Foggia, continuità e unità d’intenti per andare avanti nei play off
Il Foggia supera l’Avellino, nell’ultimo atto della stagione regolare del girone C di Lega Pro, blinda il settimo posto in classifica e si regala la possibilità di giocare i playoff con una posizione che permetterà agli uomini di Zeman di affrontare nel primo turno, tra le mura amiche, la Turris in gara unica partendo dal vantaggio di poter giocare con due risultati su tre a favore. Alla vigilia la gara con gli irpini era molto temuta per la caratura dell’avversario che arrivava a Foggia con l’obiettivo di raggiungere il secondo posto alle spalle del già promosso Bari ma il merito dei rossoneri è stato quello di approcciare bene al confronto e dominare l’avversario in lungo e in largo sfruttando soprattutto la superiorità numerica dopo l’espulsione di Aloi dopo mezz’ora di gioco. Raggiunto l’obiettivo minimo stagionale Curcio e compagni sono già da ieri mentalmente proiettati al primo turno degli spareggi promozione con l’intento di essere la cosiddetta mina vagante di questo nuovo Campionato che comincerà già domenica prossima a meno di rinvii dell’ultimo momento considerato che la Juve Stabia pare abbia proposto ricorso avverso ai deu punti di penalizzazione. La formazione del boemo arriva agli spareggi in una condizione fisica ottimale, con tutti gli effettivi disponibili facendo leva sui recuperi di Ferrante e Di Pasquale, risparmiati anche ieri con il solo attaccante italo-argentino in campo negli ultimi dieci minuti della contesa, ma soprattutto su Di Grazia che sta sorprendendo un pò tutti per il modo in cui si è riproposto in campo dimostrando che l’infortunio è soltanto un lontano ricordo. L’ambiente è ora concentrato su questo obiettivo che potrebbe essere la cosiddetta ciliegina sulla torta di una stagione tutto sommato positiva. I rossoneri hanno sì dimostrato di godere ottima salute e grande condizione atletica ma ci sentiamo di sottolineare che probabilmente in questo scorcio di stagione bisognerà avere anche i nervi saldi ed essere carichi mentalmente per affrontare al meglio le gare che il Foggia giocherà da qui in avanti per tentare di fare tanta strada nella roulette dei playoff. Ma ci vorrà anche unità di intenti e ci riferiamo ai rapporti tra tecnico e Presidente che farebbero bene a chiarire alcuni aspetti a seguito di dichiarazioni e atteggiamenti che negli ultimi giorni hanno dato la stura alle polemiche e alle congetture della gran parte dei tifosi rossoneri e che non fanno bene a tutto l’ambiente. Al momento interessa il calcio giocato, interessa la passione per questi colori e per questa squadra che si vorrebbe vedere il più in alto possibile. I risultati si ottengono rimanendo con le varie componenti unite tra di loro con la continuità di prestazioni che, in alcuni periodi della stagione, hanno riportato grande entusiasmo. Entusiasmo che bisognerà mettere in campo sin da domenica prossima allo Zaccheria che dovrà essere al fianco dei rossoneri per superare il primo step di questi playoff. Per il futuro e per le decisioni importanti ci sarà tempo.
2 Commenti
Nella vita si può essere bravi o bravissimi imprenditori, lei Dott. Canonico sicuramente lo è e ne ha dato dimostrazione quando ha deciso di comprare il ( FOGGIA ). La sua esperienza calcistica avrà avuto un ruolo determinante nella sua scelta ma penso che neanche lei pensasse cosa significava reggere le redini si questi colori. Il suo carattere forte ha fatto sì che i traguardi raggiunti finora lo appagassero ma da uomo saggio sappi ascoltare tutti coloro che con Zeman hanno passato interi campionati. Zeman e Pavone x Foggia non saranno mai una storia passata immagini se a Roma qualcune direbbe lo stesso di Totti!!!! Lasci lavorare il team intero e ogniuno faccia quello che gli compete, lei è un bravo e capace presidente e mi auguro che continui a farlo con questa maglia al resto ci penserà Zeman e le assicuro che solo con Zeman ci sarà un ritorno economico.
Gen.le Errichiello, tutto giusto….: forza, entusiasmo e compatezza per i playoff, ma chi in questi ultimi mesi ha sbagliato tempi, modi e comportamenti e danneggiato la squadra e’ stato proprio il presidente Canonico (il quale peraltro ha anche tentato un piccolo golpe di provincia, pure fallito, propugnando un possibile esonero dell’allenatore per l’nterposta persona del d.s.). Che e’ stata ‘sta roba? E perche’ ? E che c’e sotto ? Sono domande che si riproporranno a fine stagione e se non troveranno una spiegazione convincente, saranno la premessa dell’ addio di Zeman alla sua cara Foggia.