Un caffè con Peppino Pavone
Sono state giocate quindici partite di questo equilibrato torneo di Lega Pro 2021-2022 e mi sembra doveroso fare un primo bilancio ad un terzo del campionato.
Chiaramente l’unico interlocutore con il quale in questo momento mi sembra logico avere una seria interlocuzione è Peppino Pavone, colui che in estate ha costruito questa squadra e che sul campo ha conquistato 25 punti, perdendo solo due gare, facendo al momento sette risultati utili consecutivi.
“Non vogliamo far credere ai nostri tifosi e alla gente che dobbiamo ammazzare il campionato solo perché è arrivato Zeman. Sarebbe un errore imperdonabile. Zemanlandia non si costruì in pochi mesi, ma ci volle il tempo giusto per raccogliere i risultati che poi abbiamo ottenuto”.
Esordisce così il Direttore, nella chiacchierata che ci siamo fatti con la solita franchezza che contraddistingue entrambi. Analizzando la situazione ho chiesto a Pavone un parere sul momento rossonero.
“Cosa si può imputare a questi ragazzi. Sono tutti giovani, molti si misurano per la prima volta nel professionismo, lavorano con un Maestro come il Boemo, si sacrificano per tutta la settimana allenandosi con intensità e abnegazione, hanno conquistato 25 punti anche se la classifica dice 21, di più non si può pretendere in questo momento.”
Ma ci sono altri aspetti che sicuramente fanno parte del momento attuale?
“Gli infortuni. Questo è un aspetto che non si può prevedere e che fa parte del gioco. Ci stanno perseguitando da un po’ di tempo e non consentono di poter presentare la domenica in campo la formazione migliore per affrontare le partite. Chiaro che non è una scusa, ma è innegabile che per assimilare gli schemi di Zeman bisogna avere continuità anche nello schierare i calciatori”.
Ho chiesto a Pavone un parere sulla penalizzazione adesso che sono uscite le motivazioni e che prima di Natale si avrà il secondo grado di giudizio che potrebbe fare cambiare nuovamente, ce lo auguriamo, lo scenario della classifica della nostra squadra.
“Devo essere sincero, i quattro punti che abbiamo avuto di penalizzazione mi sono sembrati un poco esagerati considerando che non ci sono stati né problemi di insolvenza e neanche di illeciti sportivi. Leggendo le motivazioni sono sicuro che con un ricorso ben articolato che l’avvocato Chiacchio depositerà, potremo sperare in qualcosa di positivo”.
Un argomento che ho voluto trattare in questo incontro davanti ad un buon caffè con il nostro Direttore Sportivo, che voglio ricordare a tutti, ha riportato a Foggia la competenza, la saggezza e l’equilibrio, che negli ultimi anni avevamo visto solo in cartolina. A bassa voce gli ho chiesto se si tornerà sul mercato a gennaio.
“Tu sai, Bruno, che Zdenek non è molto avvezzo a inserire, dopo aver costruito e plasmato un gruppo, nuovi elementi. Però se servono per migliorare lo standard tecnico e qualitativo e si trovano calciatori adatti al suo gioco o che hanno già giocato con lui, allora questo potrebbe essere possibile da realizzare. Devo dirti con sincerità che al momento non abbiamo ancora fatto alcun tavolo con il Presidente e la dirigenza tutta, riguardo questo argomento, anche se tu mi conosci bene e sai che io mi muovo costantemente, perché questo è il mio lavoro. Dico ai tifosi e anche a voi addetti ai lavori, di stare tranquilli. Stiamo preparando la base di un progetto pluriennale che dovrà riportarci ai livelli che la storia e il blasone di questa squadra e di questa città meritano”.
Mi viene spontaneo chiedere di questa stagione, allora mi faccio coraggio e glielo chiedo.
“Il programma, con un allenatore come Zeman, con una Società seria e solida come la nostra, è quello di arrivare ai play off, cercando di arrivarci nella migliore posizione possibile, poi tutto quello di buono che saremo in grado di esprimere e di ottenere sul campo, che è l’unico giudice insindacabile, lo prenderemo e lo faremo nostro senza rimpianti, se le cose non dovessero andare come vorremmo che andassero. Tutti partono per vincere figuriamoci se non lo facessimo noi che siamo il Foggia”.
È arrivato Zeman e Peppino Pavone deve lasciarmi, lo ringrazio, saluto il Maestro che vuole sapere cosa ci siamo detti con il Direttore, ma mi permetto solo di dirgli che ringrazio Canonico e la Pintus per averli fatti tornare tra di noi, nella Città che li adora e li rispetta per il loro essere persone vere e sincere e non solo per quello che ci hanno fatto e spero ci faranno ancora vivere.
Ma credetemi la cosa più bella è stata vederli andarsene via insieme come ai vecchi tempi.
Bisognava immortalare il momento che però rimarrà indelebile nei miei occhi e nella mia mente.
Grazie Zdenek e Peppino, Foggia vi sarà sempre riconoscente.
15 Commenti
Ho letto con piacere questa intervista!
Bella intervista, grazie al dott. Arcano. Anche io sono innamorato di questi due Signori che oltre alla loro professionalità (immensa) stanno riportando a Foggia uno stile sopra le righe, cosa che avevamo perso negli ultimi anni. Grazie Mister Zeman grazie al Ds Pavone ♥️?♥️?
Per quanto riguarda la penalizzazione, viste le motivazioni della sentenza posso dire che avevo ragione a sottolineare la circostanzasottovalutata da tutti che
Le infrazioni commesse sono serie e dense di conseguenze al di là della mera penalizzazione.
Infatti, come riportato nella sentenza( secondo l art 20 bis , n 4, delle Noif )il mancato rispetto del termine dei15 giorni per la consegna dell ‘atto notarile e dei certificati penali ,ove confermato anche in sede di impugnazione, comporterà che Canonico dovrà dismettere la partecipazione nel Foggia.
Ovviamente speriamo che ciò non avvenga.
Salvatore
Senza dubbio un ottimo caffe’
Solo la sua abnegazione riesce s sbottonare un introverso come Peppino pavone oltre alla grande amicizia che credo sia reciproca. Oggi sono più tranquillo perché pavone ha ribattuto il programma biennale x portare il Foggia dove gli compete. Quindi l’anno prossimo ancora con pavone e zeman. È così sia !!!
La pacatezza del duo Zeman/Pavone dovrebbe tranquillizzare la tifoseria.Chi li conosce e chi conosce la Storia del Foggia e di Zemanlandia,sono certo,sorrideranno per quella sparuta frangia di contestatori che fanno di tutto per mettere i bastoni tra le ruote di un carro che piano piano sta crescendo e presto lo vedremo mettere il “turbo”.Sono i classici bastian contrari che invece di creare una atmosfera di fiducia intorno alla Squadra,ne rallentano la consapevolezza di avere un giocattolo da accarezzare e coccolare come un bambino che sta muovendo dei passi importanti per camminare più speditamente.Già rispetto all’anno scorso c’è un abisso in quanto ad organizzazione di gioco,quando si giocava a “buttare” la palla in mezzo aspettando un errore della difesa avversaria.Siamo in una dimensione completamente diversa.Godiamoci questa crescita,poi sarà quel che sarà.
“Non ama fare inserimenti nel mercato di gennaio”…RIDICOLO.
Solo una scusa per non cacciare un euro dopo aver fatto un mercato al ribasso in estate e dopo aver schierato under su under per incamerare i soldi della Lega.
Società non all’altezza di questa piazza. Zeman? Un complice, solo per rilanciarsi.
Come fece nel 2010. Poi se la svignò con la scusa che “il sistema non l’avrebbe permesso di vincere a Foggia”.
Ho il video della sua intervista di allora. Quindi fate poco i pagliacci…sia servi che giornalai asserviti.
ASSERVITI A CHI? VERO TIFOSO E NON QUAQUARAQUA COMW TI DEFINISCU DICCI CHI SEI FIRMATI CON NOMW E COGNOME SE HAI LE PALLE COSI TUTTI POTRANNO SAPERE CHI E’ IL C…….E CHE SCRIVE CERTE CAZZATE.
PECORA DA TASTIERA
Bravo Bruno. Zeman e Pavone sono senza dubbio un lusso e valore aggiunto di questa città. Chi non li conosce, e mi riferisco ai più giovani tifosi, deve avere solo pazienza. I risultati saranno eccezionali. Si andassero a rivedere il secondo anno di serie B, giocavano a memoria a mille all’ora. Io personalmente non ho rivisto giocare squadre così veloci. Bella intervista, continua così. Un saluto affettuoso.
Sig.arcano,quale simpatizzante del foggia pur nnconoscendo a fondo certe problematiche, sposo in toto la sua risposta…..
Zeman andò via proprio perché gli allora under tipo insigne non erano di proprietà, lo stesso discorso l’ha ripreso quando si è presentato ad agosto, lui vuole calciatori da valorizzare per la sua società non di terzi. Questo concetto è difficile da apprendere?
Complimenti per l’articolo, in passato ebbi modo di intravedere più volte Zeman, Pavone e Altamura insieme fuori al rugantino e al cocozza, lo spirito era il medesimo, persone eccezionali che hanno solcato il ❤
Sputare veleno è un vezzo tipico di noi italiani e,purtroppo, di noi foggiani. La processione si vede quando si ritira, questo mi hanno insegnato i miei avi foggiani arrivati a Foggia nel diciottesimo secolo e non da qualche settimana come suppongo sia accaduto all’incognito tifoso.
Buongiorno sig. Arcano.
Faccio una premessa importante, altrimenti si corre il rischio di essere etichettato come un “quaquaraqua”.
Io sono di Foggia, vissuto nella mia città fino all’età di 31 anni (fino al 2001) tifosissimo del foggia, spesso andato, anche, in trasferta, nei limiti degli impegni familiari……
Sinceramente trovo eccessivo l’uso di termini con il quale è stato definito il lavoro, buono, fatto da Zeman e Pavone ai tempi del periodo di Zemanlandia, parlare di Maestro, Profeta, che hanno riportato a Foggia, la saggezza, l’equilibrio……ma ti rendi conto che è tutto eccessivo.
Ripeto…hanno fatto un buon lavoro, ha avuto un passato di panchine di serie A, ma non è l’unica persona competente nel calcio (Zeman) e Peppino, come lo chiami tu….non è l’unico direttore sportivo che ha dimostrato competenza…….tanto per cominciare nel nostro girone…..il D.S. del Campobasso ha fatto una buona squadra, che ha detta di Zeman, gioca il miglior calcio del nostro girone, spendendo quasi niente (ultimo posto su transmarket), senza contare il D.S. della Turris….anche lui ha speso meno di noi (sempre su transmarket)……..io non sono Bigotto, te lo posso garantire, ma di Maestro c’è ne uno solo.
Buona serata
Roberto
Mi chiedo quanti grandi Presidenti si sono affacciati alla guida del Foggia nella sua ultra centenaria storia…Mi pare nessun Berlusconi…Moratti…Agnelli…ecc…la nostra dimensione dovrebbe essere chiara a tutti…dal 1990 ad oggi sono passati 30 anni e non si è riusciti nemmeno a dotare la squadra di un campo di allenamento…figuriamoci un settore giovanile…eppure il Foggia grazie a Zeman Casillo e Pavone aveva avuto un lustro strepitoso con una risonanza mondiale…per cui anziché fare polemiche inutili, sterili e pretestuose si dovrebbe pensare al momento attuale come un momento di speranza…credere in un futuro sereno…senza patemi rischi di fallimenti ecc…magari Zeman non sarà l’unico allenatore cosi come Pavone non è unico come direttore…ma qualcosa di buono direi che hanno fatto e per quanto mi riguarda ho visto il miglior calcio di questo trentennio…e non è poco…Buon lavoro mister…
Bella intervista piena di saggezza e speranza per questo calcio attuale che non finisce di stupire per le sue contraddizioni. Dieci anni fa casillo forse non aveva la forza economica di acquistare un pacco giocatori e certo i prestiti non avendo ottenuti risultati immediati hanno preso altri lidi. Spero che oggi sia diverso. Credere l’attaccamento alla maglia e difficile ma avere una società forte e credibile e importante.