Tre punti e a capo…
Nel posticipo serale del turno infrasettimanale il Foggia di nuovo in campo dopo le cocenti sconfitte in casa con il Latina e fuori dalle mura amiche in quel di Picerno, in casa nel derby contro la Virtus Francavilla ben allenata da mister Antonio Calabro.
Squadra nel rettangolo di gioco non con il solito 4-2-3-1 ben caro a mister Boscaglia ma con un inedito 4-3-2-1 con la linea mediana leggermente rafforzata dopo le prime catastrofiche partite di inizio campionato.
La novità è rappresentata sulla linea mediana dal giovane Frigerio con al suo fianco Odjer e Di Noia con Peralta e D’Ursi sulla trequarti e Vuthaj unica punta dello scacchiere rossonero.
Nonostante il cambio di schema si nota il solito Foggia sconclusionato che si porta avanti in maniera confusionaria senza arrecare danni alla difesa biancazzurra ben diretta dall’estremo difensore Avella.
Primo tempo che si chiude con l’ennesima delusione del pubblico presente sugli spalti, già in numero inferiore rispetto al brutto debutto stagionale, che incomincia a far sentire sottotono il proprio disappunto per la prestazione della squadra di casa.
Secondo tempo sullo stesso filone del primo, tanta buona volontà ma null’altro che sarà sufficiente ad ottenere i tre punti ad opera di D’Ursi al minuto 56′ che con una rete porta in vantaggio la squadra rossonera e salva la sua prestazione fin ad allora anonima.
Una squadra quella vista ieri sera, nonostante il ravveduto schema con un centrocampista in più sulla linea mediana ancora ben lontana da quella che tutti noi ci aspettavamo, molto confusionaria nel costruire gioco, ammesso che di costruzione di gioco si possa parlare, con il punto terminale della squadra, ieri era Vuthaj poi sostituito nell’ultimo quarto d’ora da Ogunseye , in grave difficoltà nel cercare la conclusione a rete.
Le uniche note positive sono rappresentate dal risultato, i tre punti erano d’obbligo ieri per evitare uno scoramento generale e la tenuta fisica che a differenza delle ultime due partite non è stata scoraggiante anche in prospettiva futura.
Rimane di fatto ancora un Foggia che non piace, un Foggia che ha bisogno ancora di trovare la sua identità di gioco e un Foggia che dovrà dire sul campo e non sulla carta ai propri tifosi che campionato vorrà fare visto che i proclami di inizio stagione da parte della Società ormai lasciano il tempo che trovano.
Intanto già domenica si torna in Lucania e questa volta a Potenza, con la speranza che oltre a parlare di un risultato positivo, si torni a parlare di bel gioco e soprattutto di una identità di gioco che da queste parti manca oramai dallo scorso giugno.