Grazie mister!

Grazie mister!

Umiltà, dedizione, passione e preparazione. Queste le parole che spiegano efficacemente la stagione trascorsa del Calcio Foggia. E se l’euforia, dovuta all’effetto Zeman, porta a dimenticare velocemente quanto di buono, mister Marco Marchionni – alla sua prima esperienza da allenatore – è riuscito a fare; è doveroso rinfrescare la memoria ai tanti detrattori e ai tifosi, dotati di focalizzazione a breve termine.

Partiamo con i numeri. Il Foggia del mister laziale, costruito da Corda per una salvezza tranquilla, stupisce gli addetti ai lavori e non, con un piazzamento playoff (nono posto) e 51 punti in cascina; frutto di 14 vittorie, 9 pareggi e 13 sconfitte. Nessuno si sarebbe aspettato un campionato non banale dei Satanelli, di ritorno dall’inferno dei dilettanti, invece, grazie alla bravura e all’elasticità di Marchionni, i rossoneri diventano la mina vagante del girone C; sfiorando addirittura scenari ancora più accattivanti…

Marco Marchionni, dopo un’esperienza come vice di Baldini alla Carrarese, si mette in gioco, scegliendo Foggia. Il clima non è dei più rosei, anzi è l’esatto opposto. L’ex centrocampista di Parma e  Juve firma il 10 ottobre, dopo che le teste di Eziolino Capuano e mister Maiuri sono saltate per divergenze e incompatibilità di intenti con la società. Alla prima di campionato, contro il Potenza, in panchina siede però Cau. I rossoneri vincono sul manto erboso dello Zac, che mister Marchionni non conoscerà mai nella consueta veste di “bolgia infernale”, a causa della pandemia e dei suoi effetti. Il classe 80’ debutta da coach quattro giorni dopo, contro il Bisceglie. La sua prima gara da allenatore non è certo da ricordare: sconfitta per 3-1 in casa e inizio di una triste striscia di risultati negativi, che catapulterà Marco già nei discorsi esonero.

Marco Marchionni

“Si muore tutte le sere, si rinasce tutte le mattine: è così. E tra le due cose c’è il mondo dei sogni” e il mister lo sa bene…  nella partita più attesa dell’anno dal pubblico foggiano, il Foggia sfodera una delle migliori prestazioni stagionali. Vittoria, tra le mura amiche, contro il temuto Bari di De Laurentiis e critiche spazzate via, come neve al suolo. Curcio è sempre più uomo squadra e Rocca, unico calciatore richiesto dal mister, si prende la scena come top player a centrocampo! Il Foggia acquisisce carattere e cresce, parallelamente alle ambizioni del suo condottiero.

Il girone d’andata vede diversi risultati importanti per la compagine rossonera, come dimenticare la vittoria sul Palermo (per 2-0) e i punti decisivi contro Monopoli, Viterbese, Paganese e Turris. Succede però, come in tutte le storie, che le cose non vanno sempre per il verso giusto. Il 2 dicembre, Foggia si risveglia con la notizia dell’incendio della porta di casa Gentile, il capitano rossonero che nella finestra di gennaio saluterà il gruppo per accasarsi al Fano. Per effetto della legge di Murphy, le notizie negative a casa Foggia non sembrano placarsi: querelle societarie senza fine, pochi rinforzi dal mercato invernale e tifosi arrabbiati per il momento dirigenziale dei  Satanelli. Marchionni, ancora una volta, è bravo a portare sulle proprie spalle il peso della squadra e di una città in subbuglio, nonostante la giovane età e la poca esperienza da primo allenatore. Il Foggia c’è e inizia a far paura agli avversari. Calcio ordinato, ma votato all’attacco. Un 3-5-2 moderno, concreto e bilanciato.

Il percorso di crescita procede tra cadute e vittorie, ad aprile, con largo anticipo, si può festeggiare la meritata salvezza, grazie alla vittoria sul Monopoli per 1-0. “Testa, grinta e cuore. Siamo il Foggia” grida il tecnico ai suoi, i quali raggiungono anche il piazzamento playoff. Vittoria al primo turno contro il Catania al Massimino: 3-1 firmato Baldè e Curcio, ma è necessario sottolineare la mano del tecnico. I rossoneri iniziano a credere all’impresa, che di fatto resterà tale; l’avventura di Marchionni termina in quel di Bari, sconfitta legittima al secondo turno playoff e applausi a tecnico e squadra per aver onorato la gloriosa casacca rossonera.

Foggia ha saputo accoglierti, caro Marco. Foggia è una vetrina prestigiosa, un palcoscenico con pochi eguali nella terza serie che ha consacrato uomini, prima ancora che calciatori. Foggia non è una squadra, è qualcosa di più. Caro mister, Foggia riconosce e ringrazia. É stato un piacere aver potuto conoscere da vicino la gentilezza e il carisma dell’uomo Marchionni. Caro mister, l’augurio è che questo “battesimo” sia l’inizio di una brillante carriera e il primo segmento di una strada da percorrere, chissà mai, ancora insieme…

Custodiremo la tua semplicità perché come diceva il grande Cruijff: “il calcio è semplice, ma giocare un calcio semplice è la cosa più difficile”.

Buona fortuna Marco.

2 Commenti

  • Grazie mister Marchionni! Mi associo ai ringraziamenti della redazione… Per tutto quello che ci ha donato, come allenatore e soprattutto come Uomo. La città gliene sarà grata sicuramente, anche se oggi siamo tutti distratti dal ns Vate..speriamo bene!?!
    L’augurio è che questo anno trascorso sia il giusto trampolino di lancio per una rosea carriera piena di soddisfazioni e trionfi sportivi.
    Un caloroso saluto e arrivederci, magari in serie A!

  • Grazie Mister!!
    Un grazie di cuore per la sua preparazione, educazione e perché no la sua umiltà nell’attendere le decisioni della dirigenza sul suo futuro senza sbavature o segni d‘impazienza.
    Io credo, da appassionato di calcio da oltre 50 anni, in un suo futuro roseo e pieno di soddisfazioni.
    Le auguro le migliori fortune e di ricalcare il cammino dei suoi predecessori De Zerbi e Stroppa.
    Mi auguro, da tifoso, che le scelte fatte siano quelle ottimali e non dettate dal furor di popolo ai fini di accattivarsi le simpatie dei più.
    Ad maiora Mister!!!!

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