Che si intervenga al più presto prima che tutto precipiti. La Foggia calcistica non merita ulteriori umiliazioni
Da questa sera in casa Foggia si apre ufficialmente una crisi che pare, al momento, irreversibile. Sembra non esserci soluzione ad un trend che ormai si trascina da ben sette gare come un film già visto e con una formazione che anche oggi, per buoni venticinque minuti, non ha demeritato costruendo anche un paio di azioni gol malamente dilapidate dai rossoneri prima che calasse il buio fitto sul “Marcello Torre” di Pagani dove l’avversario, la Gelbison, si è permessa di prendersi gioco di Petermann e compagni. Tre soli gol in sette gare e ben quattordici reti sul gruppone, una vittoria, un pareggio e cinque sconfitte sono numeri che cominciano a preoccupare un ambiente che è al limite della sopportazione. Quella che doveva essere la stagione delle soddisfazioni, con un mercato costruito per essere una delle corazzate del girone C, si sta trasformando in un vero e proprio incubo per il popolo rossonero che anche oggi è corso al capezzale dei calciatori con circa duecento presenze nello spazio riservato agli ospiti. Irritante e privo di idee il Foggia andato in scena in terra campana che si è suicidato contro i rossoblù di De Sanzo che pure avevano rischiato di andare sotto nella prima frazione di gara quando Ogunseye prima manda a lato da due passi di testa e poi con Petermann che si vede respingere una conclusione destinata a morire nel sette alla destra di D’Agostino che vola a respingere. Al rientro in campo nella ripresa è calato il buio allorquando i padroni di casa hanno deciso di cambiare marcia e mettere alle corde la formazione di Gallo che è tornata quella delle precedenti sei giornate ovvero abulica, priva di idee ma soprattutto incapace di reagire quasi sfiorando la rassegnazione. Cosa sta accadendo al Foggia? Cosa sarà del futuro di questa compagine? Quale sarà la cura che il nuovo tecnico dovrà mettere in campo per rimettere in sesto al più presto una barca che fa acqua da tutte le parti? Da domani ci sarà davvero da guardare in faccia alla realtà e prendere delle decisioni anche importanti. Se c’è un male oscuro che si è introdotto nello spogliatoio rossonero che si abbia il coraggio di tirarlo fuori e di estirparlo al più presto prima che la stagione prenda una brutta piega. E questo probabilmente è compito anche della proprietà del club che non è immune da colpe per le scelte fatte in estate che la piazza rossonera aveva ampiamente avallato e che oggi non ha dato i frutti sperati. Una cosa è certa. Quest’oggi è stato toccato ulteriormente il fondo. La formazione della “nostra” città è penultima nel girone con quattro punti dove solo la Fidelis Andria ha fatto peggio dietro ad una sola lunghezza. Mai come in questo frangente bisognerà intervenire drasticamente e individuare eventuali “mele marce” che potrebbero continuare a minare un gruppo che deve trovare la forza per rialzarsi e tirarsi fuori da questa spiacevole situazione. E qui la figura Lauriola dovrà aver un ruolo determinante. Ma che si faccia in fretta, che si intervenga al più presto perchè la Foggia calcistica, per troppo tempo vituperata negli ultimi anni, non merita ulteriori umiliazioni.