao, l’eroe di Avellino. Le strade si sono separate, ma resta il rispetto per un professionista serio che la gente di Capitanata ha imparato ad apprezzare per la sua umiltà e dedizione!