Il Foggia che vorrei…

Il Foggia che vorrei…

Cari lettori di FoggiaGol.it,

se anche voi, come me, non ne potete più di questa “assenza di Foggia” (ovviamente motivata da problemi di forza maggiore), ecco che arrivo in soccorso io per voi. Oggi si sarebbe dovuto giocare il big match contro i nostri “amici” palermitani e considerando il probabile rinvio anche della sfida contro il Monopoli e il turno di riposo previsto dal calendario, non ci resta che abituarci all’idea di non vedere il Foggia per tre settimane consecutive…

Ho deciso di stilare una breve lista dei desideri, un po’ come la letterina che si scrive a Babbo Natale per chiedergli in cambio dei doni. Vorrei che queste mie richieste, frutto della mia umile conoscenza del calcio e dell’ambiente foggiano, arrivassero quanto prima a chi di dovere, e chissà magari risultare d’aiuto per coloro che lavorano alacremente per la formazione che noi tutti sosteniamo.

Per prima cosa, vorrei una chiara e lucida programmazione degli obiettivi futuri. Anche “piccole” realtà come Spezia e Benevento insegnano che senza una strada prestabilita da perseguire, diventa difficile (se non impossibile) portare a casa risultati. In questo senso, la presidente Pintus, assieme al direttore generale Polcino, è stata abbastanza chiara… ma serve passare dalle parole e ai fatti, e sono certo che questo succederà.

Vorrei, quindi, che si iniziasse, senza fretta ovviamente, a mettere “nero su bianco” per quanto concerne ciò che riguarderà il Calcio Foggia da qui ai prossimi anni. Bisognerà sciogliere le riserve circa la posizione del presidente e possibili nuovi investitori, rinnovare i contratti del mister e degli uomini chiave di questa stagione e soprattutto chiarire la posizione del direttore tecnico Ninni Corda, il quale in questa situazione sarebbe privato delle principali libertà da “manager all’inglese” che ha sempre amato portare avanti nelle sue passate esperienze.

Tralasciando il discorso societario (qui sopra accennato) e pazientando nell’attesa di disputare i play-off, vorrei fare il punto sulla rosa attuale dei rossoneri. Il Foggia ha dimostrato di essere una buona squadra in un “mediocre” campionato di C, ma per sognare grandi risultati bisogna obbligatoriamente costruire una grande squadra, che non vuol dire spendere tanto  (vedi Bari).

In primis, andrebbero riconfermati gli artefici di questo inaspettato piazzamento, a partire da Marco Marchionni. Il tecnico laziale ha saputo lavorare bene, nonostante le tante pressioni di un ambiente di per sé molto difficile e una situazione societaria a più riprese incerta. Andrei quindi a blindare l’ex centrocampista del Parma, affidandogli il compito di sviluppare le proprie idee calcistiche e di crescere come allenatore in una piazza, che ha saputo sfornare ottimi tecnici. Marchionni è in scadenza a giugno e la promessa è che si vada ad offrirgli un triennale per lavorare senza ansia. Parallelamente alla conferma del tecnico, vanno blindati i protagonisti di questo risultato ovvero i vari calciatori più rappresentativi della squadra attuale.

Marchionni

Curcio, per esempio, ha ancora un anno di contratto e i trentuno anni d’età sono una garanzia nel potergli dare in custodia il compito di “chioccia” anche per i più giovani. Michele Rocca, altro calciatore determinante quest’anno, è in scadenza e con lui va fatto un discorso completo, chiarendo dall’inizio aspettative e ambizioni da poter portare avanti insieme. In scadenza anche il numero uno rossonero Ermanno Fumagalli, che ha da poco compiuto i trenatanove anni d’età, ma ancora in grado di garantire costanza e buon rendimento almeno per il prossimo anno. Bisognerà al contempo guardarsi attorno, ma Di Stasio e Jorio promettono bene, così come il portierino della Primavera Mascolo…

Torneranno a Salerno, dopo un anno di prestito gratuito: Galeotafiore, Kalombo, Vitale e D’Andrea. Tutti calciatori che, bene o male, hanno rispettato le aspettative iniziali e si sono guadagnati la titolarità nello scacchiere tattico di Marchionni. Con la Salernitana, bisognerebbe continuare questo tipo di collaborazione, magari acquistando (o prolungando il prestito) questi quattro calciatori, i quali sarebbero utili e già pronti per la prossima stagione.

Tornerà alla base anche il baby play Morrone, l’ex primavera Juve è di proprietà Lazio e difficilmente Lotito lo girerà a qualche club di C. Per il numero 25 rossonero è giunto il momento del grande salto, magari in cadetteria con la Salernitana, squadra sempre di proprietà Lotito. Sarebbe un peccato perdere Morrone, ma dal prossimo anno andranno evitati prestiti senza garanzie da club di categorie superiori.

Come tutte le squadre di terza serie, il Foggia cambierà tanto il prossimo anno in fase di assemblaggio, ma credo che bisognerà operare solamente se necessario e doveroso, al fine di un miglioramento della squadra. Proprio la rosa attuale insegna che, con molta “fantasia” e buone conoscenze del sistema calcio italiano, si possono portare a casa buoni calciatori a poco; inoltre Foggia resta una grande piazza, in grado di attirare non pochi calciatori in rampa di lancio o volenterosi di motivazioni. Vorrei però che non si stravolgesse quanto di buono fatto tra mille difficoltà (è importante tenerlo a mente sempre) per questo 2020-21, andando a blindare lo “zoccolo duro” di questa stagione, che annovera anche i vari Del Prete, Gavazzi, Salvi e Di Jenno.

Dopo aver largamente motivato le scelte che farei relativamente al progetto tecnico, vorrei avere un Foggia più forte mediaticamente e impeccabile nella comunicazione. Nell’ultimo anno, molti degli errori, a mio parere, sono stati fatti per quanto concerne il lato comunicativo del club rossonero e nel 2021 è importante che questo non accada! Il calcio, ad oggi, non si gioca più solo sul rettangolo verde; bensì anche sui social e sui post di Facebook. A tal proposito bisognerà lavorare anche sull’aspetto social e web, per offrire ai tanti tifosi un’esperienza rossonera a 360 gradi.

Ho solamente fatto qualche cenno riguardo al discorso Primavera e a ciò aggiungo la totale necessità di un rinnovamento dell’organico giovanile. Pavone si è dimostrato un ottimo tecnico per i ragazzi e la scelta di Giglio come responsabile di questo aspetto, simboleggia la volontà di proseguire in questo senso con piccole modifiche. Il Foggia dovrà attingere dalla propria seconda squadra, che dovrà essere pronta e preparata a sfornare talenti “made in Foggia”, da valorizzare sul territorio nazionale. Si parla tanto di calcio sostenibile e si fa poco in quel versante, con la regola degli under risulta indispensabile avere dei giovani pronti per fare la spola tra C e Primavera 3.

Concludo questa lettera dei desideri, chiedendo un futuro migliore magari con i Satanelli sul petto e uno Zac pieno di gente a popolare i gradoni di uno degli stadi più belli d’Italia. Spetterà però anche a noi foggiani, prima ancora che tifosi del Calcio Foggia, rispettare le regole e avere pazienza perché “i sogni si avverano solo se ci credi” e per credere bisogna avere pazienza, prima ancora che fede.

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