Canonico: “Ringrazio Zeman e prendo atto della sua decisione di non continuare”

Canonico: “Ringrazio Zeman e prendo atto della sua decisione di non continuare”

Questa sera ha parlato in conferenza stampa il Presidente del Calcio Foggia, Nicola Canonico. Ecco le sue dichiarazioni:

“Dopo sette ore di colloquio con mister Zeman che non se la sente di continuare, ho provato a trattenerlo ma non ci sono riuscito. Ringrazio il mister per quello che ha fatto in questa stagione calcistica. Non è un problema di presupposti ma di stimoli che ha perso e non vuole continuare. Devo prendere atto e rispettare la sua decisione. Ci siamo confrontati su tutto quello che è stato fatto durante il campionato. Bisogna solo ringraziarlo e da stasera inizia un nuovo ciclo. Possiamo già sentire altri allenatori cosa che non ho fatto in questo periodo ma se non chiarivo con lui non potevo sentirmi con altri allenatori. Il Foggia sulla regolarità degli stipendi non ha problemi. Abbiamo pagato aprile ma rimane solo il mese di maggio e dobbiamo iscrivere la squadra. C’è una buona base di partenza con giocatori che hanno contratti con noi che sono 13. Cercheremo di migliorare la rosa perché bisogna avere ambizioni e non fare scivoloni per quanto riguarda le possibilità economiche. Dobbiamo lavorare con serenità e devo essere giudicato a fine campionato. Quando si cerca di migliorare cercheremo di fare il salto di categoria ma raccontare che si andrà in serie B il prossimo campionato è difficile. Con mister Zeman non abbiamo parlato del direttore sportivo Peppino Pavone. Dei ragazzi sotto contratto dovranno rispettarli per essere professionisti ma se qualcuno vorrà andare via cercheremo di risolvere anche questa questione. Abbiamo fatto una chiacchierata con il gruppo squadra che è sereno e domani sarà l’ultimo giorno di allenamento. La società non gli ha mai fatto mancare nulla quindi non capisco perché dovrebbero andare via. Se c’è la volontà del mister di non continuare è giusto prendere atto, lo rispetto ma dobbiamo andare avanti non possiamo rimanere senza allenatore. È indispensabile trovare un allenatore perché deve valutare il gruppo squadra che attualmente abbiamo. Nel gruppo devono esserci giovani validi ma anche giocatori di esperienza. Nei playoff ma anche in campionato servono giocatori validi con esperienza. Bisogna migliorare anche nei risultati soprattutto cercare di vincere di più e pareggiare di meno. Penso che i moduli vengono fatti dagli allenatori e non dai calciatori. Verificare la squadra farà valutare anche il modulo che l’allenatore potrà scegliere. È importante avere una buona squadra che possa giocarsi il campionato. Nella chiacchierata con Zeman c’è stato anche l’aumento del budget da investire perché voglio migliorare rispetto allo scorso anno. Sono felice di aver dato entusiasmo alla piazza in questa stagione. Le ultime gare in casa sono state emozionanti e belle. Ci sono fattori ed elementi che mi hanno riempito di gioia. Come società non possiamo rimpiangere nulla perché abbiamo fatto bene. Avremo più valorizzazione e giocatori con più personalità. Avere solo un gruppo di giovani fa fatica poi vincere un campionato. La scelta di Masi ne prendiamo atto perché vuole lavorare nella Fondazione e se non riesce a conciliare due lavori accettiamo questa decisione di dimettersi. Sulle proposte di acquisto della società. Disinformare la città e il Presidente di eventuali trattative inesistenti e non chiedere la disponibilità al presidente se è disposto a vendere il Calcio Foggia. Non ho intenzione di vendere perché ho fatto un progetto di tre anni. Se c’è un informazione da dare perché qualcuno chiama informando di un gruppo di imprenditori locali che farà arrivare una richiesta destabilizza una piazza che ha una stabilità economica. Poi si scopre che non è arrivato nulla e nessuno ha chiesto niente. Ne abbiamo sentite di tutti i colori. Creiamo così nella testa dei tifosi un’alternativa che non c’è. Un gruppo di persone serie non va in televisione. Se vogliamo il bene del Foggia non ci si comporta così. Penso che possiamo fare tanto e bene a Foggia ma a me non piace che vengano raccontate storie di una società che ha problemi economici e non è vero. Se Zeman voleva rimanere lo avrei riconfermato. Il rispetto che provo per Zeman è grande e non ho mai contattato nessuno prima dell’incontro con il mister. Non vanno bene le false notizie perché si destabilizza la piazza. Non possiamo fare il male a noi stessi perché è assurdo. C’è un contratto sottoscritto tra me e Zeman firmato. In quel periodo ero squalificato e non poteva essere trasmesso il contratto in federazione. Il contratto non è stato trasmesso per queste ragioni ma anche per volontà di mister Zeman che ha preferito aspettare a fine anno come fa di solito. Quello che ci siamo detti nelle sette ore rimarrà tra me e Zeman. Di Pavone non abbiamo parlato con mister Zeman. Non mi pongo la domanda di quanto vale il Foggia. Voglio fare questi tre anni anche per capire tante cose soprattutto del territorio. Se arriva qualcosa che porterà per il Foggia un altro tipo di investimento mi farò da parte ma non mi devo arricchire io. Se c’è una persona più forte di me economicamente che possa portare il Foggia in alto non sarò un ostacolo. Alle curve voglio dire che faremo sempre le cose fatte per bene, non ho nessuna intenzione di programmare qualcosa che non si potrà fare e non ho bisogno di una colletta per iscrivere la squadra al campionato. Il cautelare si sta discutendo a Bari se gli assegni possono essere incassati o no. Questa discussione del settecento è legato agli assegni per un atto di acquisto del Foggia. Il 9 giugno non è possibile che si passi da Canonico alla Pintus. I giudizi ordinari durano anni e non mesi. Sul direttore sportivo devo ancora ragionare per affrontare con forza questa avventura. Per le nostre strategie giuridiche rimangono nostre perché sono problemi che devono riguardare la società. C’è un giudice che deve decidere. Se qualcuno pensi che questo settecento determini un passaggio di quote non è così. Bisogna informarsi sui fatti veri. Nei tre anni speriamo di portare il Foggia in serie B ma nel calcio ci vuole pazienza cosa che a Foggia non c’è. Ci vuole una programmazione come insegna il Milan con un gruppo di giovani in cui sono stati inseriti elementi di esperienza. Quello che hanno prodotto quest’anno con una squadra inferiore all’Inter hanno avuto la forza e il coraggio di vincere il campionato. Il direttore sportivo verrà prima dell’allenatore e avrà l’input per prendere un allenatore con un preciso profilo. Nella realtà calcistica degli ultimi anni non ricordo una squadra con un minutaggio di giovani che è salita di categoria. La serie c è una categoria difficile. Abbiamo delle idee sull’allenatore che deve avere esperienza di questa categoria. Nel calcio una società dà nelle mani del direttore sportivo la scelta dell’allenatore. Non condivido il fatto che la società non debba parlare perché investendo ha tutto il diritto di poterlo fare soprattutto nella scelta dell’allenatore. Bisogna ricoprire un vuoto che sarà immenso lasciato da Zeman. Si possono cancellare nomi già fatti in questi giorni. Deve essere un allenatore che dovrà colmare il vuoto lasciato da Zeman. Fateci lavorare, le critiche sono giuste ma bisogna farle a fine campionato. Dobbiamo avere la serenità nel lavorare. I leoni da tastiera che insultano devono ricordare che sono un Presidente che decide di investire in un territorio. Ho dedicato molto tempo per convincere Zeman a rimanere. Quello che faremo sarà fatto solo per migliorare. In questi anni ho sempre cercato di vincere il campionato ma ci vuole intesa con giornalisti, società, gruppo squadra e staff. Si vince quando c’è armonia con queste componenti. Diventare protagonisti e alimentare falsi pretesti non ha senso. Bisogna lavorare per l’interesse del Foggia. La notizia che ho chiuso l’accordo con Anelli e Gentile è passata in secondo piano. Abbiamo presentato liberatorie non vere lasciate da chi stava prima che aveva affermato di aver pagato i giocatori cosa che poi non è stata fatta. Il tifoso del Foggia mi ha regalato emozioni straordinarie, vivono di calcio. Vedere i tifosi piangere di gioia ad Avellino mi ha colpito e vorrei farli piangere di gioia. E la curva a Chiavari che ha incitato i ragazzi dopo la sconfitta è stato meraviglioso. Sono i primi ricordi di questa stagione. Il calcio non ha certezze”.

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