Chapeau, Foggia!
Mentre la neve ha decorato la parte alta di questo territorio variegato, narrato con termini lusinghieri da genti di ogni dove e ogni cultura, pur martoriato da mille e mille problemi ma che non cambieremmo con niente altro, oggi sul prato del Tempio è andata in scena Foggia-Potenza.
Se mi fosse chiesto di usare degli aggettivi per descrivere i nostri beniamini di oggi non avrei difficoltà a rispondere così:”Sontuosi, sicuri e caparbi”.
L’esplosione di adrenalina dopo la vittoria prestigiosa di mercoledì scorso, nella semifinale di Coppa Italia, ha dato la giusta carica agli uomini di Gallo che, facendo leva su quell’indispensabile anticorpo che è la propria autostima, si rende protagonista di una prestazione eccelsa, tra le più belle finora viste, se non la più bella.
Ognuno ha dato il suo prezioso contributo, ma tra tutti mi sento di applaudire ancora una volta il Lukaku rossonero, alias Robertone Ogunseye, anche oggi generoso ed efficace, e il solito Frigerio, che non si smentisce mai per spirito di sacrificio e impegno.
E poi, carissimi, vogliamo fare un inchino al giovane Iacoponi?
Ma quanto è bravo questo ragazzo?
Che grinta! E che caparbietà!
Chi mi conosce sa che ho sempre avuto fiducia in questa squadra, nel Mister, che ha saputo ridare la giusta identità ad un gruppo di giovani atleti, riponendo fiducia nelle loro capacità.
Oggi non era facile: il Potenza è una squadra ben ordinata e compatta, che però oggi ha dovuto deporre le armi al cospetto di un Foggia deciso a fare bene.
Fascino e mistero: credo si possa descrivere così oggi il Foggia di Gallo: fascino per il suo essere ordinato, preciso, coinciso ed efficace quanto basta per risultare vincente, con merito – aggiungo io.
Mistero, perché quasi fatico a pensare che sia la stessa squadra che è inciampata contro Picerno e Francavilla, con delle prestazioni decisamente incolore.
Una evidente supremazia territoriale permette ai nostri Satanelli di trionfare con un rotondo tre a zero, che poteva pure essere un quattro, se non ci fosse stato un duro palo a dir di no allo sfortunato Beretta.
Questa Vittoria è figlia di una qualità che si chiama RESILIENZA: …proprio quando la vita sembra rovesciare la barca, alcuni affogano, altri lottano strenuamente per risalirvi sopra e senza perdere mai la speranza continuano a lottare contro le avversità.
Devo essere sincera: oggi ero un po’ preoccupata per questa gara: non perché non avessi fiducia nei miei beniamini… quella non manca mai.
Più che altro ero perplessa, dopo le ultime parole in conferenza del Mister, che ho visto un po’ preoccupato sulle ultime news di un calciomercato che, io come lui, vorrei finisse già domani.
Per carità, chiarisco subito che è lungi da me discutere l’arrivo di un grande giocatore come Antonio jr Vacca, anzi, già il nome ed il pensiero che possa di nuovo calcare i campi con la nostra Maglia, mi entusiasma. Si discute sulla sua attuale condizione atletica ma per tale giocatore io sarei disposta ad attendere. Quello che mi lascia perplessa è il vocìo sul via vai di questo o quel calciatore, su contenti e scontenti, e similari. Mi chiedo se gli arrivi e le partenze siano concordati con Mister Gallo la cui dialettica e franchezza entusiasma al pari dei suo sapere calcistico e su come sta gestendo questa situazione da romanzo kafkiano.
“La titolarità non la garantisco a nessuno, neanche a me”, così ribadisce lui, con onestà disarmante e professionalità sovrabbondante. Non parole mielose e false.
Bravo, Mister, continua imperterrito nell’efficace lavoro che stai svolgendo.
Guidaci fin dove il tuo cuore può, Mister: te lo chiedo io, te lo chiede un popolo che ha capito cosa puoi dare e stai dando ad una città ed un territorio che crede in te.❤️🖤