Gallo: tenacia e umiltà in un binomio perfetto

Gallo: tenacia e umiltà in un binomio perfetto

In questi giorni frenetici che anticipano il Natale, Mister Fabio Gallo ha trovato del tempo per pubblicare sul suo profilo Facebook una foto bella e significativa: il suo volto disteso, dopo una battaglia vinta, a guardare in alto i tifosi esultanti.
Il tutto condito da un cuore che è già una dichiarazione d’amore per i colori rossoneri, per quei colori che tanto amiamo, a cui tanto siamo affezionati e che tanto ci fanno vibrare il cuore.
Un messaggio visivo che non lascia dubbi: quel cuore è dedicato a Foggia e al Foggia.
Ci sarà un perché… mi chiedo curiosa…
E insieme a me, pure voi.
Forse le sue origini? Il richiamo della sua terra (a cui con orgoglio appartengono mamma e nonna) dopo tante esperienze pregevoli, che lo hanno visto correre e giocare tra i rettangoli verdi di altre squadre del nord?
O forse quell’instintivo feeling nato ancora prima di venire e consolidatosi immediatamente dopo aver toccato il calore di una gente appassionata e sempre vicina alla squadra?
Ci sarà un perché…
E non è necessario saperlo. Le cose belle si avvertono “a pelle”, e si consolidano nel tempo.
E così cresce e si amplifica il numero dei followers di questo giovane ragazzo di Bollate, nel milanese, che ci piace tanto.
Lo guardo dal mio posticino in tribuna e ogni volta apprezzo il suo farsi sentire: si sgola e smanetta per dare consigli e suggerimenti, tanto che poi a fine gara è spesso senza voce.
Che bello quando fa intendere di essere orgoglioso di allenare questa squadra, quando dice “Il MIO Foggia”.
Ci piace per il suo essere umile, ma allo stesso tempo tenace, battagliero e coriaceo.
Ci piace per il suo essere trascinatore e motivatore appassionato, capace di farsi voler bene da un gruppo che, prima del suo provvidenziale arrivo, appariva spento e appassito, come un fiore senz’acqua.
Ma lui, un po’ come un abile giardiniere, ha saputo ridare nuova linfa a questo fiore, restituendogli luminosità, profumo e i giusti colori.
Vorrei che chi di competenza aiutasse nei modi giusti questo Uomo che, venuto in silenzio, fa parlare i fatti.
E ci sarà un perché se poi tutti quelli che si immergono nel verde del Tempio “Zaccheria” e nell’affetto dei fedeli di questo Tempio poi non dimenticano.
Chi di competenza dia a questo Uomo le armi per combattere perché si può sognare.
Non è vietato.
Si può sognare.
Senza un perché. ❤️🖤