Che si faccia chiarezza sul futuro del calcio a Foggia. Ma che si faccia presto…
Quando sembrava che la barca rossonera fosse sulla rotta giusta improvvisamente il calcio giocato ha nuovamente lasciato il passo alle diatribe societarie che tornano d’attualità in seno al Calcio Foggia. Una situazione stanchevole che torna alla ribalta a pochi giorni dalla trasferta di Viterbo dove i rossoneri affronteranno il Monterosi con il preciso intento di riscattare il deludente scivolone interno con l’Audace Cerignola di domenica scorsa. Un film già visto negli ultimi anni che piomba sulla serenità del club di Via Gramsci come un fulmine a ciel sereno con l’augurio che il prosieguo della stagione sia diverso rispetto alle vicende del recente passato. C’è il serio pericolo che il giocattolo Foggia possa completamente distruggersi a seguito del caos generato dalle parti protagoniste di questa che sembra a tutti gli effetti una telenovela che non fa il bene dei colori rossoneri. Una situazione, c’è da augurarselo, che non intacchi minimamente lo spogliatoio dove Fabio Gallo, da qualche giorno, è stato lasciato solo a gestire un gruppo che da un mese e mezzo circa aveva cominciato a risalire la china a suon di risultati. Cosa ne sarà del club rossonero all’indomani della decisione del Tribunale di ripristinare il Consiglio di Amministrazione composto dalla Pintus e il figlio Edoardo Chighine e Davide Pelusi? Sarà il tempo a dirlo, un tempo molto ristretto considerate le scadenze a cui il club dovrà far fronte prima del prossimo 15 Dicembre quando bisognerà onorare stipendi a tesserati e dipendenti oltre che il pagamento degli oneri fiscali pena la penalizzazione in classifica. A margine di questa situazione le dimissioni di Matteo Lauriola dalla carica di Direttore Sportivo e le distanze prese dall’Avvocato Vincenzo Todaro che, da qualche mese sia pur non in veste ufficiale, stava lavorando al progetto Canonico e che aveva previsto l’arrivo del nuovo allenatore e del nuovo Diesse. Decisioni dettate dal cambio di interlocuzione con cui confrontarsi alla luce di un lavoro di rafforzamento che prevedeva a gennaio l’arrivo in Capitanata di almeno cinque pedine che avrebbero dovuto cambiare il volto della formazione di Gallo e accontentare i desideri dello stesso tecnico che al suo arrivo a Foggia e dopo aver conosciuto il gruppo a disposizione aveva chiesto correttivi. La palla passa a Pintus e Pelusi che si trovano a gestire una patata bollente non indifferente con Canonico che ha deciso di fare il socio del club e rispondere solo delle quote in suo possesso. Bisognerà fare presto e trovare la soluzione giusta in tempi brevi evitando di continuare a tirare la corda con guerre intestine su eventuali verifiche contabili o su fantomatici nuovi ingressi che al momento sembrano non esserci all’orizzonte. C’è in ballo la vita di un club tra i più blasonati del girone C di serie C e centodue anni di storia che non possono e non devono essere infangati in questa maniera. Mai come in questo momento una conferenza stampa delle parti chiamate in causa sarebbe auspicabile anche per informare il popolo rossonero e una intera città su quelli che potranno essere gli sviluppi futuri del sodalizio e la piega che prenderà il calcio a Foggia. Ricorsi, contenziosi e chiacchiere se ne sono fatti tanti, fatti pochi. Che si faccia chiarezza sul futuro del calcio a Foggia. Ma che si faccia presto…