Foggia, è tempo di correre ai ripari
Gennaio è un mese particolare per il calcio. Le temperature, generalmente, sono basse, si rientra dalle vacanze Natalizie, si vanno a riscontrare gli effetti della preparazione estiva ( se fatta con sapienza), ci si rimette in circolo. Soprattutto è particolare perché è il mese del mercato cosiddetto di “riparazione” atteso con impazienza.
E qui le varie società, ben strutturate appunto, vanno ad inserire eventuali tasselli per garantire il prosieguo secondo gli obiettivi possibili. Naturalmente, eufemismo, per noi questi parametri sembrano essere stravolti: dalle varie interviste il nostro Mister è sembrato essere piuttosto preoccupato da questo perché teme che possano partire tasselli importanti di un puzzle che faticosamente e sapientemente ha rimesso in ordine e/o che possano addirittura esserci arrivi che in qualche modo possano modificare un assetto in parte collaudato.
Fatto questo doveroso preambolo, veniamo alla gara odierna, la prima del nuovo anno che abbiamo da poco accolto con fiducia.
Ebbene…Oggi il rientro dalla pausa natalizia non ci vede sorridenti: arriva allo Zaccheria il Picerno che – come ricorderemo – all’ andata ci rifilo’ 3 sonore sberle.
Ognuno di noi, sono certa, sperava in una prestazione eccelsa, sperava insomma che fosse fatta vendetta, che si potesse insomma rendere “pan per focaccia” alla squadra di quel Reginaldo che ci aveva puniti, insieme ad Esposito e Pitarresi, qualche mese fa.
E invece, così non è stato: per ben due volte gli avversari riagguantano il pareggio, per poi trovare addirittura il gol della vittoria: una brutta umiliazione che oggi proprio non scende giù.
Il primo sigillo del Picerno arriva per un errore in disimpegno: certamente di pregevole qualità il gol di D’ Angelo, il classico gol da copertina,certo, ma che capita uno su mille.
Il secondo gol si matura con respinta della palla non lateralmente come manuale del calcio ma fornendo assist agli avversari.
Terzo gol con una difesa messa male.
La troppa frenesia, unita alla poca lucidità, ci hanno puniti
Se non si può vincere non si deve perdere.
Oggi anche il pareggio andava bene perché tutti hanno pareggiato.
Il problema resta il medesimo: si costruisce, si crea, ma – ahimé – non si finalizza..
Il calcio prevede un gol in più dell’avversario per vincere.
L’ ho già detto e lo ripeto: a questo Foggia serve un bomber di razza, un jolly, che finalizzi e gonfi la rete, serve un portiere che dia sicurezza alla difesa e un centrocampista dai piedi buoni: ma soprattutto che siano di qualità.
Dispiace dirlo, ma con gli scatti altrui non si va da nessuna parte.
Non voglio essere polemica, non è nel mio stile però senza una seria programmazione rischiamo di brancolare nel buio.
Il problema è uno: cosa si vuol fare esattamente?
Continuare a vivacchiare o ambire a qualcosa di più eccitante?
Se mi fosse possibile chiedere, io vorrei che questo momento sia gestito esclusivamente sui dettami del tecnico e non su altri parametri e che sia per migliorare ciò che sta divenendo come non ci attendevamo e soprattutto possa essere la prima base per il prossimo anno, ovviamente con la guida di mr Gallo, per puntare a livelli che noi, noi tutti meritiamo.
Non so a chi posso rivolgermi per chiedere questo, non so se sono ascoltata.
Troppe cose non so. Ma lo chiedo.
Lo meritiamo, lo merita il mister, lo merita la Città e il territorio, lo merita la gente foggiana.
Quella gente che trova nel calcio, come per magia, il suo riscatto sociale, il suo piacevole diversivo, il suo passatempo preferito, la sua passione più vera…il suo angolo di paradiso.
Quella gente che vive di pane e pallone, che ama questi colori e questa maglia, a cui spetterebbe almeno la serie B, per storia, retaggio e blasone.