Un Foggia spento si arrende ai colpi del Palermo

Un Foggia spento si arrende ai colpi del Palermo

Pomeriggio stregato per il nostro Foggia, che torna dal Barbera di Palermo a mani vuote.
Un pesante 3-0 punisce gli undici di mister Zeman, oggi manchevoli di quel mordace e di quella cattiveria agonistica che tanto avevamo apprezzato nelle precedenti gare.
È vero pure che avevamo di fronte una squadra compatta e ben messa in campo, a cui il tecnico rosanero ha saputo dare una sua identità… però è vero pure che i nostri errori hanno certamente avvantaggiato i siciliani, agevolati dai due goal iniziali: ancora una volta, i doni più grandi li facciamo noi, con i soliti svarioni difensivi.
Oggi abbiamo compreso quanto sia prezioso Nicoletti, la cui assenza si è fatta sentire… e quanto – ahimé – ci costi caro non averne un degno sostituto.
Abbiamo capito che se non scendi in campo con la giusta ” cazzima” non vai da nessuna parte.
Abbiamo capito che forse dobbiamo ridimensionare le nostre pretese… cercando di… ” volare basso”…altrimenti si rischia di cadere…
Certamente quella odierna è una sconfitta che fa male, però, sono sincera, fa più male – a mio avviso – leggere in giro cattiverie e giudizi pesanti e ingrati.
Tutti che sono arrabbiati.. tutti tanto sfiduciati..
E pensare che fino a due settimane fa, tutti sfacciatamente orgogliosi di questi ragazzi.
Non dimentichiamoci che, spesso, la giovane età presenta il conto inevitabilmente. E ancora più se si considera che anche giocatori navigati ed esperti, di categorie superiori, incorrono in errori e disavventure.
È una colpa essere giovani ed avere bisogno di tempo per assimilare contenuti calcistici impegnativi? Se lo è, sono colpevoli.
Se non lo è vanno sostenuti, senza condizioni. Tertium non datur.
O meglio si sceglie di tifare le big del calcio mondiale. E si va sul sicuro.
Ma non sul cuore.
Gli stessi “tifosi” che la settimana prima elogiano ed osannano (meglio sarebbe dire: salgono sul carro) i vari giocatori, appena 7 giorni dopo li abbattono. Non contenti si scagliano contro Zeman dimenticando, molto colpevolmente, che questi potrebbe allenare qualsiasi squadra, in qualsiasi categoria, e che, per il cuore, è a Foggia… a ridare entusiasmo ed onore ad una squadra e soprattutto ad una città martoriata a tutti i livelli.
E allora, sui social, giù a valutare, esprimere giudizi pesanti, suggerire tattiche o consigliare a questo e quello di andare a giocare in squadre dilettantistiche che “tanto più di così non possono fare”.
Si abbatte in un solo pomeriggio lo sforzo di un presidente, di un allenatore top con uno staff eccellente, di un Direttore Sportivo, quel Peppino Pavone che ha dato punti a tutti i suoi colleghi italiani e stranieri e costruì, col Maestro, la squadra che Sacchi definì: “L’università del calcio”.
Complimenti a tutti.
Fiera di non essere così, però, e di amare senza condizioni.
Non è certo con le critiche esagerate che si vede il vero tifoso.
Io, intanto, continuo ad essere fiduciosa… perché, si sa, che l’ottimismo è il sale della vita… e il nostro sostegno è fondamentale.
Del resto, noi foggiani siamo abituati a soffrire… ma pure a saperci rialzare… e lo faremo anche stavolta.
Certo, oggi siamo arrabbiati, ma quando si ama veramente anche la rabbia più nera poi si dilegua… e si torna a voler bene, anche più di prima…

#AvantiFoggia
A. B.

3 Commenti

  • Resistete ragazzi resistete pensate a quello che devono sopportare i foggiani tra politici marioli, strade sfasciate, giardini gialli e sporchi e infine ” il traffico” quindi cosa volete che sia perdere una partita!!!

  • Ho. Sempre detto con i giovani e Zeman non si va lontano. Sono finiti i vecchi tempi poi con quel canonico che ha illuso i foggiani. Ecco xchè Zeman mossa furba. Speriamo bene. Attenti al monopoli

  • fare i funerali del foggia e di zeman mi pare pretestuoso, squadra nuova allenatore nuovo si da il tempo a tutti, a zeman no deve vincere lo scudetto alla prima di campionato

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