A tutto campo con Delio Rossi
In questo momento del campionato mi è sembrato opportuno ascoltare una voce fuori dal coro, una voce competente molto legata a Foggia sia affettivamente che calcisticamente, una voce che a 360° mi ha rilasciato questa intervista. Sto parlando di Delio Rossi, ex calciatore, capitano e allenatore del Foggia che anche se vive lontano dalla nostra città è sempre ben informato su quello che accade intorno al pianeta rossonero.
Delio, facciamo un punto sul campionato di Lega Pro e nello specifico del girone C.
“Sai Bruno, la prima cosa che mi viene in mente è che sia più facile vincere un campionato di serie B o di serie A che vincere il campionato di Lega Pro, soprattutto il girone meridionale. Credimi non è un paradosso. Molte sono le insidie, ci sono squadre che spendono molto senza ottenere la promozione, basti pensare al Bari dello scorso anno che ha dovuto fare come le altre i conti con una super Ternana”.
Ma secondo te sono solo ragioni di carattere sportivo o anche altri fattori?
Sono sicuramente entrambe le ragioni. La Pandemia ha contribuito e non poco a mettere in difficoltà quei club medio piccoli con risorse economiche limitate, la mancanza di introiti diretti come abbonamenti, biglietti e contributi televisivi, per alcune di queste squadre sono stati molto pesanti, per questo motivo alcune di loro sono andate in seria difficoltà. Se non sei economicamente abbastanza coperto non puoi nemmeno accedere sul mercato per costruire una squadra all’altezza di questo difficile torneo e competere per la vittoria finale, ma anche solo accedere ai play off diventa complicato. Potrei farti tanti esempi, ne faccio uno relativo allo scorso anno, la Cavese”.
Quest’anno c’è molto equilibrio anche se il Bari sembra più strutturato delle altre, cosa pensi?
Certamente il Bari ha la squadra attrezzata per vincerlo questo girone, ma il Catanzaro, l’Avellino, il Palermo, le sorprese Turris e Monopoli, e perché no il Foggia stesso, possono competere se non per la vittoria diretta almeno per fare un play off all’altezza del campionato che stanno facendo fino a questo momento”.
Parliamo del Foggia, lo segui, e che cosa mi puoi dire del suo momento attuale ormai a poco dalla fine del girone d’andata.
Il Foggia ha una garanzia assoluta, e parlo di due figure fondamentali, Pavone e Zeman. Entrambi lavorano con serietà per il bene delle squadre che li scelgono. Sono aziendalisti e riescono sempre a esprimersi al massimo se trovano l’ambiente giusto, e Foggia mi sembra che abbia questa caratteristica, d’altronde lo hanno già ampiamente dimostrato. Bisogna saper aspettare, questo lo dico ai tifosi. Per costruire una squadra che possa raggiungere certi obiettivi bisogna creare prima la base, per poi arrivare alla meta finale. Sono sicuro che non sono tornati a Foggia per fare le comparse, ma bisogna darli il tempo sia a Peppino che a Zdenek di sviluppare in tutte le fasi il progetto che sicuramente avranno programmato con la nuova società”.
Ma la scorsa settimana, proprio Pavone ha sentito il dovere di far sentire il proprio pensiero in una conferenza stampa. Proprio Lui che è molto schivo e riservato, perché in questo momento in città si sente un’aria disfattista da parte di pochi ma che potrebbero condizionare l’opinione di molti verso questa Società e verso la squadra. Che idea ti sei fatto in proposito tu che conosci Pavone molto bene?
“Bruno, io non vivo a Foggia come tu ben sai, però in tutta onestà mi sembra strano che dopo un terzo di campionato con la squadra che ha fatto sul campo 28 punti e che sta in competizione con Catanzaro e Avellino, per fare solo due nomi di squadre costruite per vincere, ci siano queste voci e queste polemiche assolutamente prive di qualsiasi fondamento. Tutti sanno che le squadre allenate da Zeman danno il loro meglio da febbraio in avanti, dopo essere entrati in piena forma fisica e dopo che i calciatori, peraltro quasi tutti nuovi, provenienti da serie inferiori e che non hanno mai giocato con Zeman, avranno assimilato bene certi schemi e meccanismi difficili e complicati. E te lo dice uno che oltre a conoscere molto bene il Boemo è anche un allenatore”.
E nemmeno tanto scarso, aggiungerei.
“Allora direi che bisogna avere fiducia nel lavoro che si sta facendo e aspettare il risultato di questo lavoro che sono certo arriverà”.
E della nuova società del Presidente Canonico e della dottoressa Pintus, che idea ti sei fatto, anche alla luce degli eventi extra calcistici accaduti ultimamente come la penalizzazione o come la fascia da capitano tolta a Curcio?
Non conosco personalmente il Presidente e la Vice Presidente, ma mi sembra che si siano presentati in una piazza come Foggia, con la storia e il blasone che la caratterizza, mettendo sul tavolo un biglietto da visita dei migliori, avendo riportato in rossonero Zeman e Pavone, quindi meritano di avere la possibilità di lavorare e dimostrare se il progetto e il programma stabilito porti al risultato finale, ma i progetti pluriennali devono svilupparsi e per questo ci vuole del tempo all’inizio, secondo me almeno dai due ai tre anni minimo. Giudicateli a tempo debito senza essere disfattisti dopo quattro mesi, come ha detto Peppino Pavone. La fascia di capitano che io stesso spero di aver portato con onore, viene decisa all’interno dello spogliatoio dagli stessi calciatori compreso l’allenatore, ma se Canonico ha fatto quella scelta avrà ponderato bene la situazione e soprattutto lo avrà fatto a fin di bene secondo il suo punto di vista”.
Come finirà secondo te il campionato, chi lo vincerà e dove potrà arrivare il Foggia.
Io non sono come te Bruno, perché ti ho sentito in televisione fare pronostici che poi si sono anche avverati, scherzo naturalmente. Voglio essere pragmatico e moderato nel giudizio come lo sono sempre stato e ti dico che il Bari ha grandi possibilità di vincerlo questo torneo, ma deve fare molta attenzione e guardarsi alle sue spalle perché il Catanzaro, l’Avellino, il Palermo, il Monopoli e la Turris faranno di tutto per impedire che ciò accada. Il Foggia arrivando ai play off in una posizione tra il secondo e il sesto posto diventa una mina vagante. Conosco Zeman, se i calciatori lo seguono incondizionatamente, vi divertirete e chissà cosa potrà succedere. “Permettimi di approfittare di questo spazio che FoggiaGol mi mette a disposizione, per mandare a tutta la Città e a tutti i tifosi un Augurio di Buon Natale e di un felice Anno 2022, che possa essere per la gente di Foggia ricco di soddisfazioni, sia sotto l’aspetto calcistico che per la vita di tutti i giorni che sotto molti aspetti è irta di difficoltà”.
Ringrazio Delio Rossi e credo di potermi fare portavoce di tante persone che non lo hanno dimenticato, facendo a Lui e alla sua famiglia i migliori auguri e a cuore aperto, visto la nostra amicizia, gli dico… Arrivederci e a presto Delio.
2 Commenti
Delio Rossi,il mitico “cavallo pazzo” che cavalcava sulla corsia di sinistra ai tempi di Zeman,una scheggia difficile da contenere,spesso gli avversari erano costretti ad usare le maniere forti per fermarlo.Questa era la sua caratteristica,ma spesso è stato il suo limite perché le sue cavalcate,a volte,gli procuravano grandi infortuni tenendolo fuori per lunghi periodi.Noi foggiani abbiamo un bel ricordo di “cavallo pazzo”.È stato anche Allenatore del Foggia,ma è stata una parentesi sfortunata per lui,ma la stima nei suoi confronti non è mai venuta meno.Auguri Mister.
Beh, proprio sulla corsia di sinistra il nostro buon Delio, nell’unica stagione nella quale fu allenato da Zeman (l’anno del -5, per intenderci), non gioco’ mai. Zeman lo trasformo’ in interno destro nel centrocampo a tre, maglia numero 8 sulle spalle . Delio, uno di noi !!!!