Rocca in azione, per il Foggia
Foggia Messina, diamo i numeri!
Ancora una vittoria, ancora tre goal. Dopo il successo in trasferta contro la Fidelis Andria, il Foggia batte in casa anche il Messina. Partita pirotecnica, con grandi colpi di scena. Spettacolo anche sugli spalti con circa quattromiladuecento tifosi, festanti al triplice fischio. Poco scenografico, invece, il manto erboso, in pessime condizioni: solo il 16% della superficie è degna di chiamarsi tale.
La terza vittoria del Foggia matura sul finire del secondo tempo quando Merkaj (secondo goal per lui quest’anno) entrato nella ripresa, incorna di testa un assist di Curcio mettendo alle spalle di Lewandowski. La partita, tuttavia, era iniziata in salita dopo il vantaggio inaspettato, al tredicesimo di gioco, di Vukusic che con un tocco rasoterra beffa un disattento Volpe. Ancora una volta, però, il “Maestro” aveva previsto tutto, scegliendo Martino dal primo minuto, dopo due turni di stop, che sarà protagonista del pareggio con un missile da quasi trenta metri che fulmina il portiere polacco del Messina. Poi, nel finale, gloria anche per Michele Rocca che realizza il suo primo goal stagionale con un pregevolissimo “sombrero”, impietrendo il difensore avversario. Incredulo, il centrocampista rossonero toglie la maglia ed esulta, tanto da prendere un “giallo” per “esultanza eccessiva”, come da regolamento in vigore dal 2004. Stessa sorte era toccata dieci minuti prima a Merkaj, anch’egli in visibilio dopo il raddoppio del Foggia. Cinque ammonizioni in tutto, tre a carico dei peloritani, tutto sommato una gara corretta.
Stavolta il Foggia non perdona sotto porta e tesaurizza (quasi) tutto ciò che produce in fase offensiva, con tre goal ed altrettante occasioni in area siciliana. Sicuramente fa meglio anche a centrocampo, con maggiore aggressività anche in fase di non possesso palla e una percentuale (32%) di passaggi sbagliati certamente più incoraggiante che nelle partite precedenti. Possesso palla, costante di questa squadra, molto buono (58% dei rossoneri contro il 42% dei giallorossi), in crescendo la capacità interdittiva con quattordici contrasti vinti e sei duelli aerei vinti a favore dei rossoneri.
La settima partita di campionato ci racconta in cifre quanto i rossoneri hanno realizzato finora. Quinti in classifica, con tre vittorie tre pareggi ed una sola sconfitta, il secondo attacco più prolifico del campionato (dopo la Turris) con dodici goal all’attivo, 2/3 dei quali realizzati nel secondo tempo. Ferrante attualmente è il capocannoniere con tre goal, condivide il tabellino dei marcatori con altri sette compagni, compresi due difensori: l’idea di collettivo di Zeman è evidente.
Niente entusiasmo, tuttavia. Stare sul pezzo, sempre. Una difficile trasferta contro il Palermo e tre derby consecutivi contro altrettante “terribili” pugliesi, Monopoli, Bari e Taranto, aspettano i rossoneri di Zeman alla prova del fuoco. Solo dopo queste “forche caudine”, l’ha dichiarato anche il presidente Canonico, sarà più chiara la “stoffa” di questa squadra che, nella mani del “sarto” Zeman, non potrà che continuare a migliorare.
5 Commenti
Un campo pessimo, ma che aspetta la società a sistemarlo?
Sintesi efficace.
Guarda che è ” merito” dei due pazzoidi che hanno rappresentato il Foggia, indegnamente per due stagioni consecutive e non di Canonico che già si è messo all’opera per sistemare il campo
Buongiorno Francesco,non penso sia il caso di parlare male della vecchia dirigenza,ricordati che,grazie a loro, siamo rinati.
mi riferisco alle pagelle/// mi rendo conto che gli esperti seguono il modus operandi di quelli delle categorie superiori, per me i voti alti o bassi devono essere assegnati a prescindere dalla vittoria o sconfitta, puo’ essere che un giocatore giochi da 8/10 ma viene portato a 6/7 in caso di sconfitta.altresi dicasi per un difensore che si lascia scappare da pirla piu’ volte l avversario ma siccome la squadra ha vinto gli diamo sufficcenza piena. sarei propenso a giudicare i calciatori al di la’ del risultato. se concediamo palle goal agli avversari specia in contropiede qualcuno nn puo’ pretendere la sufficcenza.