Tra Foggia e… filosofia!
Søren Aabye Kierkegaard, filosofo danese del primo Ottocento, affermava in una delle sue massime che “non è il cammino che è difficile, è il difficile che fa il cammino”. In linea con il suo pensiero ritenuto esistenzialista (filosofia basata sul valore intrinseco dell’esistenza umana individuale e collettiva come nucleo o cardine di riflessione), potremmo esportare tale concetto al mondo pallonaro, nella fattispecie al percorso intrapreso dal Foggia di Canonico, mina vagante del girone C di Lega Pro, che vanta un organico di tutto rispetto e soprattutto, restando in tema filosofia, il “maestro del pensiero ultra offensivo” Zeman.
Il credo del boemo è semplice: per vincere è importante segnare sempre un gol in più degli avversari, concetto che ai più potrà risultare banale, ma che bene si amalgama al retropensiero della difesa alta e del portiere come primo attaccante. Il Foggia, nelle prime uscite stagionali, ha già dato dimostrazione della propria forza e di quanto siano efficaci le tattiche zemaniane (la gara con il Potenza insegna), ma la domanda sorge spontanea: dove potrà arrivare questa squadra, una volta smaltita la pesantezza post ritiro, che pare ancora evidente e non vuole essere un alibi… Rispondere al quesito è difficile e dovremmo citare ancora un filosofo, il buon vecchio Socrate diceva infatti “so di non sapere” e anche noi, ad oggi, non possiamo che essere d’accordo con il padre della filosofia greca.
“Calma e sangue freddo” cantava una vecchia canzone e ciò vale anche per un Foggia che, calendario alla mano, dovrà affrontare nell’ordine Palermo, Monopoli e Bari. Tre formazioni accreditate sicuramente alle zone alte del raggruppamento. Serve tempo e verrà dato dal pres Canonico, che vuole sì divertirsi, ma che a fine anno dovrà pure uscirne soddisfatto dal bilancio spesa-ricavi! E se Bergson (filosofo francese di fine Ottocento) concepiva lo slancio vitale come una sorta di forza spirituale che entra nella materia per dominarla e superarla (in modo istintivo o razionale); mister Zeman dovrà essere bravo a trasferire ai suoi la stessa verve calcistica, che forse manca ancora a qualcuno in questo progetto “work in progress”.
I numeri parlano e proiettano i Satanelli in piena zona playoff: quinto posto, frutto di 12 punti (così come il Taranto) ottenuti con 12 gol all’attivo (meglio solo la Turris con 14) e 6 subiti. Anche qui dovremmo tralasciare il dato statistico, anche se Pitagora ci viene in aiuto con la sua “filosofia della matematica”, la quale esprime il concetto, secondo cui il numero nasconde sempre qualcosa in sé e che “in ogni cosa Dio ha creato un numero”. Prendiamo il positivo da questi dati, ma ragioniamo anche secondo un’ottica prettamente sentimentale. Al di là dei primi risultati, questa squadra ha ridato lustro ad una città in piena difficoltà sociopolitica e il merito – ancora una volta – va a mister Zeman, maestro e non solo di calcio.
William A. Ward diceva che “l’insegnante mediocre parla, quello bravo spiega, il superiore dimostra mentre il grande maestro ispira”…e ZZ, a pochi mesi dal suo arrivo, è tornato a farlo con l’entusiasmo dei vecchi tempi, che dobbiamo però dimenticare per mantenere alta la concentrazione su un presente…vincente? Chissà.