Il Foggia deve accontentarsi di un pareggio

Il Foggia deve accontentarsi di un pareggio

Nell’ ultima Domenica di Novembre, nella 15esima giornata di campionato, il Foggia è di scena allo stadio Rocchi di Viterbo, dove affronta il Monterosi Tuscia e torna a casa con uno sterile pareggio.
Un pareggio che certamente non gonfia di orgoglio il nostro petto, ma che, personalmente, accetto e porto a casa, consapevole che quando non riesci a vincere, è meglio non perdere. Specie se il problema di fondo è sempre il medesimo: manca un bomber di razza, uno che sappia gonfiare la rete e non si perda in mille rivoli come un certo Ogunseye, lento e macchinoso, a tratti pure inutile.
I suoi sbagli clamorosi sottoporta fanno pronunciare, ogni volta, irripetibili turpiloqui al popolo foggiano. A ciò si aggiungano quegli evidenti limiti tecnici, che non sono un reato ma un dato di fatto: limiti tecnici che oggi non siamo riusciti a nascondere, perché si sono visti, sempre più chiari.

Insomma… quello conquistato oggi è un punto che vale oro, se consideriamo la prestazione complessivamente scialba e insipida dei nostri beniamini.
In cuor mio, temevo tutto ciò… certo, non nego il fatto che sperassi che la mia squadra del cuore riuscisse a tenere alta la concentrazione, ma – ahimé – il caos societario ha pesato, e non poco, sul rendimento dei ragazzi.
Amici rossoneri, sono sincera: mi è difficile esprimere chiaramente il mio pensiero, pertanto proverò ad essere più eloquente tramite una personale metafora.

Una piccola barca sospesa tra un cielo in bufera e, sotto, un mare in tempesta. Questa è l’idea che mi dà oggi il mio, il nostro Foggia.

Una sfida a forze sovrumane e malvage, subdole, opportuniste e lontane dalla passione, dal cuore. Al timone un condottiero vero che in questi giorni avrà certamente provato ad isolare i suoi allievi da tutto questo, tenendoli ancorati al lavoro paziente e meticoloso di ricostruzione che oggi ha dato poco frutto, con un pareggio che tuttavia muove, sia pur di poco, una classifica che, lassù, ai piani alti, sembrerebbe già definita.

Vorrei vedere chiunque e qualsiasi squadra trovarsi in queste condizioni, sono sicura che pochi sopravviverebbero.

È un peccato vedere questa piccola barca che nulla avrebbe da invidiare a grandi navi, proprio per la qualità del timoniere e, non da ultimo, per la passione dei tifosi che ancora oggi hanno dimostrato unicità in tutto e che, incuranti dei kilometri di distanza, hanno fatto sentire il loro appoggio incondizionato.
Mi chiedo dunque: potrà mai un giorno questa nave solcare onde più serene e tranquille?
Potrà, un giorno, approdare a lidi più appaganti?
O sarà sempre costretta a subire il mare in burrasca, temporali e raffiche di vento?

Ecco… questi dubbi non fanno altro che lacerarmi l’animo.
Pertanto, mi rivolgo col pensiero a chi dovrebbe darci quelle garanzie che il nostro cuore appassionato merita, ma che, ad oggi, ci fa brancolare nel buio e nell’incertezza del futuro.

Siamo stanchi di queste nuvole nere che oscurano l’orizzonte, siamo stanchi di assistere a teatrini subdoli e ingannevoli.
Meriteremmo il sole.

Fateci navigare in acque sicure e consone a noi.
Oppure, lasciate fare ad altri.

Forza Foggia sempre ❤️🖤