La ricetta di Polcino

La ricetta di Polcino

Le prime parole del direttore generale Filippo Polcino fanno ben sperare la Foggia pallonara, perché hanno messo al centro del nuovo progetto societario targato Pintus il settore giovanile.

Dopo l’epoca connotata dagli eccessi nel mondo del calcio sta prevalendo finalmente, forse anche complici le restrizioni Covid-19 (per la serie “fare di necessità virtù”), il concetto di calcio sostenibile.

Sostenibilità è sinonimo di stabilità, solidità e di pianificazione a lungo termine. Concetti questi ultimi che non hanno avuto casa nella realtà foggiana per lunghi anni.

Quando pensiamo ai settori giovanili non possiamo esimerci dal citare la realtà dell’Atalanta.
La squadra orobica rappresenta la Stella Polare a cui realtà giovani come la società di Maria Assunta Pintus devono tendere.

Ma cosa significa concretamente sostenibilità?
Se ci rifacciamo all’ esperienza bergamasca possiamo intendere questo concetto in tre declinazioni:
1) il settore giovanile, che ogni anno sforna ragazzi capaci di esordire in Serie A raggiungendo così ben presto il calcio professionistico in pianta stabile. Ragazzi provenienti da società satelliti della stessa provincia o regione che coi nerazzurri hanno intavolato rapporti di collaborazione reciproca, una condivisione di know how ed un sostegno economico che consente ai tanti allenatori e preparatori atletici di concentrarsi solo ed esclusivamente sui ragazzi e sul loro potenziamento fisico, tecnico, tattico oltre che sulla maturità mentale (cosa non secondaria avere un atleta con la testa sulle spalle se intende fare del calcio la propria professione);
2) Atalanta significa anche scouting, sia nella propria provincia sia in Italia, ma anche nel calcio europeo andando a scovare giovani che militano in campionati non di primissimo ordine grazie ad una capillare rete di osservatori. Basti citare Castagne e Malinovskyi (dal Belgio), Palomino dal campionato bulgaro, o lo stesso Freuler dal campionato svizzero. La capacità di andare a scovare questi giovani sperduti in Europa, farli esordire in Serie A e vedere le loro quotazioni salire esponenzialmente denota un’abilità tecnica e manageriale degli uomini scelti dal Presidente Percassi che non ha eguali.
3) E poi c’è una terza componente, quella più recente nella tradizione atalantina, che è quella del rilancio di giocatori reduci da esperienze deludenti. Due nomi su tutti Duvan Zapata e Josip ilicic, elementi oggi inamovibili nell’Atalanta di Gasperini, altro pezzo forte nello scacchiere nerazzurro, che ha avuto la capacità di scommettere su di loro, di rilanciarli e di renderli appetibili a livello europeo.

Per Filippo Polcino non è un lavoro facile, i risultati non arriveranno a breve, ma step by step Foggia e il Foggia potranno finalmente contare su una base solida che resterà, al di là dell’avvicendarsi delle proprietà. Partendo dalla provincia e dalle sinergie con le realtà calcistiche locali, penso al Lucera Calcio, fino al rafforzamento delle collaborazioni con talent scout e osservatori non solo italiani, Foggia potrà raccogliere soddisfazioni durature e diventare, perché no, l’Atalanta del sud.

Serve determinazione e idee chiare da parte della società,  ma si richiede pazienza e maturità alla piazza.

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