Non si possono offendere così cento anni di storia

Non si possono offendere così cento anni di storia

Il Foggia andato in scena ieri pomeriggio allo Zaccheria ha lasciato sconcertati i pochi presenti in tribuna non tanto per il risultato negativo maturato, al termine dei novanta e più minuti, quanto per la prestazione da dimenticare offerta al cospetto di un avversario che ha giocato la partita della vita oltretutto per circa settantacinque minuti in inferiorità numerica. In questo articolo saremo piuttosto critici nell’analisi della partita e non ce ne voglia il tecnico Marchionni se affermiamo, senza ombra di smentita, che la gara l’ha persa proprio il tecnico laziale con quei cambi sciagurati. Il Foggia è una squadra con equilibri molto sottili che in questo momento della stagione paga sicuramente una condizione fisica e mentale piuttosto precaria che non regge i cambi di modulo a gara in corso. Il Foggia dello Zaccheria ha pagato anche le tante assenze di formazione con Marchionni che ha dovuto rinunciare ad elementi del calibro di Germinio, Del Prete, Anelli, Morrone e Salvi. Una difesa rabberciata, un centrocampo con uomini prestati in compiti non proprio consoni alle caratteristiche dei singoli e con uomini in precarie condizioni fisiche che hanno sbagliato tutto ciò che c’era da sbagliare. In avanti si continua ad insistere su Dell’Agnello che continua ad essere poco a suo agio in questa formazione e poco utile alla causa rossonera. E’ vero che mancava D’Andrea, alle prese con la ripresa dopo la pandemia, che Balde chiamato in causa ha deluso le aspettative e che Nivokazi gettato nella mischia nelle battute finali non si è mai visto sul terreno di gioco. Ma il materiale a disposizione nel reparto di attacco è questo e lo si sapeva da inizio stagione. Il solo Alessio Curcio, tra l’altro in un ruolo proprio non suo, non poteva reggere da solo l’urto e la responsabilità di un reparto dove, inutile girarci intorno, manca quel bomber capace di fare la differenza in questo Campionato a suon di reti.

Alla luce dei risultati maturati in questa giornata c’è rammarico per come i rossoneri abbiano improvvisamente messo in discussione anche il settimo posto da ieri appannaggio del Teramo e che potrebbe essere riacciuffato se, mercoledì pomeriggio, nel recupero con il Monopoli, si sarà in grado di tornare al successo per essere matematicamente nei playoff. Lo stop casalingo di ieri pomeriggio ci auguriamo possa fungere da sprone per questo gruppo che deve preservare tutto il lavoro svolto in questa stagione per non rischiare di buttare a mare un Campionato giocato in maniera propositiva e che ha sorpreso un pò tutti, ambiente e addetti ai lavori, se si considera che gli obiettivi di inizio stagione prevedevano il mantenimento della categoria. Né potranno essere la prodezza di un tale Mendicino o il contagio da Covid-19 a mettere in discussione il lavoro esaltante di una intera stagione. Il Foggia non può essere ai titoli di coda e l’impegno di mercoledì prossimo ci dirà se avevamo ragione o torto. Bisognerà tornare al successo per cancellare immediatamente la prestazione di ieri che è stata un’offesa a cento anni di storia calcistica rossonera.

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