Foggia, troppo brutto per essere vero…
Nessuno avrebbe mai immaginato che il Foggia di Roberto Boscaglia, dopo sole due giornate di Campionato, potesse essere in fondo alla classifica del girone C di serie C con due sconfitte in centoottanta minuti e contro due formazioni, non ce ne vogliano gli avversari, sicuramente alla portata di Sciacca e compagni. Troppo brutto per essere vero il Foggia visto a Picerno nel primo “monday night” di stagione dove i rossoneri, che erano attesi alla riscossa dopo il tonfo interno con il Latina della gara di esordio, hanno toccato il fondo contro un avversario che ha surclassato i satanelli sul piano della organizzazione di gioco e della tenuta fisica che hanno fatto riaffiorare tutti i limiti attuali del gruppo a disposizione di Boscaglia. Il tecnico siciliano, a nostro avviso, ci ha messo anche molto del suo schierando una formazione con diverse novità rispetto a domenica scorsa e che è sintomo di mancanza di idee chiare che preoccupa in vista dei prossimi due impegni ravvicinati con Virtus Francavilla e Potenza tra giovedì sera e domenica prossima. Abbiamo definito “sconcertante” il Foggia andato in scena al “Curcio” di Picerno questa sera e non riusciamo a salvare quasi nulla nella triste serata in terra lucana. Partiamo dalla difesa, ad inizio stagione sembrava dovesse essere il reparto più affidabile, che si lascia infilare come una lama nel burro e che ha esaltato la formazione allenata da Longo che si è resa pericolosa diverse volte nel corso dei novanta minuti del match. A centrocampo è evidente l’involuzione di Petermann che sembra essere diventato un calciatore “normale” rispetto al giocatore ammirato nella scorsa stagione. Di Noia, che era piaciuto nella gara con il Latina, mai in partita questa sera. E ci chiediamo come mai Odjer non ha giocato dopo la discreta prova con il Latina? Sulla trequarti con i soli nomi non si fa molta strada e non si va molto lontano. Peralta, a tratti irritante e che ha sulla coscienza il mancato gol del possibile vantaggio, Schenetti ancora lontano dal calciatore che eravamo abituati ad ammirare in campo, D’Ursi che si vede lontano un miglio che non è ancora in condizioni fisiche ottimali. Vuthaj ha i numeri del bomber ma questa sera, a parte tanta buona volontà e qualche numero tecnico, ha dimostrato che probabilmente solo il tempo potrà giocare a suo favore. Paradossalmente il Foggia si è reso molto più pericoloso con l’ingresso sul terreno di gioco di Ogunseye troppo frettolosamente mandato in panchina. E allora perchè non rivedere il modulo di gioco e valutare attentamente le caratteristiche dei calciatori a disposizione per lo schema a lui tanto caro? Sono tanti i dubbi da sciogliere alla vigilia del match con la Virtus Francavilla, che sarà allo Zaccheria tra soli tre giorni, che diventa già la “gara” simbolo di questo inizio di stagione e che dovrà dare risposte al popolo rossonero che questa sera in terra lucana ha dovuto sopportare l’onta di una umiliazione indescerivibile. Il Foggia è a un bivio, a Boscaglia il compito di tirare fuori i rossoneri dai bassifondi della classifica.